RACCONTO TITOLO: L'ombra del desiderio: il gusto lento della resa 
logo La Moglie Offerta
778


RACCONTO

L'ombra del desiderio: il gusto lento della resa

by Amatorepassionale
Visto: 60 volte Commenti 0 Date: 08-01-2026 Lingua: Language

Il silenzio del giardino era interrotto solo dal fruscio della seta che scivolava sulle sue cosce, un rumore quasi impercettibile che però, per lui che guardava dall'ombra del portico, suonava come un tuono. Non c’erano urla, solo il respiro di lei che si faceva corto, sincopato, mentre le mie dita cercavano la traccia del suo piacere sotto l’orlo dell’abito, trovando una risposta così calda e liquida da bagnarmi il polso prima ancora che potessi guardarla negli occhi.

Elena e Roberto vivono di sfumature. Per loro, il gioco non è mai stato una questione di forza bruta, ma di sottile erosione delle resistenze. Roberto è un esteta del voyeurismo: non cerca l’umiliazione, cerca la visione della trasformazione di sua moglie, quel momento esatto in cui la donna elegante e composta che conosce si scioglie sotto il tocco di un estraneo. Mi avevano invitato nella loro villa in collina, una serata dominata dal profumo di gelsomino e da sguardi carichi di una tensione elettrica. Non avevamo bisogno di guinzagli o di ordini gridati. Il patto era silenzioso: io avrei preso Elena sotto i suoi occhi, consumandola lentamente, come un rito che non ammetteva fretta.

Sotto la grande quercia che domina il prato, con la luce della luna che disegnava ombre lunghe sulla sua pelle, ho scostato le spalline del suo vestito. Non l'ho spinta, l'ho invitata a cedermi. Elena si è appoggiata al tronco ruvido, le gambe leggermente divaricate, mentre io mi perdevo nel profumo del suo collo. Roberto era lì, a due metri, seduto su una poltrona di vimini, con un bicchiere di cristallo in mano, spettatore di una danza che stava per cambiare ritmo.

La mia bocca ha iniziato a esplorare il suo corpo con una lentezza esasperante. Volevo sentire ogni suo brivido, ogni contrazione dei muscoli delle sue cosce. Quando l'ho penetrata, non è stato un urto, ma uno scivolamento profondo, quasi fluido. Lei ha emesso un sospiro lungo, chiudendo gli occhi e portando la testa all'indietro contro la corteccia. Potevo sentire il suo calore avvolgermi completamente, una morsa morbida che sembrava voler assorbire ogni centimetro della mia presenza.

Ho iniziato a muovermi con una cadenza ipnotica, concentrandomi sulla sensazione della sua pelle umida contro la mia. Non cercavo la velocità, ma la profondità. Ogni movimento era studiato per farla vibrare, per sentire quel suono sordo e umido che accompagna l'unione di due corpi che si fondono nel buio. Elena ha iniziato ad accarezzarsi i fianchi, le sue dita si muovevano in sincrono con i miei affondi, mentre i suoi occhi, ora aperti, cercavano quelli di Roberto. In quello scambio di sguardi c’era tutta la verità della loro coppia: lei che si offriva a me per donare a lui l'emozione della sua perdita di controllo.

Le mie mani sono scese a cercare il suo punto più sensibile, lavorando con delicatezza mentre continuavo a possederla. La tensione è cresciuta non come un'esplosione, ma come una marea che sale inesorabile. Elena ha iniziato a tremare, un fremito che partiva dalle caviglie e risaliva fino alle labbra. All'improvviso, il suo corpo ha avuto un sussulto profondo, un orgasmo silenzioso ma devastante che l'ha lasciata senza fiato, ancorata a me come se fossi la sua unica ancora di salvezza.

Senza fretta, ho lasciato che il piacere si diffondesse in entrambi. L'ho sentita rilassarsi contro di me, la fronte appoggiata alla mia spalla, mentre io continuavo a muovermi piano, assaporando ogni istante di quella resa totale. Quando mi sono estratto, il riflesso della luna ha illuminato la scia lucida che avevamo lasciato sulla sua pelle e sul tronco dell'albero. Roberto, dall'ombra, ha sollevato il bicchiere in un brindisi silenzioso, testimone di un’intimità violata e, allo stesso tempo, celebrata nella sua forma più pura e carnale.

INSERITI 0 COMMENTI: