ИСТОРИЯ НАЗВАНИЕ: La mia ossessione (Luciano e Sofia) parte seconda 
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ИСТОРИЯ

La mia ossessione (Luciano e Sofia) parte seconda

by MyWifeMyObsession
Посмотрели: 110 раз Комментарии 2 Date: 25-03-2026 Язык:Language

...il tarlo non dorme. Anzi, scava più a fondo, più vorace.
La gelosia è un fuoco lento che gli brucia il petto. Ogni immagine della storia gli torna davanti come un coltello: Ruggero che la sbatte contro il muro, che le dice “Tuo marito è un cornuto fortunato”, che la riempie fino a farle colare lo sperma lungo le cosce. Luciano stringe gli occhi nel buio, la mascella contratta. Fa male.
“È solo una fantasia… lo ha detto lei.”E se non lo fosse? E se Sofia avesse davvero goduto con quel vecchio porco? E se ogni volta che esce per “pranzo di lavoro” non sia solo un gioco tra loro, ma qualcosa di reale?
La gelosia gli fa venire le lacrime agli occhi. Immagina Sofia che torna a casa con quel profumo diverso addosso, con le mutandine bagnate, e gli sorride come se niente fosse. Immagina di baciarla e percepire il sapore di un altro sulla sua lingua. Il pensiero lo fa stare male… eppure il cazzo al solo pensiero gli si indurisce sempre. E proprio in quel momento, mentre la gelosia lo divora, nella sua mente comincia a farsi largo un’idea nuova, pericolosa, irresistibile. “E se trovassi qualcuno io stesso?”
Il pensiero arriva piano, come un sussurro velenoso. Un amico fidato. O un collega. O magari uno sconosciuto su internet, uno che sappia giocare al gioco senza rovinare tutto. Qualcuno che provi a sedurla davvero. Un invito a cena, un messaggio “casuale”, un caffè dopo il lavoro. Qualcuno che la corteggi sul serio, che la spinga a osare, a lasciarsi andare.“Voglio vedere se si lascia andare. Voglio sapere se è capace di tradirmi per davvero.”La gelosia esplode, più feroce di prima. Il cuore gli martella. “Come cazzo posso pensare una cosa del genere? È mia moglie!” Ma sotto quella rabbia c’è un’eccitazione oscura, viscerale, che gli fa pulsare il cazzo ancora più forte. Immagina Sofia che cede. Che apre le gambe per un altro uomo scelto da lui. Che torna a casa con gli occhi lucidi e gli racconta tutto… o che gli nasconde qualcosa. Dolore, paura ed eccitazione. In mezzo a quel dolore, c’è un’altra sensazione. Calda. Viscida. Perversa.
Una voglia oscura che gli fa pulsare il cazzo, duro e traditore. È la voglia di corna vere. Quella voglia che lo costringe ogni volta che la menta va là ad abbassare la mano sul cazzo e a masturbarsi. Vuole sapere se sua moglie, la donna che ama con tutto se stesso, potrebbe davvero cedere. Potrebbe tradirlo. Potrebbe godere con un altro più di quanto goda con lui.
E più la gelosia lo fa stare male, più quella voglia perversa cresce.
È un contrasto feroce che lo sta facendo impazzire. Quando immagina Sofia che apre le gambe per un altro uomo scelto da lui, si sente morire di gelosia… eppure il cuore gli batte più forte per l’eccitazione, il respiro si fa corto, le mani gli tremano dal desiderio perverso di vederla cedere.È una mescolanza malata, perfetta, inscindibile:
la gelosia è il coltello che affonda,
l’eccitazione è il sangue caldo che esce dalla ferita.
Più la gelosia lo umilia, più l’eccitazione lo eccita.
Più ha paura di perderla, più desidera spingerla verso il tradimento.
Più si sente cornuto nella testa, più il suo cazzo pulsa di piacere.
Non è “gelosia OPPURE eccitazione”.
È gelosia CHE eccita.
È eccitazione CHE nasce dalla gelosia. Luciano deglutisce, il cazzo di nuovo duro pronto a esplodere. Domani inizierà a cercare davvero.
Non più solo fantasie.
Non più solo Ruggero inventato.
Uno dei giorni successivi Luciano si sveglia con un peso sul petto e un’erezione che non vuole andarsene.
Sofia è già in cucina che prepara il caffè, canticchiando come sempre. Lui la guarda dalla soglia: capelli raccolti, maglietta larga, gambe nude. Sembra la solita Sofia di sempre. Ma nella sua testa c’è solo l’idea che cova ormai da molte notti.
Deve trovare qualcuno.
Non un vecchio come Ruggero della fantasia. Qualcuno reale. Qualcuno pericoloso.Vuole un uomo sui quarant’anni – una decina meno di loro – bello, in forma, brillante. Non un palestrato vuoto: uno con cui Sofia possa parlare davvero, uno che abbia interessi comuni con lei che possano diventare il ponte naturale per farli conoscere.Passa la mattinata al lavoro con il telefono in mano. Scorre profili su forum di appassionati di fotografia (Sofia adora fare foto), gruppi di escursionismo, pagine di amanti del vino e della buona cucina. Filtra per età, per zona, per aspetto.
Poi lo vede.
Massimiliano, detto Max. 41 anni. Fotografo semiprofessionale, runner, appassionato di enologia. Foto profilo: alto, spalle larghe ma non esagerate, sorriso intelligente, capelli corti brizzolati alle tempie, occhi scuri e penetranti. Nelle altre immagini appare sempre curato, elegante senza essere rigido. Commenti intelligenti, risposte spiritose. Sembra perfetto.
Luciano sente una fitta violenta di gelosia solo a guardarlo.
E si eccita da morire.Inizia a seguire il profilo. Legge tutto quello che Max ha postato negli ultimi mesi. Scopre che parteciperà a una degustazione di vini naturali tra due settimane in un locale del centro, proprio quello che Sofia aveva segnato sul calendario.
