HISTOIRE TITRE: La fabbrica 
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HISTOIRE

La fabbrica

by Graz77
Vu: 687 fois Commentaires 6 Date: 07-01-2026 Langue : Language

Avevo poco più di trent'anni e lavoravo in una fabbrica di cappelli come cucitrice, svolgevo un orario part time solo la mattina, avendo così più tempo libero da dedicare alla famiglia.
Era da un po' di tempo che in fabbrica veniva un signore sulla sessantina sempre molto elegante, che lavorava nello stesso settore, avendo anche lui una piccola fabbrica a circa una trentina di chilometri dalla nostra e da quello che avevo capito collaborava con il mio principale. Era sempre molto gentile con noi operaie e con me in particolare, ma tutto finiva lì. Un giorno il titolare mi chiamò in ufficio e lì Carlo, così si chiamava il signore gentile ed elegante, mi disse che aveva bisogno di fare dei campioni per dei nuovi modelli di cappelli ed essendo io, secondo lui molto brava a cucire, oltre che libera il pomeriggio, mi chiese se ero disponibile per fare quel lavoro nella sua fabbrica dopo l'orario di lavoro dei suoi dipendenti. Mi disse anche che mi avrebbe pagato oltre il tempo di lavoro effettivo anche quello occorrente per il viaggio. Risposi che non potevo perchè in quel periodo ero particolarmente impegnata. Parlandone la sera con mio marito, anche perché noi avevamo un rapporto molto aperto, gli feci presente anche dell’atteggiamento molto gentile che aveva nei miei confronti e lui mi rispose che la cosa era piuttosto strana in quanto i campioni, al limite li potevo fare tranquillamente anche durante l'orario di lavoro della mattina, come avevo già fatto più volte per la nostra ditta e che quindi questa richiesta aveva un secondo scopo, ed era quello che anch'io come donna avevo subito pensato.
Passarono un paio di settimane, una sera mio marito mi fece notare che ultimamente, quando facevamo l’amore, ero più disponibile del solito e mi chiese se c’era una relazione alla proposta di Carlo perché in quel caso non avrebbe avuto niente in contrario se avessi accettato volentieri la sua richiesta, anche perché la cosa lo eccitava. Gli risposi che Carlo era sicuramente un uomo affascinante ma troppo vecchio per me. In verità a me Carlo piaceva molto e il suo atteggiamento nei miei confronti non mi lasciava indifferente, anzi mi turbava parecchio. Visto che mio marito continuava ad insistere, una mattina presi la decisione, quando Carlo arrivò in fabbrica, lo avvicinai e con le gambe tremanti gli dissi che il giorno dopo sarei stata libera e disponibile alla sua richiesta.
Indossai il completino intimo più sexi che avevo e visto che faceva abbastanza caldo, sopra misi un vestitino leggero che arrivava sotto il ginocchio e mi recai nel punto dove ci eravamo dati l'appuntamento. Mi stava già aspettando appoggiato alla sua bella auto e appena mi vide mi venne incontro aprendomi con galanteria la porta per farmi salire.
Durante il tragitto non parlò mai di sè ma mi riempì di elogi riguardo al lavoro, dicendomi che ero molto brava a cucire e che mi trovava anche simpatica e molto interessante come donna. Ero sempre più confusa da tutti quelli elogi fino a quando arrivammo a destinazione. Mi portò sul luogo di lavoro facendomi vedere i vari tipi di cappelli che produceva e mi indicò poi un tipo di cappello che voleva sviluppare e quindi da costruire come campionatura. Prima però mi invitò a seguirlo in ufficio per prendere un caffè. Appena entrati notai subito nell'arredamento un'eleganza molto raffinata per quei tempi, mi fece accomodare su un divano enorme ed io gli feci i complimenti per l'ambiente molto accogliente. Mi sentivo sempre più attratta da quell’uomo maturo che porgendomi la tazzina di caffè mi si era molto avvicinato portando la sua gamba a contatto con la mia. Infatti terminato il caffe, posò la tazzina sul tavolino e mi mise una mano sul ginocchio
dicendomi che ero molto bella, anche se non era vero, e che da quando mi aveva notato in fabbrica, aveva subito desiderato un incontro come quello.
