La Rossa Irlandese 1
by Stefantos92I nuovi vicini
Salve, sono Giovanni e ho ventinove anni.
Quando arrivarono i miei nuovi vicini, per i primi giorni non ebbi occasione di incontrarli. Di giorno lavoravo in banca, mentre la sera uscivo spesso con gli amici o andavo in discoteca. Di solito rientravo a notte fonda, se non addirittura al mattino, per poi addormentarmi come un sasso.
Un giorno mi svegliai e decisi di bere un caffè sul balcone. Indossavo soltanto un paio di pantaloncini corti, ero a torso nudo, avevo la barba lunga e il volto distrutto dalle troppe serate consecutive.
Mi accomodai sulla sedia, finalmente rilassato.
«Troppe serate di fila. Ho proprio bisogno di una pausa», pensai.
Proprio in quel momento sentii aprirsi la porta del balcone accanto al mio. Mi voltai d’istinto e la vidi.
Una rossa da paura, di almeno vent’anni, con degli shorts e una maglietta attraverso la quale si intravedeva il reggiseno. Notai anche un tatuaggio floreale sul braccio destro e alcuni piercing alle orecchie.
Era intenta a stendere i vestiti e non si era accorta della mia presenza. Io, invece, l’avevo notata eccome, una seconda anzi una terza di seno e un culo perfetto mi fece diventare il cazzo duro.
«Come si fa a non provarci?», pensai.
«Buongiorno!»
Lei si voltò e finalmente mi vide.
«Good morning!»
A quelle parole dovetti accavallare le gambe. Aveva anche una voce tremendamente sexy.
«New neighbour?» domandai, cercando di mantenere la calma.
«Yes! My name is Kath… Call me Kate. And my husband is David.»
Quelle ultime parole mi uccisero.
Proprio in quel momento uscì sul balcone anche lui: un giovane dalla pelle chiara, tatuato.
Scambiammo quattro chiacchiere e scoprii che lei si chiamava Kathleen, aveva ventidue anni ed era un’irlandese DOC, mentre suo marito David, venticinque anni, era londinese.
Erano sposati da poco, quasi un anno, e da diverso tempo giravano il mondo. David era un ottimo DJ e il suo lavoro gli permetteva di viaggiare frequentemente. Kate lo seguiva, trovando qualche occupazione temporanea oppure godendosi semplicemente il tempo libero.
Bella vita, pensai.
Con il passare delle settimane iniziammo a frequentarci sempre più spesso, fino a diventare amici. Uscivamo in tre, io andavo a trovarli oppure erano loro a venire da me.
Insomma, vivere in quel condominio era diventato decisamente più piacevole.
Il litigio
Una sera decisi di rimanere a casa per lavorare su alcuni documenti.
Ero concentrato quando iniziai a sentire delle urla provenire dall’appartamento accanto.
Non riuscivo a capire molto. Mi sembrava che David stesse rimproverando Kate, dicendole qualcosa come: «Come ti permetti di…»
Devo ammetterlo: faccio già fatica a capire un italiano ubriaco, figuriamoci un inglese!
Mi era capitato qualche volta di sentirli fare sesso e, occasionalmente, anche litigare. Tuttavia, era la prima volta che assistevo, seppure attraverso il muro, a una discussione tanto intensa.
Per un momento pensai di andare da loro e cercare di calmarli.
Poi, però, mi tornò in mente un episodio accaduto quando avevo diciannove anni. All’epoca mi ero intromesso nel litigio di una coppia e avevo ricevuto un pugno da lei e più di uno da lui.
Da quel giorno avevo deciso che non mi sarei mai più intromesso nelle discussioni sentimentali degli altri.
Così continuai a lavorare, cercando di ignorare le urla.
Dopo un po’ sentii una porta sbattere violentemente.
Passarono pochi istanti e qualcuno bussò alla mia porta.
«Chi è?» domandai.
«John… posso entrare?»
Era Kate.
Da quando eravamo diventati amici aveva iniziato a chiamarmi John oppure Jovi, perché non riusciva ancora a pronunciare correttamente il mio nome.
La sua voce tremava.
Aprii la porta e la trovai davanti a me, in lacrime.
«Cos’è successo?» le chiesi, facendola entrare.
In due mesi aveva imparato a comprendere un po’ d’italiano, ma preferiva ancora esprimersi in inglese quando doveva affrontare argomenti complicati.
La accompagnai in soggiorno e la feci accomodare sul divano.
«He’s angry about… something stupid. And we’re drunk. We can’t talk right now.»