È il viatico perfetto. Inizia il piano. Like ai post di Max – sui paesaggi di montagna, sulle bottiglie di vino, sulle foto in bianco e nero. Poi un commento: «Bellissima questa luce sul Nebbiolo, complimenti». Max risponde dopo qualche ora. Luciano gioca la carta della passione condivisa: «Anch’io e mia moglie siamo pazzi di fotografia e di vino. Lei ama farsi fotografare ma io non sono all'altezza». Max abbocca. Chiede che tipo di foto fa Sofia, che vini preferiscono. Luciano gli manda due scatti anonimi di Sofia in montagna, poi, con finta casualità:
«Senti, venerdì mattina ho una pausa pranzo libera. Ti va un caffè veloce in centro? Ci conosciamo e poi ti faccio vedere qualche scatto di lei. Potesti darmi qualche consiglio.»
Max accetta.Si incontrano in un bar tranquillo, tavolini di legno, luce morbida. Max è esattamente come nelle foto: 41 anni, alto, spalle larghe ma eleganti, sorriso intelligente, occhi scuri che ti guardano dentro. Luciano sente una fitta di gelosia così forte che per un secondo gli manca il fiato. Eppure il cazzo gli si indurisce nei pantaloni.
Ordina due caffè. Poi, con la scusa perfetta, tira fuori il telefono.
«Guarda, ti faccio vedere alcune foto che ha fatto mia moglie l’anno scorso in Toscana. Secondo me ha un talento naturale… dimmi tu che ne pensi da professionista.»
Fa scorrere le immagini. Prima paesaggi. Poi, “per sbaglio”, una foto di Sofia in primo piano: lei che ride al tramonto, capelli sciolti, décolleté che lascia intravedere la curva del seno, sguardo malizioso verso l’obiettivo. Un’altra: Sofia in gonna corta durante una passeggiata, gambe lunghe e toniche. Luciano osserva la reazione di Max come un falco.Max si ferma sulla foto del tramonto. Un sorriso lento, quasi impercettibile.
«Cazzo… è bellissima. Tua moglie?»
Luciano deglutisce. La voce gli esce un po’ rauca, volutamente.
«Sì… Sofia. È lei.»
Max alza lo sguardo, studia Luciano un secondo di troppo. C’è qualcosa nell’aria. Luciano lo lascia sospeso, non dice niente, lascia che il silenzio parli. Poi aggiunge, con tono basso e un mezzo sorriso nervoso:
«Quando la guardo così… mi viene sempre da pensare che sia troppo per uno come me. Capisci cosa intendo?»
Max inarca un sopracciglio. Ha capito. O almeno ha percepito il sapore. Il cuckold che trasuda da quella frase. Annuisce lentamente, senza giudicare.
«Capisco benissimo.»Luciano sente il cuore esplodergli nel petto. Gelosia pura, acida, che gli stringe la gola. Eccitazione che gli fa pulsare il cazzo contro la stoffa dei pantaloni. Continua, la voce più bassa:
«Senti, Max… ti parlo chiaro. Non sono venuto qui solo per le foto. Sofia è… speciale. E io… io ho questa cosa. Mi eccita l’idea che qualcuno come te – bello, brillante, con le sue stesse passioni – possa… avvicinarsi. Provarci. Sedurla. Non per rovinarci, ma per… viverla. Insieme.»
Max resta in silenzio un attimo, poi sorride, un sorriso lento, consapevole.
«Stai dicendo sul serio?»
«Serissimo.» Luciano si sporge leggermente. «Venerdì sera c’è quella degustazione di vini naturali che lei ha segnato. Potremmo fingere di esserci conosciuti per lavoro – io ti ho presentato come un collega fotografo con cui collaboro ogni tanto. Tu la conosci lì, per caso. Inizi a parlarle, a farle complimenti veri, a guardarla come meriti di essere guardata. Io sarò lì… e vedrò tutto.»Max beve un sorso di caffè, gli occhi che brillano di curiosità e di qualcosa di più.
«E lei sa di questo… tuo desiderio?»
«Del desiderio certo. Giochiamo spesso a letto immaginando un terzo. Non sa di te però. Non sa che io e te siamo complici. E' il tipo di donna che potrebbe lasciarsi andare… se l’uomo giusto la fa sentire desiderata.» Luciano tace un istante, il respiro più corto. Poi la voce scende ancora, quasi un sussurro complice. «Ed è esattamente così che la voglio. Voglio la tua complicità totale, Max. Sofia non deve sapere niente di noi due. Non deve sapere che tu e io abbiamo parlato, che tu sai tutto, che io ti sto… consegnando a lei. Tu mi aggiornerai su tutto. Ogni messaggio, ogni parola, ogni tocco, ogni dettaglio di quello che succede tra voi. Voglio sapere tutto in tempo reale. E dopo… quando tornerà a casa, io le chiederò di raccontarmi tutto come facciamo sempre, come una delle nostre solite fantasie. Lei penserà che sia solo un gioco nella sua testa. Io invece saprò che è la verità. E mi farò raccontare ogni cosa da lei, mentre dentro di me brucerà il fatto che stavolta è reale.» tace. La gelosia gli sta mangiando vivo lo stomaco, eppure il cazzo gli pulsa così forte che deve spostare la gamba sotto il tavolo.
Max lo guarda dritto negli occhi per qualche secondo, poi annuisce.
«Va bene. Ci sto. Venerdì alla degustazione. Io e te “colleghi”. E io… proverò a sedurla. Piano. Come vuoi tu.»
Luciano sente un brivido freddo e caldo insieme. Ha appena consegnato sua moglie a un altro uomo. Ha appena dato il via al gioco vero.
Si alza, paga i caffè, stringe la mano a Max. La stretta è ferma, complice.
Mentre torna in macchina, la gelosia gli fa venire quasi le lacrime agli occhi. Ma l’eccitazione è così forte che deve fermarsi in un parcheggio deserto per segarsi furiosamente, venendo in pochi secondi con il nome di Max e di Sofia sulla bocca.Nei giorni precedenti la degustazione, Luciano aveva iniziato a preparare il terreno con cura. Una sera, mentre Sofia si provava dei vestiti davanti allo specchio della camera, lui si era avvicinato da dietro, le aveva posato le mani sui fianchi e le aveva sussurrato all’orecchio:
«Per venerdì sera vorrei che ti vestissi elegante… ma anche un po’ provocante. Sai, quella camicetta di seta nera che ti lascia la schiena scoperta, o quella gonna che ti arriva a metà coscia. Mi piace quando ti vesti così. Mi fa impazzire l’idea che gli altri ti guardino.»
