RACCONTO TITOLO: Lo shooting in hotel - parte 2 
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RACCONTO

Lo shooting in hotel - parte 2

by FotografoMalizioso
Visto: 7 volte Commenti 0 Date: 18-06-2026 Lingua: Language

La luce dorata del tardo pomeriggio a Nizza stava cedendo il passo alle prime sfumature violacee del crepuscolo. Nella stanza dell’hotel, l’aria era densa, satura dell’odore acuto del sesso, di pelle accaldata e del profumo di lei, ormai mescolato ai nostri umori.
​Sul letto, le lenzuola erano un groviglio umido e spiegazzato. Il marito, seduto sulla poltrona vicino alla finestra, era ancora ansimante, gli occhi lucidi e la camicia sbottonata, mentre ripuliva pigramente le tracce del suo godimento solitario. Ma la calma era solo apparente. L'eccitazione non era svanita; era semplicemente mutata, trasformandosi in una fame più cupa, più esigente.
​Lei si voltò lentamente verso di me. I capelli le ricadevano disordinati sul viso arrossato, le labbra erano gonfie, lucide. Non c’era più traccia del pudore iniziale. La nudità le apparteneva ormai come una seconda pelle. Con un movimento fluido e felino, si mise in ginocchio sul materasso, allargando le gambe senza alcuna esitazione, offrendo al mio sguardo la sua intimità ancora bagnata e arrossata dal nostro primo incontro.
​«Non abbiamo finito», sussurrò, e la sua voce non era più un invito timido, ma un comando carnale.
​Si sporse in avanti, afferrando i miei pantaloni con dita impazienti. Sentii le sue unghie graffiare leggermente la mia pelle mentre mi liberava, esponendo la mia nuova, prepotente erezione alla frescura della stanza. Non perse tempo. Curvò la schiena, accentuando l'arco perfetto dei suoi glutei verso il marito, e mi prese in bocca.
​Il contrasto tra il calore umido della sua gola e l'aria della stanza mi fece sfuggire un gemito. Lei aumentò il ritmo, profonda, avida, usando la lingua con una maestria che cancellava ogni residuo di innocenza. I suoi occhi, spalancati e carichi di una malizia liquida, non erano rivolti a me, ma fissavano dritti quelli del marito.
​Lui, dall’angolo della stanza, si protese in avanti, stringendo i braccioli della poltrona fino a sbiancare le nocche. Il suo respiro ricominciò a farsi affannoso. Vedere la propria donna consumare quel calore, offrirsi in quel modo così esplicito e disinibito, lo stava logorando di puro piacere.
​«Guardalo», ansimò lei, staccandosi per un secondo dal mio sesso, lasciandolo lucido e teso. «Guarda come ci guarda. Vuole vedere tutto. Vuole sentire come mi prendi sul serio.»
​Si girò, posizionandosi carponi davanti a me, i palmi piantati sul materasso, il bacino sollevato e proteso. La fessura turgida della sua carne era completamente aperta, un invito visido e irresistibile che brillava alla luce fioca.
​Mi posizionai dietro di lei. Le afferrai i fianchi con decisione, affondando le dita nella carne morbida dei suoi fianchi. Quando la punta del mio sesso sfiorò la sua entrata bagnata, lei lanciò un gemito acuto, muovendo il bacino all'indietro per cercarmi. Spinsi dentro di lei con un colpo secco, profondo, fino in fondo.
​Un urlo soffocato le sfuggì dalle labbra mentre le pareti interne della sua vagina si stringevano come una morsa intorno a me. Cominciai a muovermi con un ritmo serrato, violento, primordiale. Il rumore umido e ritmico dei nostri corpi che sbattevano l’uno contro l’altro riempì la stanza, spezzando il silenzio di Nizza.
​Lei assecondava ogni mia spinta con gemiti rochi, lo sguardo fisso sul marito che ora si era alzato. Lui si era avvicinato al bordo del letto, inginocchiandosi sul pavimento a pochi centimetri dal viso di lei. Con le mani tremanti, le afferrò i capelli, tirandole indietro la testa per baciarla sulla bocca, proprio mentre io continuavo a possederla da dietro con colpi sempre più duri e profondi.
​I loro respiri si fusero in un unico calore. Lei deviava la lingua di lui mentre la mia carne la penetrava senza sosta, spingendola al limite. Sentivo i muscoli di lei contrarsi in spasmi violenti; l'orgasmo la stava travolgendo per la seconda volta, più oscuro, più profondo.
​«Sì... proprio così... aprimi...», delirava lei contro le labbra del marito, mentre la sua carne vibrava selvaggiamente attorno alla mia.
​La tensione arrivò al punto di non ritorno. Sentii il calore salirmi lungo la schiena, irresistibile. Aumentai la velocità, affondando fino alla radice, finché ogni spinta non divenne un sussulto d'estasi pura. Con un ultimo, potente affondo, venni dentro di lei, inondandola con fiotti caldi e profondi, mentre lei si contraeva ritmicamente, intrappolando ogni singola goccia del mio piacere.
​Rimasi inchiodato a lei per qualche secondo, tremante, mentre il liquido caldo cominciava a scivolare lentamente lungo le sue cosce.
​Quando mi sfilai, lei crollò esausta sul fianco, sul lenzuolo ormai segnato dai nostri fluidi. Il marito si sdraiò accanto a lei, accarezzandole il ventre rigato di sudore e umori condivisi. Il silenzio tornò nella stanza, interrotto solo dai nostri respiri spezzati, mentre la notte di Nizza avvolgeva il nostro segreto.

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