«Ok…»
Fu l’unica cosa che mi venne in mente di rispondere.
Solo allora mi accorsi di come fosse vestita.
Aveva i soliti piercing argentati alle orecchie e, sulla narice sinistra, un piccolo anellino che indossava soprattutto durante le occasioni di svago.
Portava soltanto una maglietta bianca, sotto la quale non sembrava indossare il reggiseno, e un paio di slip alla brasiliana neri.
Nonostante l’amicizia che si era instaurata tra noi, continuavo a trovarla incredibilmente attraente.
Kate mi prese per un braccio.
«Please… can I stay here tonight? On the sofa?»
Era evidente che avesse bevuto parecchio. La voce incerta, i movimenti e lo sguardo non lasciavano molti dubbi.
Di certo non mi sembrava una buona idea lasciarla uscire in quelle condizioni.
«No problem, Kate. Vuoi una birra?»
Lei annuì.
Andai a prendergliela, pensando che, una volta completamente ubriaca, probabilmente si sarebbe addormentata.
Bevemmo diverse birre mentre Kate continuava a sfogarsi.
Poco alla volta sembrò tranquillizzarsi, anche se ormai era decisamente ubriaca. E, a essere sincero, nemmeno io ero molto più lucido.
Ero seduto sul divano e lei si trovava accanto a me.
Continuava a raccontarmi quanto fosse arrabbiata con David. A un certo punto si appoggiò alla mia spalla e io le passai un braccio intorno alle spalle, cercando di confortarla.
All’improvviso si alzò.
«Do you know how I first met David?»
«No.»
«In a disco! He was the DJ, and I danced all night. All the women were trying to talk to him. Do you know how I caught his attention?»
«No» risposi nuovamente.
Kate mi si avvicinò e portò entrambe le mani intorno alla mia testa.
«Come una donna…»
Prima che potessi rispondere, mi baciò.
Fu un bacio improvviso e appassionato. Sentii le sue labbra sulle mie e, quando il bacio si approfondì, percepii anche il piccolo piercing che portava sulla lingua.
Quello che avrebbe dovuto essere un bacio breve si prolungò ben oltre le mie aspettative.
Le mie mani si posarono sui suoi fianchi e sulla schiena, mentre lei continuava a tenermi vicino. Una mano scivolò su quel culo favoloso, nella mia mano era sodo e morbido………una meraviglia, l’altra mano la spostai sotto la maglietta sulla schiena sentendo il suo calore e lei quello della mia mano.
Non saprei dire quanto durò.
Ricordo soltanto la vicinanza del suo corpo, il calore della sua pelle, le mie mani, le sue mani su di me, la sua e la mia lingua mentre ci baciavamo, in quel momento ho detto nella mia mente un’enorme «GRAZIE».
In quel momento, completamente trascinato dalla situazione, attribuii all’alcol buona parte della nostra impulsività.
Dalla schiena andai verso il seno e con la mano presi nel palmo uno dei seni, potevo con una mano sentire il suo culo e con l’altra il seno.
A un certo punto Kate si allontanò leggermente, si tolse la maglietta e la lanciò da una parte.
«All yours» disse, tornando ad avvicinarsi.
Non la feci ripetere con le mani inizia a toccarle il seno, presi i seni in entrambi mentre lei aveva le mano appoggiate sulle mie spalle.
«Meglio di quello che immaginavo» mormorai iniziando a toccare, stringere nel palmo della mano e giocare con i suoi capezzoli.
Sentivo il respiro di piacere di Kate mentre la toccavo, Kate sorrise.
«Thank you, Italian gourmet.» sentivo come si muoveva sopra di me mentre la toccavo, sentivo la sua pelle sotto le mie mani, i capezzoli tra le mie dita, vedevo come Kate chiudeva gli occhi per godersi il momento e il mio tocco.
Notai allora un altro dettaglio: portava un piercing all’ombelico, una barretta curva in titanio decorata con due piccole pietre verde smeraldo.
Ormai ero durissimo, il cazzo pienamente eretto nei pantaloni che di sicuro Kate sentiva premere su di lei essendo sopra di me, eccitato iniziai a giocare per bene con i suoi capezzoli con le dita sentendo come sono belli duri ed eccitati con pollice e indice
«Enjoy your meal» mi disse Kate capendo come mi piacesse con le mani sulla mia testa e il suo seno in faccia.
Ritrovandomi la faccia tra le sue tette inizia a baciarle e leccarle, sentivo la mia lingua scorrere sul suo seno.
