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RACCONTO

vita vissuta prima parte

by 6topy
Visto: 585 volte Commenti 6 Date: 30-09-2026 Lingua: Language

VITA VISSUTA prima parte
Io SARA e mio marito DANIELE abbiamo vissuto una vita pubblica irreprensibile, una vita privata trasgressiva e una vita segreta molto trasgressiva.
Sposati ci trasferiamo per lavoro in una città lontana, in verità non moltissimo, dalla nostra di origine.
Io in ufficio la mattina e mio marito in ufficio mattina e pomeriggio. Vivendo in una cittadina di mare potevo dedicare il pomeriggio alla corsa e/o passeggiate sul lungomare, allo shopping e tante menate che ti riempiono la vita.
La vita privata era movimentata da una trasgressione soft; una trasgressione, diciamo, di routine; qualche film pornografico, qualche “posizione” diversa; sporgersi sul terrazzo e “toccarsi” con la paura di essere visti (sebbene fuori stagione il posto era praticamente vuoto).
La vita segreta iniziò, come sempre succede, “per caso”.
Il caso fu l’arrivo, in ufficio, di un nuovo cliente. Marcello. Un “nordico” (era milanese), un uomo affascinante, cinquantino, sempre elegante e con una voce caldissima. La sua presenza si ripetette per diverse volte poiché aveva necessità di informazioni per la sua attività. Un sorriso oggi e uno sguardo domani fu che, un giorno, all’uscita dall’ufficio me lo ritrovai nel parcheggio. Con un sorriso smagliante e con la sua voce ammaliante mi invita a mangiare qualcosa insieme “così ho modo di apprendere più notizie che mi servono” (bugiardo – bugiardo). Poiché venivo da un periodo di “magra” sessuale con mio marito l’invito, sebbene non finalizzato, mi aveva lusingato molto e accettai. Con la sua auto andammo a mangiare qualcosa di frugale in un posto della vicina cittadina, posto simpatico, in collina da dove si ammirava il golfo. Peccato che la giornata era uggiosa ma la presenza e la spiritosaggine del mio ospite rese quei momenti spensierati. Il suo sguardo mi “spogliava”; capivo il suo desiderio ed io non ero così poi tanto indifferente. Terminammo di mangiare e decidemmo di andare a prendere un caffè in un bar rinomato del posto. Il tempo peggiorava velocemente. Iniziò a piovere di brutto. Rimanemmo bloccati in auto, a mezza collina, in attesa che spiovesse. Il tempo si oscurò ancora di più; era quasi buio. La sua mano sfiorò la mia, così “per caso”; mi guardò fisso negli occhi e mi baciò. Rimasi di stucco; non avevo mai baciato un uomo diverso da Daniele. Mi piacque. Il bacio mi trascinò in uno stato di estasi. La mia mano fu accompagnata sulla sua patta. Gonfia e dura per l’arnese che era sotto e sembrava voler far saltare la lampo. Mentre mi bacia ancora “lo tira fuori” e me lo fa impugnare. “Madonna quanto è grande”. Rimasi con gli occhi sgranati. Era doppio, durissimo e lungo. Una cappella grossa e un tronco nodoso. Era maestoso. MI spaventai. Mi prese la nuca e mi fece imboccare il cazzone. Riuscii a mala pena ad imboccare la cappella. Era profumata. La mia lingua frullò veloce sulla cappella e lungo tutta l’asta. Mi è sempre piaciuto fare i pompini. Ma, solo allora, mi rendevo conto della differenza con il cazzo di mio marito. Mentre fantasticavo sulle misure, l’amico mi solleva e mi mette alla pecorina; mi sfila il perizoma e mi slinguetta con delicatezza la passerina che nel frattempo si era infradiciata di umori; fuori il tempo peggiora con lampi e tuoni ma non sento che le sue mani che mi sollevano le chiappette e mi poggia la cappella sull’orifizio della patatina. Ho paura, ho timore, eccolo entrare con delicatezza ma deciso a non fermarsi; non si ferma; mi sento piena e fino in gola. Entra e rotea per far adattare la fighettina e poi riprende a scendere. E’ in fondo, si ferma un attimo e poi riprendere avanti e indietro; sono in estasi: mai provato tanto piacere. Mi cavalca deciso e grido: sborroooooo, sboroooooo; non mi dà pace; ancora stantuffa nella figa; mi rivolta come un calzino e mi fa sdraiare; lo vedo dritto e possente; mi chiava ancora stando di fronte; si poggia su di me e sento tutta la sua possenza che mi copre tutta; lo sento pulsare “non mi sborrare dentro”, lo estrae e lo mena un poco e fino a farlo esplodere sulle mie tette e sul viso. È caldo e dolce. Si sdraia al mio fianco e mi sorride “sei stata meravigliosa”. Ci ricomponiamo in fretta perché si era fatto tardi, dovevo rientrare. Mi riaccompagna al parcheggio, mi bacia ancora appassionatamente e ci lasciamo. Uno sguardo complice ci unisce ancora per un attimo e via. A casa. Salgo in casa di fretta e “sistemo”. Un attimo dopo arriva mio marito.

INSERITI 6 COMMENTI:
  • avatar ramos60 Scena favolosissima complimenti ed anche per il tempismo che culo complimenti

    01-10-2026 19:49:18

  • avatar luno wow

    01-10-2026 19:20:01

  • avatar Robusto Bel racconto voglio il seguito

    01-10-2026 07:01:59

  • avatar Giorgiocurio Beh, non male come prima trasgressione.

    01-10-2026 05:12:26

  • avatar Maialone1 Una splendida moglie.... eccitante e discreta. Quello che sto cercando...

    30-09-2026 23:01:34

  • avatar coppiatitubante Spero che ci sia un seguito

    30-09-2026 16:25:26