Sofia aveva riso, un po’ sorpresa, voltandosi tra le sue braccia.
«Ma sei sicuro? Non è una cosa troppo formale? Non voglio sembrare fuori luogo.»
Luciano le aveva baciato il collo, la voce bassa e calda:
«Fidati di me. Voglio che tu sia bellissima. Voglio vederti brillare. E poi… chissà, magari incontri qualcuno di interessante con cui chiacchierare di vino e foto. Sarebbe bello, no?»
Sofia aveva alzato un sopracciglio, maliziosa.
«Ah, quindi è questo il tuo gioco stavolta… Va bene, amore. Per te mi vestirò come vuoi.»Venerdì sera arrivano al locale intorno alle 19:30. L’atmosfera è calda, luci soffuse, tavoli di legno scuro, bottiglie disposte con cura. Il profumo di vino e legno riempie l’aria. Sofia indossa esattamente ciò che Luciano le aveva chiesto: una camicetta di seta nera semitrasparente che le scivola morbida sulle spalle, lasciando intravedere il pizzo del reggiseno, e una gonna nera aderente che le arriva a metà coscia, con uno spacco discreto ma provocante. Tacchi alti, capelli sciolti sulle spalle. È splendida.
Luciano la tiene per mano mentre entrano. Il cuore gli batte fortissimo. Scruta la sala e lo vede subito: Max è in piedi vicino al bancone, bicchiere in mano, camicia bianca perfettamente stirata, jeans scuri, giacca leggera. Appena li nota, alza una mano in un saluto naturale.
Luciano stringe leggermente la mano di Sofia e le dice, con tono tranquillo:
«Guarda, tesoro, c’è Max. Te l’avevo detto che forse sarebbe venuto. Vieni, te lo presento.»
Si avvicinano. Max sorride, un sorriso caldo e sicuro.
«Luciano! Che piacere vederti.» Si stringono la mano con vigore, poi Max sposta lo sguardo su Sofia. I suoi occhi scuri la percorrono per un istante, senza essere invadenti, ma abbastanza da farle sentire che la sta davvero guardando. «E tu devi essere Sofia. Luciano mi ha parlato tanto di te.»Sofia sorride educatamente, ma si nota un leggero imbarazzo. Stringe la mano che Max le porge.
«Piacere, Max. Luciano non mi aveva detto che ci sarebbe stato anche un suo collega stasera.»
Luciano interviene subito, con tono leggero e un mezzo sorriso:
«Te l’ho detto solo stamattina, amore. Max è un fotografo bravissimo, soprattutto con la luce naturale. Pensavo potesse essere interessante per te conoscere qualcuno del giro. Magari ti dà qualche consiglio sui tuoi scatti.»
Max annuisce, lo sguardo ancora su Sofia.
«Luciano mi ha mostrato alcune tue foto fatte in Toscana. Complimenti sinceri, hai un occhio davvero buono. Quel tramonto con te in primo piano… è venuto magnifico. Hai un viso che la luce ama.»
Sofia arrossisce leggermente, abbassa lo sguardo per un secondo.
«Grazie… sei gentile. In realtà sono solo un’amateur. Luciano esagera sempre.»
Luciano ride piano e le passa un braccio intorno alla vita.
«Non esagero per niente, Sofia. Lo sai che lo penso davvero. Max, diglielo anche tu che non sto esagerando.»
Max sorride, guardando prima Luciano poi di nuovo Sofia.
«Assolutamente no. Non è esagerazione. E se permetti… anche dal vivo sei molto più bella che in foto.»Sofia ride piano, un po’ titubante, spostando il peso da un piede all’altro.
«Beh… grazie. Non so mai come rispondere a questi complimenti. Luciano, digli qualcosa tu, altrimenti mi metto in imbarazzo.»
Luciano stringe leggermente la mano sul suo fianco.
«Rispondi semplicemente “grazie” e goditelo, amore. Max sa riconoscere una bella donna e una brava fotografa quando le vede.»Si spostano a un tavolo alto. I calici iniziano a girare. Dopo il terzo vino, l’atmosfera si scalda.
Max versa nel bicchiere di Sofia e le si avvicina un po’.
«Assaggia questo. Pinot Nero altoatesino. Dimmi cosa senti… e non avere paura di essere esplicita.»
Sofia annusa, beve, chiude gli occhi un secondo.
«Ciliegia nera matura… sottobosco… e una spezia calda, quasi sensuale. Pepe rosa?»
Max sorride, impressionato, e si sporge verso di lei.
«Esatto. Perfetto. Hai un palato pericoloso, Sofia. Pochi riescono a cogliere quella nota sensuale al primo sorso.»
Luciano interviene, la voce un po’ rauca:
«Vedi, amore? Max ti capisce meglio di me su queste cose. Io sento solo “vino buono”. Tu e lui invece… parlate la stessa lingua.»
Sofia lancia un’occhiata a Luciano, poi torna su Max con un sorriso più sicuro.
«Grazie. Mi piace questo vino… è morbido, avvolgente. Tu invece, Max? Corri, fotografi, bevi bene… che altro fai per… eccitarti?»La domanda le esce un po’ audace. Max inarca un sopracciglio, piacevolmente sorpreso.
Max:
«Bella domanda. Mi eccita la bellezza autentica. Una donna che sa parlare di luce, di tannini e che ha il tuo stesso sorriso. E tu, Sofia? Cosa ti eccita quando sei in montagna o dietro l’obiettivo?»
Sofia arrossisce ma sostiene lo sguardo.
«Mi eccita… la sensazione di essere guardata nel modo giusto. Quando qualcuno vede davvero quello che fotografo… o vede me.»
Luciano sente una fitta violenta allo stomaco. Interviene, fingendo leggerezza ma con la voce tesa:
«Attento Max, stai entrando in territorio pericoloso. Sofia di solito riserva queste confessioni solo a me… a letto.»
Max ride piano, gli occhi fissi su Sofia.