«Sei Deliziosa» commentai e iniziai a spostare le mani facendole scivolare sui fianchi fino ad arrivare sul suo culo.
Tenevo il suo culo in entrambe le mie mani sentendo come era bello sodo mentre leccavo il seno e iniziavo a succhiare i suoi capezzoli.
«Ti piace?» mi chiese mentre ansimava e sentivo i suoi capezzoli sulla mia lingua e bocca.
«Mmmmm» da parte mia di conferma mentre succhiavo i suoi capezzoli duri.
Con le mani continuavo a toccarle il culo sentendo la sua pelle e il tanga.
«I work out…» mormorò Kate, con gli occhi chiusi, mentre sentiva le mie mani sul suo culo.
«Regularly…» aggiunse, percependo quanto apprezzassi ogni centimetro di lei.
«Do you… ti piace?» mi domandò, passando esitante dall’inglese all’italiano.
Le mani andarono sotto al tanga……entrambe le mani sul culo a toccarlo con una voglia infinita.
«Perfetta» sentivo le mani di Kate sulla mia testa tra i miei capelli mentre con una mano iniziai a spostarla sul fianco……..per finire tra le cosce finche con le dita toccai la sua figa.
«Bagnata………Wet» aggiunse mentre la sentivo bagnata
Poi qualcosa cambiò.
Quando la situazione divenne più intima, Kate sembrò recuperare per un momento un po’ di lucidità anche se ancora persa nel piacere.
«No…………don’t say it»
Non le diedi ascolto……..continuai a toccarla sentendo com’era bagnata avendo sempre più voglia, spostavo le dita (indice e medio) sentivo la sua figa vogliosa a bagnarmi.
“Very wet” commentai ancora
Non si staccava da me, nonostante le parole che aveva appena pronunciato.
Le mie dita iniziarono a muoversi, facendosi strada dentro di lei
«No… you… can’t», disse Kate.
Non le diedi ascolto e continuai.
«So deep» aggiunse mentre poteva sentire le dita entrare in profondità lentamente in profondità.
Iniziai a scoparla lentamente facendole sentire come entravano in profondità per uscire e ritornare dentro.
«So wrong» commentò mentre sentiva come mi muovevo dentro di lei sempre più velocemente.
“Please, stop………before it’s…….. too late” la sua voce mancava di convinzione ed era colma di piacere.
Poteva dire quello che voleva ma la sua voce la tradiva, sapeva che era sbagliato quello che stavamo facendo dicendo di fermarsi ma si capiva come le piacesse………e non voleva fermarsi.
Mentre continuavo senza fermarmi, la voce di Kate si fece sempre più intensa, fino a quando non la sentii esclamare:
«OH MY GOD!»
Kate raggiunse l’orgasmo, mentre io mantenevo le dita in profondità nella sua figa.
Sentivo il suo corpo reagire all’orgasmo, mentre lei si teneva stretta a me.
«Meglio?» le chiesi.
«Yes…» rispose, ancora ansimante.
Quando ritrassi la mano, mi portai le dita alle labbra.
«Veramente deliziosa», commentai.
«Shut up!» ribatté Kate, mentre cercava di riprendersi. «We must stop now.»
Ma io non avevo la minima intenzione di fermarmi.
«Troppo tardi», risposi.
La presi e la stesi sul divano.
La baciai e lei ricambiò, intrecciando la lingua con la mia con il tanga bagnato spostato di lato e le mani che puntavo la punta del cazzo sulla sua figa bagnata.
Kate di sicuro sentiva la punta del cazzo premere contro la figa, lubrificarsi con la sua figa bagnata.
Quando cercai di spingermi oltre, però, si staccò dal bacio.
«We can still stop…» mi disse, quasi fosse un’ultima richiesta di fermarmi.
Ma io continuai, baciandole il collo e tenendola per i fianchi con entrambe le mani.
«È ora», mormorai.
Ignorai ancora una volta le sue parole e proseguii.
Iniziai a far entrare il cazzo nella sua figa lentamente, lo sentivo entrare come se fosse burro.
«So deep» Kate gemeva di sicuro lo sentiva mentre si faceva strada dentro di lei, con una mano stringeva il divano e con l’altra i miei capelli.
Continuai, tenendola per i fianchi, lo feci entrare facendolo scivolare lentamente dentro.
Quando entrò tutto iniziai a scoparla lentamente mentre leccavo e succhiavo i suoi capezzoli
«Sentilo tutto», le sussurrai.
Kate sentiva il mio cazzo dentro di lei mentre la scopavo
«Mmm… yes, Giovi.» quel poco di lucidità che aveva recuperato sembrò svanire.
