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ИСТОРИЯ

L'amico delle dolomiti

by ke_coppia
Посмотрели: 532 раз Комментарии 4 Date: 06-10-2026 Язык:Language

Avevamo conosciuto Fabio durante una delle sue occupazioni: faceva (e fa ancora) la guida alpina ed accompagnava gruppi di turisti nei sentieri della Val Gardena due volte a settimana nel periodo estivo.
Non potetti trascurare l’attenzione particolare che destinava a mia moglie durante il percorso, era presente e gentile con tutti ma si soffermava sempre un po’ di più con lei, per qualsiasi cosa: dalla spiegazione su come utilizzare i bastoncini alle descrizioni dei panorami che man mano si aprivano davanti ai nostri occhi, con un modo allo stesso tempo deciso di chi sa di cosa sta parlando ma pure amabilmente educato e premuroso. Fabio è decisamente il prototipo del bel maestro di sci (sua attività invernale invece) quindi sicuramente avrà la fila di apprendiste sciatrici dietro ma tiene un atteggiamento non certo da “piacione”, gentile ma distaccato, sicuramente disciplinato alle rigide regole degli operatori turistici del luogo.
E non trascurai nemmeno la compiacente attenzione che Milly gli destinava, chiedeva un po’ su tutto, e lo guardava sempre negli occhi mentre parlava come a fargli capire che aveva catturato il suo interesse.
Conosco mia moglie e so quando un uomo non le è indifferente, inoltre la destinazione estiva in dolomiti era ormai una usanza che si ripeteva negli anni, quindi pensai che potevamo creare la stessa situazione che avevamo avviato al mare con l’amico Denis ed avere un amico consolidato anche in altura.
Gliene parlai la sera stessa che eravamo a letto, era tardi, avevamo bevuto. Le ho chiesto se le piacesse la guida alpina. Lei mi ha guardato come se le avessi chiesto di buttarsi da un burrone. “Ma che dici?” testuali parole. Si è girata dall’altra parte e si è addormentata. Il giorno dopo non ne ha parlato, e io non ho avuto il coraggio di riprendere il discorso.
Per due giorni non ho detto niente. Ma il pensiero non se n’è andato, anzi. Capii di avere fatto l’errore di andare troppo dritto, troppo presto. Ricordai che sono sempre riuscito partendo dalla fantasia, non dalla proposta. Ho aspettato il momento giusto, di nuovo a letto, di nuovo dopo il sesso, ma stavolta le ho chiesto quali fantasie le scatenava una guida alpina, uno come ad esempio Fabio, genericamente.
Cominciò a descrivere una passeggiata nei boschi dove prima lui guidava noi e poi lei, maliziosa, andava davanti per fargli notare meglio i suoi leggins attillati. Descrisse dettagliatamente il piacere che riceveva sentendosi lo sguardo addosso, sentire le frasi a mezze parole, le allusioni che volevano essere dei complimenti ma poi tutto si interruppe in un improvviso e fortissimo orgasmo.
La mattina dopo, mentre facevamo colazione, mi ha detto: “Ok. Proviamo. Ma a modo mio”. Le sue condizioni: se in qualsiasi momento si sentiva a disagio, stop. Tutto qua. Ho detto di sì senza fiatare.
Contattai Fabio e lo invitai a bere assieme un aperitivo, mi ero preparato una risposta con un motivo plausibile per giustificare l’invito ma lui accettò senza chiedere nulla.
Ci siamo dati appuntamento in un locale in centro. Milly era nervosa e mostrava un atteggiamento leggermente frenetico, si era cambiata tre volte prima di uscire e continuava a chiedermi cosa doveva dire e come si sarebbe dovuta comportare. Io la tranquillizzavo dicendo che ci avrei pensato io a guidare la situazione anche se debbo ammettere che ero leggermente nervoso pure io. Fabio al contrario apparì immediatamente tranquillo, sembrava quasi che quella situazione fosse per lui consueta. Ha incominciato a parlare con lei come se fosse un appuntamento normale, ma ogni tanto mi guardava, mi coinvolgeva nella conversazione. Non mi ha mai dato la sensazione di essere di troppo.
Dopo una lunga chiacchierata di conoscenza reciproca, una volta che era diventato palese il motivo dell’appuntamento mi colpì la frase che ad un certo punto disse: “dovete dirmi voi quando e se vi va, io non metto nessuna pressione. Non succede nulla stasera, prendetevi il tempo che volete.” Mi sono rilassato. Milly pure.
Siamo rimasti mezzora in auto quando siamo usciti, Milly mi disse: “Non è un cretino.” Per lei era un complimento enorme. Sottinteso: ci sto.
Il giorno dopo chiamai Fabio per fissare un secondo appuntamento: una cena, una occasione più prolungata, più rilassata. Si parlò di lavoro, di viaggi, di cose normali. Ogni tanto qualche allusione, qualche sguardo. Milly rideva in un modo insolito quasi volesse farci capire con chiarezza che si stava divertendo. Tornando a casa mi disse: “Fissiamo.”