«Allora sono onorato. Perché stasera, vestita così, con quella camicetta che scivola sulla pelle… è difficile non guardarti nel modo giusto, Sofia.»
Sofia beve un sorso di vino, le guance rosse, ma sorride lentamente.
«Sei sfacciato, Max. Ma… devo ammetterlo, è piacevole sentirsi guardare così. Luciano, tu che dici? Il tuo collega è troppo diretto o mi sto solo immaginando le cose?»Luciano deglutisce, il cazzo che pulsa nei pantaloni. La guarda negli occhi:
«Dico che ha ragione lui, amore. Sei bellissima stasera. E mi piace vederti arrossire mentre lui ti guarda. Continua pure… mi piace guardarvi chiacchierare.»
La serata va avanti così: Max diventa sempre più esplicito nei complimenti («Quello spacco sulla gonna ti fa delle gambe da infarto»), Sofia passa da titubante a chiaramente coinvolta (ride di gusto, si sporge verso Max, tocca il suo braccio mentre parla), Luciano interviene con frasi cariche di doppio senso che aumentano la tensione («Vedi come ti guarda, Sofia? Io lo capisco… anch’io ti guarderei così tutto il tempo»).
Quando la degustazione finisce, Sofia è visibilmente più animata, gli occhi brillanti, il corpo più rilassato vicino a Max. Luciano brucia di gelosia ed eccitazione pura.
Mentre escono, Max stringe la mano a Luciano con uno sguardo complice e dice piano, solo per lui:
«Grazie per la serata. Lei è… esattamente come l’avevi descritta.»Appena rientrati a casa, Sofia si toglie i tacchi con un sospiro di sollievo e va in bagno a struccarsi. Luciano si siede sul bordo del letto, il telefono in mano, il cuore che gli martella nel petto. La serata gli ha lasciato un nodo allo stomaco e un’erezione che non è mai calata del tutto.
Sofia esce dal bagno con indosso solo una lunga maglietta leggera, i capelli sciolti. Si infila sotto le lenzuola accanto a lui.
«Che serata strana ma bella,» mormora, accoccolandosi contro il suo fianco. «Max è… simpatico. Molto diretto, però. Mi ha fatto un po’ arrossire.»
Luciano le accarezza la coscia nuda.
«Ti è piaciuto, vero? Ti guardava come se volesse mangiarti.»
Sofia ride piano, un po’ imbarazzata.
«Dai… era solo gentile. Però sì, era piacevole sentirsi guardata così.»
In quel momento il telefono di Luciano vibra. Un messaggio da Max.
Max (23:47):
Buonasera Luciano. Grazie per la bella serata. Sofia è davvero incantevole, sia nella conversazione che nell’aspetto. Complimenti sinceriLuciano sente una scarica di adrenalina. Mostra lo schermo a Sofia.
«Guarda. Ti ha già scritto.»
Sofia si sporge, curiosa. Legge e arrossisce leggermente.
«Carino… rispondigli qualcosa di educato.»
Luciano digita velocemente, poi le mostra:
Luciano:
Grazie Max. Sofia ha apprezzato molto la tua compagnia. Dice che sei stato un ottimo compagno di degustazione.
Max risponde quasi subito.
Max (23:50):
Ne sono felice. È raro trovare una donna che sappia parlare di vino con tanta passione e che abbia quel sorriso. La camicetta nera le stava divinamente, devo ammetterlo. Le donava una luce particolare sulla pelle.
Sofia legge e stavolta il rossore si fa più intenso. Si morde il labbro inferiore.
«Oddio… è esplicito.»
Ma la sua voce è più bassa, un po’ roca. Luciano nota che ha accavallato le gambe sotto le lenzuola.Luciano scrive di nuovo, stavolta lasciando che Sofia veda tutto.
Luciano:
Le dirò che l’hai notata. In realtà la camicetta l’ho scelta io proprio perché le mette in risalto il décolleté. Volevo che qualcuno come te la guardasse.
Max (23:52):
Hai buon gusto. Quel décolleté è difficile da ignorare. Quando si sporgeva sul tavolo per annusare il vino… ho dovuto fare uno sforzo per non fissarla troppo. Ha un seno bellissimo, pieno e naturale. E il modo in cui rideva… mi ha fatto venire voglia di sentire quel suono più da vicino.
Sofia trattiene il fiato. Legge il messaggio due volte. La mano le scivola istintivamente sulla coscia di Luciano, stringendola.
«Cazzo… Luciano…» sussurra. Ha le guance in fiamme, ma gli occhi le brillano di eccitazione. «Sta davvero dicendo queste cose?»
Luciano ha il cazzo duro come marmo. Risponde mentre Sofia guarda.
Luciano:
Le piace essere guardata quando si veste così. E stasera si è accorta che la guardavi. Le è piaciuto.Max (23:54):
Bene. Perché io non riuscivo a smettere. Quelle gambe con lo spacco della gonna… lunghe, toniche. Immagino come sarebbe farle scivolare le mani lungo le cosce, sotto quel tessuto. E la sua bocca quando parla di vino… mi chiedo che sapore abbia dopo tutti quei calici.
Sofia emette un piccolo gemito. Si preme contro Luciano, la mano che sale a sfiorargli l’erezione attraverso i boxer.
«Oddio… è così diretto,» mormora, ma la voce è arrochita dal desiderio. «Continua a leggere…»
Luciano digita con le dita che tremano leggermente.
Luciano:
Sofia sta leggendo con me. Le stanno piacendo le tue parole. Sta diventando bagnata solo a sentirti descrivere come l’hai guardata.
Max (23:56):
Cazzo, Luciano. Sapere che lei è lì accanto a te mentre leggo queste cose mi eccita da morire. Dille che stasera non riuscivo a pensare ad altro che a farla chinare su quel tavolo, sollevarle quella gonna stretta e assaggiare quanto fosse bagnata dopo tutti quei complimenti.
Sofia non resiste più. Si siede a cavalcioni su Luciano, gli strappa quasi i boxer e gli prende il cazzo in mano, già duro e pulsante.«Scrivigli che lo voglio sentire,» ansima, mentre si abbassa su di lui, bagnatissima. «Digli che mi sta facendo impazzire.»