«Fuck me», aggiunse mentre si avvinghiò a me con le gambe.
«Deeper…» godeva
«Amazing, Kate… sei perfetta», risposi.
Ogni sua parola e ogni sua reazione alimentavano il mio desiderio. La volevo sempre di più.
La sua voce si fece progressivamente più intensa.
«Yes!» esclamò.
I suoi ansimi e i suoi gemiti, inizialmente leggeri, aumentarono d’intensità insieme al mio ritmo fino a diventare gemiti sempre più forti.
«Fuck me, YES!» si vedeva e sentiva come le piacesse.
Sentivo come mi bagnava sempre di più mentre con le gambe sentivo come mi spingeva dentro.
«Brava cosi» le dissi, vederla reagire in quel modo mi incitava a scoparla senza sosta……senza fine.
«Oh, fuck!» godeva senza ritegno
«Wonderful…………COCK!» nei momenti più intensi, la sua voce diventava quasi un urlo.
«Sei rovente» il corpo di Kate iniziava a tremare e a irrigidirsi, mentre lei mi stringeva i capelli con maggiore forza.
«Oh God… I’m gonna come!» venne la seconda volta stringendosi a me cercando di spingermi il più in profondità possibile.
Sentivo le contrazioni della sua figa sul mio cazzo.
«Better?» le chiesi.
«Yes», rispose, ancora ansimante.
«Allora andiamo fino in fondo», dissi.
Mentre cercava di riprendersi, la feci inginocchiare sul divano, con le mani appoggiate allo schienale.
Lei si lasciò guidare nella nuova posizione.
Ora potevo vedere chiaramente il tatuaggio sulla sua schiena, una donna metà angelo e metà diavola: Un’immagine perfetta per lei.
«What are you waiting for?» mi chiese ancora eccitata, impaziente.
«Nothing» risposi.
Le misi le mani sui fianchi e continuai ritornando dentro di lei.
«Yes! I want it all inside me» sentivo come entravo dentro e lei assecondava i miei movimenti.
«Godi per me», le sussurrai.
Mentre spingevo sentivo come Kate si spingeva dal divano verso di me per farmi entrare il più profondamente possibile.
«Oh, fuck!» esclamò Kate.
Mi fermai per un momento, ma lei non sembrò accorgersene continuando a impalarsi su di me.
«Che bel sogno», pensai.
Avrei voluto che quella notte non finisse mai. Desideravo continuare a stare con lei e osservare da vicino tutti i suoi tatuaggi, sentire la sua voce mentre godeva ma sentivo che mi stavo avvicinando al culmine.
«I…» cominciò Kate, interrompendosi.
Sentivo le reazioni del suo corpo che si preparava per la terza volta.
«You’re driving me crazy…» adoravo il modo in cui lo disse in quel momento.
La presi con forza per i fianchi e la scopai con tutta la forza, passione e lussuria che avevo.
«I’m coming again!» esclamò poco dopo.
Kate raggiunse il suo terzo orgasmo, strinse con tutta la sua forza il divano e sentivo il suo corpo che aveva gli spasmi dell’orgasmo.
Subito dopo raggiunsi anch’io l’orgasmo.
«Oh, cazzo!» esclamai.
Per istinto la tenni stretta spingendo in fondo, sentivo come mi svuotavo dentro di lei.
Rimanemmo fermi in quella posizione per un po' mentre io immaginavo la mia sborra calda dentro di lei.
Dopo qualche istante, Kate mormorò:
«Mmm… hot.»
Esausto, crollai sul divano. Kate fece lo stesso, distendendosi sopra di me e abbracciandomi.
Avrei voluto godermi quel momento ancora per un po’, ma mi addormentai quasi immediatamente.
Quando mi svegliai, il mattino seguente, per qualche istante pensai di aver sognato tutto. Il fatto che fossi completamente nudo, però, sembrava raccontare un’altra storia.
Purtroppo Kate non c’era più. Se n’era andata.
Sorrisi, soddisfatto, ancora incredulo che fosse successo davvero.
Rimasi per qualche minuto a fissare il soffitto, cercando di ricostruire gli avvenimenti della notte precedente.
Poi mi alzai e raggiunsi la camera da letto.
Mi distesi sul materasso e, poco alla volta, l’euforia iniziale cominciò a lasciare spazio a pensieri decisamente meno piacevoli.
Kate era sposata.
David era mio amico.
E quello che era successo durante la notte avrebbe potuto avere conseguenze che non avevo minimamente considerato.
CONTINUA…......
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