Scegliemmo il venerdì sera successivo, due giorni dopo la cena. Feci cambiare ai gestori le lenzuola e gli asciugamani nell’appartamento in cui alloggiavamo. Ci tenevo che tutto fosse adeguato e che non ci fosse alcun impedimento al normale sviluppo delle ore successive.
Il venerdì pomeriggio Milly fu più silenziosa del solito. Non nervosa direi più concentrata. Si preparò con molta calma. Scelse un vestito nero che non metteva da una vita. Io non sapevo cosa mettermi. Alla fine decisi per jeans e camicia. Come se andassimo a cena fuori. Cercavo di rendere tutto il più confortevole e normale possibile.
Io e Milly ad un certo punto ci siamo seduti sul letto. Ci siamo guardati. “Sei sicura?” le ho chiesto. “Se non lo fossi non avrei accettato di invitarlo qui”, ha risposto. Fabio doveva arrivare alle nove. Alle nove e un quarto non era ancora arrivato. Milly stava già avendo dei ripensamenti, lo capii da come si era irrigidita e zittita. Poi suonò il campanello.
Non entro nei dettagli anatomici, non è il punto di questo racconto. Dico solo che i primi minuti sono stati i più difficili. Un bacio tra loro due, i suoi vestiti che cadevano, io seduto sulla poltrona nell’angolo della stanza. Il cuore mi batteva fortissimo. Ogni nuovo partner era una ripartenza. Temevo ripensamenti, frasi fuori luogo, comportamenti inadeguati ma tutto filò nella maniera giusta, spontanea, naturale.
La guardavo e la vedevo libera. Con Fabio mi apparì diversa quasi fosse un’altra persona. Più sciolta. Più presente nel suo corpo. Si comportava come se tutto quello che stava facendo fosse la prima volta e, in effetti, un po’ lo era perché con lui era proprio così.
Il momento più intenso non è stato il sesso. È stato quando lei, nel mezzo di tutto, ha girato la testa verso di me e mi ha sorriso. Non un sorriso imbarazzato, un sorriso pieno, come per dire: “Ci sono, sono qui, sto bene, e tu?”. In quel sorriso c’era più intimità che in mille scopate di routine. Ho sorriso anch’io. E in quel momento ho capito che non mi sarei pentito di averle proposto Fabio.
Quando il sesso tra loro è finito, Fabio si è vestito senza fretta. Ha salutato Milly con un bacio sulla fronte, un gesto che mi ha sorpreso per la delicatezza. Ha stretto la mano a me. “Vi scrivo domani, se vi fa piacere.” Poi è uscito.
La mattina dopo mi sono svegliato prima di lei. Ho fatto colazione da solo, con un caffè ed una fetta di strudel. Mi sono chiesto se ne fosse valsa la pena, ci sono sempre momenti successivi che ti portano a rivedere l’accaduto, in cui la realtà ti frana addosso e pensi “ma che cazzo abbiamo fatto”. Ma non è stato così tutto mi apparve meravigliosamente opportuno anche questa volta.
Milly si svegliò di buon umore. Entrando nel tinello si stiracchiò, mi guardò e mi chiese: “tutto bene?”. Le ho detto di sì. Le ho chiesto come stava lei. “Strana”, disse. “Ma in senso buono.” Ne abbiamo parlato con calma, seduti sul letto disfatto. Cosa aveva provato, cosa avevo provato io. Cosa ci era piaciuto, cosa meno. Siamo stati brutalmente onesti come piace a noi. L’onestà fa parte delle “regole” che ci siamo dati prima di incominciare tutto questo, perché senza di quella il rischio di compromettere il nostro rapporto sarebbe stato fortissimo.
Fabio ci scrisse nel pomeriggio, un messaggio breve e rispettoso. Niente di invadente, niente battute da spogliatoio. Milly gli rispose ringraziandolo. Gli abbiamo detto che ci avrebbe fatto piacere rivederci.
Dopo quel primo incontro ci fu meno tensione e più naturalezza tra di noi. Quella estate ci incontrammo una seconda ed una terza volta. Senza mai dircelo apertamente avevamo deciso che Fabio era diventato il nostro amico intimo di coppia nelle nostre vacanze in dolomiti. E così è stato ormai da 7 anni a questa parte. Sono evolute determinate dinamiche ma quello che è rimasto intatto è il fatto di non darci, nessuno di noi, per scontati, ogni volta è una “conquista” che impegna tutti assieme verso momenti di grandissimo piacere.

Добавлены 4 Комментарии:
  • avatar Adveniat Bellissimo racconto concentrato sull'aspetto psicologico della coppia, che è la parte di gran lunga più eccitante.Ti invidio una esperienza del genere. Abbiamo avuto anche noi una conoscenza sui sentieri alpini ma purtroppo non si è andato oltre.

    07-10-2026 08:39:43

  • avatar Newife40 Complimenti a tutti voi, siete riusciti a instaurare un bellissimo rapporto tra voi. Storia bellissima

    07-10-2026 08:00:25

  • avatar gigio74.g Bellissimo e pieno di complicità e tanta eccitazione....

    07-10-2026 00:05:33

  • avatar sonosoloio60 Meraviglioso il racconto... Onestamente c'è un po' di invidia ma ci può stare visto che ci eravamo raccontati un bel pò di cose in merito ad una occasione come questa o quasi..Franco

    06-10-2026 22:28:09