Luciano riesce a malapena a digitare mentre Sofia inizia a muoversi sopra di lui, lenta e profonda.
Luciano:
Lei è sopra di me in questo momento. Sta cavalcando il mio cazzo mentre legge i tuoi messaggi. Dice che le tue parole la stanno facendo bagnare tantissimo.
Max (23:58):
Brava ragazza. Dille che voglio essere io quello che la fa venire la prossima volta. Voglio sentire quei gemiti dal vivo, mentre la scopo piano contro un muro, con te che guardi. Voglio farle urlare il mio nome mentre tu ti tocchi.
Sofia legge l’ultimo messaggio e perde completamente il controllo. Inizia a scopare Luciano con foga, i fianchi che sbattono forte, i seni che ondeggiano sotto la maglietta. I gemiti le escono sempre più alti.
«Cazzo… sì…» ansima. «È così eccitante…»
Luciano la tiene per i fianchi, spingendo verso l’alto con forza. La gelosia gli brucia dentro come acido, ma l’eccitazione è devastante.
A un certo punto, mentre Sofia sta per venire, Luciano le afferra i capelli, la tira verso di sé e le ringhia all’orecchio, la voce spezzata:«Chiamalo… chiamalo Max. Urla il suo nome mentre vieni.»
Sofia esita solo un secondo, poi gli occhi le si velano di piacere puro.
«Max… oh cazzo, Max!» grida, il corpo che trema in un orgasmo violentissimo. «Max… sì… scopami…»
Luciano esplode dentro di lei nello stesso istante, venendo con un ringhio gutturale, il nome di Max che gli esce dalle labbra insieme a quello di Sofia.
Rimangono lì, ansanti, sudati, abbracciati. Il telefono vibra ancora una volta sul comodino.
Max (00:01):
Spero che abbiate finito bene la serata. Aspetto aggiornamenti… e magari la prossima volta non sarò solo nei vostri messaggi.
Sofia ride piano contro il petto di Luciano, ancora tremante.
«Oddio… questa volta è davvero pericoloso.»
Luciano la stringe forte, il cuore che gli batte all’impazzata.La mattina dopo la luce filtra morbida dalle persiane. Sofia è ancora avvinghiata a Luciano, nuda, il corpo caldo contro il suo. Lui sta per riaddormentarsi quando il telefono vibra sul comodino.
Max (08:12):
Buongiorno a entrambi. Spero abbiate dormito bene… o poco, dopo i miei ultimi messaggi. Mi sono svegliato pensando a Sofia. È stato un pensiero molto piacevole per iniziare la giornata.Quando volete, sono disponibile per un caffè o per qualcosa di più… stimolante. Fate sapere.
Luciano legge il messaggio con un sorriso lento. Il cazzo gli si indurisce di nuovo solo a rivedere le parole di Max. Si volta verso Sofia, che ha gli occhi aperti e sta leggendo da sopra la sua spalla.
Sofia si irrigidisce. Il rossore le sale subito alle guance.
«Oddio…» mormora, coprendosi il viso con le mani. «Luciano… digli che mi dispiace. Abbiamo bevuto troppo ieri sera. Non era nostra intenzione arrivare a tanto. È stato… eccessivo. Chiedigli scusa da parte mia.»
Luciano alza un sopracciglio, sorpreso.
«Sul serio? Dopo come sei venuta urlando il suo nome?»Sofia si morde il labbro, visibilmente combattuta tra l’imbarazzo e il ricordo dell’eccitazione.
«Sì, sul serio. Digli che ci siamo lasciati trasportare dal vino e dalla situazione. Non voglio che pensi che siamo… strani. O che io sia quel tipo di donna. Per favore, Luciano.»
Luciano esita un secondo, la gelosia e il desiderio che si mescolano di nuovo. Poi digita, mostrando lo schermo a Sofia mentre scrive.
Luciano:
Buongiorno Max. Sofia ha letto il tuo messaggio. Dice che ieri sera avevamo bevuto un po’ troppo e ci siamo lasciati trasportare. Non era nostra intenzione arrivare a certi toni. Ti chiede scusa se siamo stati troppo espliciti o se ti abbiamo messo in imbarazzo.
Invia.
Sofia annuisce, ancora rossa in viso.
«Bravo… così va bene. Digli che è stato bello conoscerti, ma che forse è meglio mantenere le cose su un piano più… amichevole.»
Prima che Luciano possa rispondere, arriva la replica di Max. Leggono insieme. Max (08:17):
Nessuna scusa necessaria, Sofia.Non devi vergognarti di niente. Sei una donna bellissima, sensuale e intelligente. E io ho adorato ogni secondo.
Se però preferisci che rallenti, lo farò. Dimmi solo cosa vuoi davvero.
Sofia legge due volte. Il respiro le si fa più corto. Stringe le cosce sotto le lenzuola.
«Cazzo…» sussurra. «È così… calmo. Così sicuro.»
Luciano nota che i capezzoli le si sono induriti visibilmente contro il lenzuolo. Le accarezza piano il fianco.«Vuoi che gli risponda di rallentare?» le chiede, la voce bassa.
Sofia resta in silenzio qualche secondo. Poi, con un filo di voce:
«…No. Non ancora.»
Si volta verso di lui, gli occhi lucidi di nuova eccitazione. «Ma digli… digli che mi vergogno un po’ stamattina. E che forse dovremmo andarci piano. Almeno per oggi.»
Luciano sorride dentro di sé. Sa che la resistenza di Sofia sta già cedendo. Digita lentamente, lasciando che lei veda ogni parola.
Luciano:
Sofia dice che si vergogna un po’ stamattina, ma che le tue parole le stanno facendo di nuovo effetto. Vuole andare piano… almeno per oggi. Però non ha detto di smettere del tutto.
Max risponde dopo pochi secondi.
Max (08:20):
Capisco perfettamente.
Allora andiamo piano, Sofia.Ma sappi che stanotte ho sognato le tue gambe intorno ai miei fianchi e la tua voce che ripeteva il mio nome.
Se vuoi che rallenti, lo farò.
