IL MONDO ROCK
by oiboHo suonato per 20 anni la chitarra e ora da 15 il basso, ho 50 anni e mi sono divertito nella mia gioventù e ci divertiamo ancora. Ora abbiamo con noi una donna che ha la stessa voce di Nina Simone e abbiamo abbracciato questo filone blues.
Giostrando con qualche canzone di Etta James. Da poco c'è una nuova corista con noi, che aiuta la cantante. Da giovani abbiamo girato la regione, ora la provincia. Guadagniamo poco, ma ci divertiamo tanto.
Come quella volta a Fiuggi, ci hanno contattato per un matrimonio dove volevano della musica di sottofondo e concerto finale. Il locale ci ha offerto tre camere per due giorni: il sabato per le prove e la domenica per la serata. Le cantanti erano donne da palco, due belle biondine carine e ben fatte, e un po' zoccole, 45 anni e divorziate. Sul palco non si risparmiavano, non solo nel cantare ma nel mostrarsi: gonne sempre più corte o fuseau semi trasparenti senza intimo. Spesso noi dietro di loro, mentre si suonava, avveniva qualche erezione guardando quei culi. Quel sabato finimmo le prove verso l'ora di cena, l'aria era allegra, forse per il troppo vino, così per le dieci ci siamo ritirati nelle camere. In una c'ero io, bassista, e il chitarrista. L’altra, il batterista e il tastierista, e le cantanti nella terza. Marzia è venuta a bussare alla nostra porta quella sera verso le 23, mentre Martina ha fatto lo stesso all'altra porta. Marzia entrò, si mise a letto e disse:
Ragazzi, il gruppo è affiatato, suoniamo bene e questa sera ci divertiremo. Chi vuole essere il primo?
spalancò le gambe mostrandoci quel pelo nero che vedevamo solo attraverso i fouson sul palco. Mi uscì spontaneo chiedere : e martina?
È di là con gli altri.
Marzia iniziò a leccare i nostri cazzi, complimentandosi dei nostri pesi, e si diede da fare.
Che divoratrice!
Mi alzai dal letto e girai intorno a Marzia per scoparmela a pecora.
Dalla stanza accanto si sentiva la voce di Martina che diceva con un tono un po' alto e allarmato:
No, no, piano ragazzi, no il culo no, basta, basta, non ce la faccio.
Marzia si alzò con la vestaglia e disse:
Aspettami qui
. Andò nell'altra stanza e vide Martina dolorante sia davanti che dietro: i ragazzi erano stati un po' brutali e non si erano ancora saziati e con Marzia avevano trovato pane per i loro denti. Li cavalcò freneticamente, poi chiese una doppia pompata selvaggia. Li ha spompati in 10 minuti, ha fatto alzare Martina e l'ha portata da noi.
Batteria e tastiera si erano bruciati. L'indomani è andato tutto bene, come se non fosse successo nulla, ma tenuti a distanza dalle cantanti. Alle 12 iniziamo con un po' di musica blues soft, poi ci sono varie soste a ogni portata, e dopo due ore di riposo spostiamo l'attrezzatura in un altro salone con un piccolo palco e iniziamo il concerto. Alle 20:00 tutto era finito, la gente se ne stava andando. Una volta smontato tutto e caricata l'auto, si può tornare a casa.
Marzia e Martina non vivono nella mia città, ma in un paesino vicino, a circa 45 minuti di distanza. Quella notte le ho ospitate a casa mia. La mattina verso le sette siamo andati nel paesino a prendere qualche vestito, asciugamani e costumi. Alle dieci eravamo tutti e tre al mare a fare le lucertole. Durante la notte abbiamo deciso di passare la settimana insieme, visto che eravamo in ferie, e di andare al mare. Il chitarrista, essendo sposato, non ha potuto unirsi a noi, ma eravamo comunque un bel trio.
Distesi al sole, parlavamo del concerto appena finito, delle piccole imperfezioni da correggere, delle proposte di nuovi brani e anche di cosa mangiare.
Gli spiegai come si raccolgono le telline e gli feci vedere, così ci mettemmo a farle: primo e secondo a base di telline.
Ci divertimmo molto quando camminavamo a pecorella per spostarci di mezzo metro e ci scambiavamo schiaffetti sulle chiappe o ci calavamo i costumi. Erano piccoli dispetti ma tante risate.
Ci siamo spostati su quattro dita d'acqua e, durante lo spostamento, ho tirato giù i loro costumi. Marzia si è girata all'improvviso e ha urlato:
Ah, vuoi la guerra?
e mi è letteralmente zompata addosoo cavalcando il mio torace, strofinando la sua fica sul mio viso, mentre Martina se lo è preso subito in bocca. Per fortuna l'ombrellone più vicino era a 300 metri. La cosa è durata 34 minuti. Alla fine ho dovuto ammettere che avevo perso. Si era fatto tardi, le ragazze si tolsero i costumi bagnati, indossarono i vestiti e ci dirigemmo verso l’auto. In 20 minuti, mentre le ragazze si facevano la doccia, gli spaghetti con le telline erano pronti. Ci leccammo i baffi e come secondo ci fu sempre una padella di telline con olio, aglio e prezzemolo. Ci scolammo due bottiglie di verduzzo. Finito il pranzo, dissi:
Chi ha cucinato non lava i piatti
e me ne andai a distendermi sul divano. Mi raggiunsero dicendomi che li avrebbero lavati dopo, mi presero per mano e andammo tutti a letto per la pennichella.
Dopo circa un'ora sono stato svegliato da un assalto che mi ha fatto pensare a quello al mare. Marzia cavalcava il mio viso, più infilavo la lingua nella sua fica, più forte strofinava, Martina si dedicava al mio cazzo di bocca. Marzia, come è venuta, si è messa a sedere al mio fianco, esausta. Ho preso la mano di Martina e l'ho tirata a me per farmi cavalcare. È stata una cavalcata lenta, decisa e molto passionale, con salti e strofinate. È venuta un paio di volte fino a prendersi tutta la mia sborrata in bocca, poi ci siamo sdraiati tutti e tre abbracciati. Il gruppo del blues è durato cinque anni, cinque anni a letto. Poi Martina aveva voglia di famiglia e se ne è andata, per poi presentarsi con il suo fidanzato a una festa e dirci che si sposava. E chi potevano essere i testimoni della sposa? Io e Marzia ci frequentiamo ancora. Siamo entrambi single e ci piace scopare insieme.
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