Se invece vuoi che ti racconti cosa ti farei piano… dimmelo. Sono qui.
Sofia emette un piccolo gemito e nasconde il viso nel petto di Luciano.
«Luciano… questo uomo mi sta facendo impazzire,» mormora contro la sua pelle. «E tu… tu lo stai lasciando fare.»
Luciano le solleva il mento, la bacia con forza, il cazzo di nuovo duro contro la sua coscia.
«Esatto,» le sussurra. «E tu stai adorando ogni secondo.»
La mano di Sofia scivola tra loro due, stringendogli l’erezione.
«Forse… forse possiamo rispondere solo un altro messaggio,» dice con voce tremante. «Poi basta per oggi.»Luciano sorride, vittorioso.
«Come vuoi tu, amore.»Luciano sente il calore del corpo di Sofia premuto contro di lui, la mano di lei che gli stringe il cazzo già duro. Legge di nuovo l’ultimo messaggio di Max e decide di non trattenersi più.
Digita lentamente, facendo leggere ogni parola a Sofia prima di inviarlo:
Luciano:
Max, Sofia è qui accanto a me, nuda sotto le lenzuola. Ha appena letto il tuo messaggio e le sue guance sono di nuovo rosse.
Dice che si vergogna… ma intanto mi sta stringendo il cazzo con la mano e sta bagnando il lenzuolo tra le sue gambe.
Non vuole che rallenti del tutto.
Vuole che tu le racconti cosa le faresti piano… ma stavolta voglio i dettagli. Voglio che le descrivi esattamente come la toccheresti, come la baceresti, come la scoperesti.
Lei sta ascoltando. E si sta toccando mentre io scrivo.
Invia.
Sofia spalanca gli occhi, un misto di shock e eccitazione pura.«Luciano… cazzo, sei pazzo,» sussurra, ma non ferma la mano. Anzi, inizia a muoverla su e giù lungo il suo cazzo, più veloce.
Il telefono vibra quasi subito.
Max (08:23):
Bene. Allora andiamo più in profondità.
Sofia, immagina questo:
Ti avrei portata in un angolo un po’ più buio del locale, dopo la degustazione. Ti avrei appoggiata con la schiena al muro, una mano sulla tua gola leggera, solo per farti sentire che ti tengo.
Con l’altra mano ti avrei sollevato lentamente quella gonna stretta, scoprendo le tue cosce toniche. Avrei fatto scivolare le dita sotto il bordo delle mutandine… e ti avrei trovata già bagnata fradicia, proprio come sei adesso.
Ti avrei baciato il collo mentre ti penetravo con due dita, piano, girandole dentro di te fino a farti tremare.
Poi mi sarei inginocchiato, ti avrei aperto le gambe e ti avrei leccata lì, proprio in mezzo alla gente che usciva, con la lingua che ti gira sul clitoride finché non mi implori di smettere… o di continuare.
E quando non ce l’avresti fatta più, ti avrei girata, ti avrei fatto appoggiare le mani al muro e ti avrei scopata da dietro, lentamente, profondamente, una mano sui tuoi capelli, l’altra sul tuo seno sotto quella camicetta nera.
Ti avrei sussurrato all’orecchio: «Grida il mio nome, Sofia. Fatti sentire da Luciano.»Sofia legge il messaggio con il respiro corto. Un gemito le sfugge dalle labbra. Le sue dita scendono tra le sue gambe, si toccano il clitoride mentre continua a masturbarlo.
«Oddio… Luciano… è troppo,» ansima, ma il suo corpo dice il contrario. Si strofina contro la sua coscia, bagnatissima.
Luciano le prende il telefono dalle mani tremanti e risponde, la voce rauca:
Luciano:
Sta leggendo. Si sta toccando mentre legge. Ha le dita dentro di sé e sta gemendo il tuo nome a bassa voce.
Continua, Max. Dille cosa le faresti dopo. Voglio sentirla venire di nuovo pensando a te.
Max (08:25):
Brava ragazza.
Dopo averti scopata contro quel muro, ti avrei portata a casa mia. Ti avrei fatta sdraiare sul letto, completamente nuda, e ti avrei legato i polsi alla testiera solo con la mia cravatta.
Ti avrei aperto le gambe e ti avrei leccata di nuovo, lentamente, fino a farti supplicare. Poi ti sarei entrato dentro con tutto il cazzo, centimetro dopo centimetro, guardandoti negli occhi mentre ti riempio.
Ti avrei scopata forte, Sofia. Fino a farti urlare. Fino a farti venire così intensamente che avresti bagnato le lenzuola.E solo allora ti avrei dato il permesso di venire… chiamando il mio nome.
Sofia non resiste più. Lascia andare il cazzo di Luciano, si mette a quattro zampe sul letto, il telefono davanti a lei, e inizia a toccarsi freneticamente.
«Max… cazzo, Max…» geme, la voce rotta. «Continua… ti prego…»
Luciano le afferra i fianchi da dietro, le infila due dita dentro mentre lei legge l’ultimo messaggio, e spinge forte.
Luciano (a Max):
Sta venendo. Sta urlando il tuo nome mentre si tocca. Le mie dita sono dentro di lei e sta bagnando tutto.
Vuole di più. Vuole sapere quando potrai farlo davvero.
Sofia esplode in un orgasmo violento, il corpo che trema, la voce che grida:
«Max! Sì… Max… scopami…»
Luciano continua a muovere le dita dentro di lei finché non si accascia sul letto, ansante.
Il telefono vibra di nuovo.
Max (08:28)Dille che la prossima volta non sarà solo fantasia.
E che non vedo l’ora di sentire quel «Max» dal vivo, mentre la faccio venire davvero.
Sofia, ancora tremante, si volta verso Luciano con gli occhi lucidi di piacere e vergogna.
«Luciano… cosa stiamo facendo?» sussurra.
Lui la bacia con forza, il cazzo duro contro il suo ventre.
«Stiamo facendo esattamente quello che vuoi,»Nei giorni successivi i messaggi tra Max e Luciano (e Sofia che leggeva) si erano fatti sempre più frequenti e spinti. Ogni sera Sofia finiva per venire urlando il nome di Max mentre Luciano la scopava o la guardava toccarsi. Ma la vergogna del mattino dopo restava.
Una mattina, mentre facevano colazione, Luciano decise di fare il passo successivo.
Posò il telefono sul tavolo e guardò Sofia negli occhi.
«Amore, ho pensato una cosa. Venerdì sera Max è libero. Vorrei organizzare un aperitivo… solo tra voi due.»
Sofia si bloccò con la tazzina a mezz’aria. Lo fissò, incredula.
«Solo noi due? Senza di te?»
«Sì. Solo voi due. In un bel locale in centro, tranquillo, con i tavolini all’aperto. Voi chiacchierate di foto, di vino, di quello che volete. Io resto a casa… e aspetto che mi racconti tutto quando torni.»
Sofia arrossì violentemente. Posò la tazzina, le mani un po’ tremanti.
«Luciano… no. Non posso. È troppo. L’altra sera con i messaggi è già stato… intenso. Ma vederlo da sola? Parlare con lui sapendo che tu non ci sei? Non mi sento pronta.»
Luciano le prese la mano sopra il tavolo, la voce bassa e calda.«Lo so che ti spaventa. Ma è proprio questo che mi eccita da morire. Sapere che sei lì con lui, che lui ti guarda come ti guardava alla degustazione, che ti fa complimenti… e tu ti lasci un po’ andare. Non devi fare niente che non vuoi. Solo un aperitivo. Due ore al massimo. Poi torni da me e mi racconti tutto, come sempre.»
Sofia abbassò lo sguardo, mordendosi il labbro. Si vedeva chiaramente il conflitto: la titubanza, la paura, ma anche quel luccichio di eccitazione che ormai conosceva bene.
«…E se lui prova ad avvicinarsi? Se mi tocca? Se io… mi lascio andare troppo?»
Luciano sentì una fitta di gelosia acida allo stomaco, ma il cazzo gli si indurì nei pantaloni.
«Allora succederà quello che deve succedere. E io lo saprò da te… e da lui. Voglio questo, Sofia. Voglio che tu ti senta desiderata da un uomo come Max. Voglio che tu provi quel brivido.»
Ci fu un lungo silenzio. Sofia bevve un sorso di caffè, le guance ancora rosse.
«Mi stai chiedendo tanto…» mormorò.
«Lo so. Ma ti ricordi come sei venuta l’altra sera urlando il suo nome? Immagina come sarà quando sarà lui a fartelo davvero.»
Sofia chiuse gli occhi un secondo, respirando più veloce. Quando li riaprì, la voce era più bassa, quasi un sussurro:«…Va bene. Ma solo un aperitivo. Niente di più. E tu mi scrivi ogni tanto per sapere se sto bene.»
Luciano sorrise, il cuore che gli batteva fortissimo. Le baciò il dorso della mano.
«Certo, amore. Ti scrivo. E tu mi racconti tutto.»
Prese subito il telefono e scrisse a Max.
Luciano:
Venerdì sera Sofia è libera. Le ho proposto un aperitivo solo tra voi due. All’inizio era titubante, ma ha accettato.
Locale “Il Terrazzo”, ore 19:30. Tavolo prenotato a nome tuo.
Trattala bene… ma trattala come meriti. Voglio sapere ogni dettaglio dopo.
Max rispose dopo meno di un minuto.
Max:
Perfetto. Non vedo l’ora di averla tutta per me, anche solo per un aperitivo.
Le farò sentire quanto è desiderata.
Grazie per la fiducia, Luciano. Non ti deluderò.
Sofia lesse il messaggio e deglutì. Si alzò dal tavolo, visibilmente agitata.
«Oddio… l’ho detto davvero. Venerdì esco da sola con lui.»Luciano la raggiunse da dietro, le cinse la vita e le baciò il collo.
«Sì. E io passerò la serata qui, duro come il marmo, ad aspettare il tuo ritorno.»
Sofia si voltò tra le sue braccia, lo sguardo già velato di eccitazione e paura.
«Promettimi che se cambio idea all’ultimo puoi ancora disdire…»
«Promesso. Ma so già che non lo farai.»
Le infilò una mano sotto la vestaglia, trovandola già bagnata.
«Vedi? Il tuo corpo lo sa già.»
Sofia gemette piano contro la sua bocca.
«Sei un bastardo… ma ti amo.»
«Anch’io ti amo. E non vedo l’ora di sentirti raccontare come ti ha guardata… e cosa ti ha detto quando eravate soli.»Venerdì pomeriggio Sofia passò quasi un’ora davanti all’armadio, nervosa. Provò tre outfit diversi, cambiandosi davanti allo specchio con un sospiro ogni volta. Alla fine scelse un vestito nero aderente, scollato davanti quel tanto che bastava per essere elegante, ma soprattutto con una profonda scollatura sulla schiena che lasciava quasi tutta la pelle scoperta fino alla base della spina dorsale. Si truccò con cura, lasciò i capelli sciolti e mise un velo di profumo al collo e sui polsi.
Quando uscì dal bagno, Luciano la guardò dalla soglia della camera. Il vestito le aderiva perfettamente al corpo, e la schiena nuda era uno spettacolo.
«Sei bellissima,» disse piano, la voce un po’ rauca. «Quella schiena scoperta… cazzo, Sofia. Max impazzirà.»
Sofia si sistemò il vestito sui fianchi, visibilmente agitata.
«Mi tremano un po’ le gambe. Non so se sto facendo la cosa giusta… Mi sento quasi nuda da dietro.»
Luciano le si avvicinò, le diede un bacio leggero sulle labbra.
«Vai. Goditi l’aperitivo. Io sono qui che aspetto il tuo ritorno.»
Alle 19:20 Sofia uscì di casa. Luciano le mandò un ultimo messaggio:
Luciano:Divertiti, amore. Ricordati che ti amo. E mandami qualche aggiornamento se vuoi.
Lei rispose solo con un cuore tremante.
Alle 19:35 Sofia arrivò al “Il Terrazzo”. Max era già seduto al tavolo prenotato, vista sulla città che iniziava a illuminarsi. Quando la vide arrivare si alzò, il suo sguardo scivolò immediatamente sulla profonda scollatura sulla schiena.
«Sofia… wow.» Fece un passo verso di lei, la voce bassa e ammirata. «Sei spettacolare. Quel vestito… la schiena scoperta è qualcosa di pericoloso. Mi hai tolto il fiato.»
Lei sorrise, un po’ rigida, sentendo il rossore salirle alle guance. Gli porse la mano.
«Grazie, Max. Sono… un po’ nervosa, a essere sincera. E sì, lo so, è piuttosto audace dietro.»
Max le scostò la sedia con galanteria, approfittando del momento per far scorrere ancora una volta lo sguardo sulla sua schiena nuda.
«Tranquilla. È solo un aperitivo. Nessuna pressione. Ma devo dirtelo: hai scelto benissimo. Sei elegante, sensuale… e fai venire voglia di toccare quella pelle.»
Sofia si sedette, il cuore che le batteva forte. Prese il menu, ma le mani tradivano ancora un leggero tremore. La brezza leggera della sera le sfiorava la schiena scoperta, ricordandole quanto fosse esposta.Max la guardò negli occhi, la voce bassa e rassicurante:
«Se in qualsiasi momento vuoi andare via, basta dirlo. Ma spero che resti. Mi fa davvero piacere averti qui… solo noi due.»
Sofia deglutì, poi annuì lentamente. Un piccolo sorriso le spuntò sulle labbra.
«Va bene… restiamo.»Sofia si era seduta da meno di cinque minuti quando sentì il telefono vibrare nella borsetta. Lo tirò fuori sotto il tavolo e scrisse velocemente, le dita un po’ tremanti.
Sofia (19:42):
Sono arrivata. Max è già qui. Il vestito gli è piaciuto… soprattutto la schiena scoperta. Mi ha detto che è “pericoloso”. Mi sento già in imbarazzo
Luciano, a casa sul divano con il cuore in gola, rispose immediatamente.
Luciano:
Brava amore. Mandami tutto. Come ti guarda? Sei già arrossita?
Sofia (19:44):
Sì… un po’. Ha ordinato due calici di Prosecco. Adesso stiamo parlando di fotografia. È molto gentile, ma ogni tanto mi guarda la schiena e sorride. Mi sento nuda.
Sofia (19:47):
Mi ha appena chiesto se ho freddo con la schiena scoperta. Gli ho detto di no, ma lui ha risposto: «Peccato, speravo di poterti scaldare io». Luciano… è già partito forte.
Luciano sentì una fitta violenta di gelosia mista a eccitazione. Il cazzo gli si indurì all’istante.
Luciano:
Cazzo. Continua a mandarmi tutto. Non fermarti. Voglio sapere ogni parola.Passarono pochi minuti. Sofia bevve un sorso di Prosecco, poi scrisse di nuovo.
Sofia (19:52):
Abbiamo parlato di vino. Mi ha chiesto quale sia il mio preferito e quando gli ho detto il Barolo, mi ha guardato negli occhi e ha detto: «Un vino importante per una donna importante». Poi ha aggiunto piano: «E quel vestito ti rende ancora più importante stasera». Mi sta facendo tanti complimenti… troppo.
Sofia (19:55):
Luciano, mi ha sfiorato la spalla mentre mi mostrava una foto sul suo telefono. Solo un secondo, ma mi ha fatto venire i brividi sulla schiena scoperta. Sto tremando un po’.
Luciano si toccò sopra i pantaloni, respirando più veloce.
Luciano:
Brava. Lasciati toccare. Raccontami tutto. Sei bagnata?
Ci fu una pausa più lunga. Poi arrivò il messaggio che fece accelerare il battito di Luciano.
Sofia (20:01):
Un po’… sì. Mi vergogno a dirtelo. Max mi ha chiesto se porto il reggiseno sotto questo vestito. Gli ho risposto di no, perché la schiena è tutta scoperta. Lui ha sorriso e ha detto: «Allora sotto quel tessuto nero sei praticamente nuda. Mi piace l’idea». Luciano… sto arrossendo tantissimo e lui se ne accorge.Sofia (20:04):
Adesso mi sta guardando la bocca mentre parlo. Dice che ho delle labbra “fatte per essere baciate dopo aver bevuto vino rosso”. Oddio, è troppo diretto… ma non riesco a fermarlo.
Luciano aveva il cazzo fuori dai pantaloni e si stava toccando lentamente, gli occhi incollati allo schermo.
Luciano:
Non fermarlo. Lasciati corteggiare. Mandami un’altra foto di te al tavolo, se riesci. Voglio immaginarti lì con la schiena nuda mentre lui ti guarda.
Pochi secondi dopo arrivò una foto: Sofia seduta di tre quarti, il bicchiere in mano, il vestito che lasciava tutta la schiena scoperta fino alla curva dei glutei. Max era visibile di profilo, che la guardava con un sorriso intenso.
Sofia (20:07):
Ecco. Lui ha visto che ti ho mandato la foto. Ha detto: «Salutami Luciano e digli che sto facendo del mio meglio per farti sentire desiderata». Luciano… mi sta piacendo troppo. Ho paura di quanto mi sta piacendo.
Luciano rispose con le dita che tremavano.Luciano:
Goditelo, amore. Lasciati andare. Io sono qui che impazzisco di gelosia e di eccitazione. Continua a scrivermi tutto.
Sofia alzò lo sguardo dal telefono. Max la stava fissando, gli occhi scuri e caldi.
«Tutto bene?» le chiese con voce bassa. «O Luciano ti sta chiedendo troppi dettagli?»
Sofia arrossì ancora di più, mise via il telefono e sorrise timidamente.
«No… va tutto bene. Continua pure a raccontarmi di quel progetto fotografico in Toscana…»
Ma dentro di sé sapeva già che la serata non sarebbe rimasta solo “un aperitivo”.

Добавлены 2 Комментарии:
  • avatar Sansproblems Molto intrigante, elegante e saggiamente lento, conosco le emozioni narrate ... Bravo

    27-03-2026 13:45:56

  • avatar Teo1963 Fighissimo!!! Super eccitante! Mi sono segato! Non vedo l'ora di leggere la terza parte

    27-03-2026 00:18:49