Iniziò poi a baciarmi prima sul collo poi sulla bocca e poi spostando leggermente il vestito, sul seno, non opposi resistenza anche perché, in quel momento era quello che volevo. Si mise poi in ginocchio davanti a me, mi tolse prima i sandali poi il vestitino che indossavo ed infine mi sfilò le mutandine, allargai leggermente le gambe mettendogli in bella mostra quello che più desiderava. Iniziò a leccarmi prima davanti, poi mi fece girare e iniziò a leccare e baciare tutta la mia schiena, mi fece sedere sulla sua bocca che non smetteva di cercare tutte le mie parti più intime facendomi godere come una cagna in calore. Si sdraiò poi sul divano e mi chiese di prenderglielo in bocca, sentivo il suo membro diventare sempre più duro , lo leccai da tutte le parti, come lui aveva fatto a me senza vergogna. Ero eccitata come mai, desideravo sentire il suo cazzo dentro di me, mi sdraiai sul divano e allargando le gambe gli feci capire che volevo essere subito scopata. Non si fece attendere, venne sopra di me e iniziò a penetrarmi, ebbi una sensazione così piacevole come non avevo mai provato prima, sentirsi posseduta da un membro non così duro come quello di mio marito ma molto più coinvolgente, che entrava e usciva come immerso nell'olio. Ad un certo punto in preda al piacere, gli montai sopra, me lo rimisi dentro e cominciai a cavalcarlo con vigore, ricordo di essere venuta una prima volta quasi subito poi, continuando a cavalcarlo, una seconda volta. Sfinita mi lasciai andare su quel benedetto immenso divano. A quel punto Carlo, iniziò di nuovo a baciarmi e leccarmi in tutto il corpo iniziando dal collo e continuando sempre più in basso fino ad arrivare alla mia fica piena di umori. Arrivato al buchetto posteriore, mi sollevò e, mettendomi a pecorina, mi divaricò le gambe in modo da avermi comodamente a disposizione mise le sue mani sui miei fianchi e riprese a scoparmi con vigore. Sentivo il suo cazzo uscire a volte per metà a volte per intero per poi rientrare con colpi sempre più decisi, desideravo che quel momento durasse il più a lungo possibile perché sentivo che stavo venendo di nuovo, lo pregai di non fermarsi ma di scoparmi ancora più forte. Ad un certo punto Carlo, probabilmente sfinito, si fermò, poi cominciò a strusciare il suo membro sul mio buchetto posteriore e mi chiese il permesso per fare una cosa. Mi sentii raggelare, gli dissi che lì ero sempre vergine e che non sapevo come avrei reagito al dolore che il suo uccello, che non era certo piccolo, mi avrebbe sicuramente provocato; mi sentivo però completamente a disposizione di quell’uomo, che se avesse insistito, sarei stata disposta anche a soffrire e prenderlo dove nessuno prima lo aveva mai messo. Vista la mia perplessità mi disse che il suo desiderio, forse cambiando idea, era quello di venire dentro di me riempiendomi del suo godimento, perché questo gli avrebbe dato l'idea, vista la mia giovane età di potermi mettere incinta e la cosa lo eccitava molto. Io sorpresa e sollevata, anche perché la cosa non mi dispiaceva affatto e prendendo la pillola non correvo rischi del genere, risposi con un si che diceva tutto. A quel punto mi girò di nuovo, mi allargò le gambe, si portò sopra di me fin quasi a schiacciarmi, ci baciammo come fanno due innamorati mentre sentivo che stava entrando dentro di me per l'ennesima volta. Continuò a scoparmi in modo completamente opposto a come aveva fatto pochi istanti prima, con una dolcezza inaspettata, fino a che sentii il piacere del suo seme caldo schizzare più volte in fondo alla mia vagina. Restò per un pò dentro di me poi iniziai a sentire il suo membro che si stava afflosciando e il suo piacere che stava uscendo andando probabilmente a colare sul divano, allora lui mise una mano sotto per raccogliere il suo sperma e me lo spalmò sulla pancia e sui seni, tornò poi a cercare con due dita il resto dello sperma che avevo ancora dentro, me li mise in bocca dicendomi di succhiare bene e poi ingoiare tutto. A mio marito non lo avevo mai fatto, ma non riuscii a dire no a quell’uomo vecchio e depravato, che mi aveva fatto sentire così troia, apppagata e felice.
Mentre ci rivestivamo mi disse che in fabbrica non c’era una doccia della quale avrei avuto certamente bisogno prima di tornare a casa. Gli risposi di non preoccuparsi perché era stato mio marito a spingermi in questa avventura che però sicuramente non immaginavo che mi avrebbe coinvolto fino a quel punto. Mi disse che ero fortunata ad avere un marito comprensivo che non mi avrebbe fatta sentire in colpa per quello che era appena successo e che quindi potevo anche ripetere senza problemi ed anche mio marito era fortunato ad avere una donna come me, molto brava a fare l'amore tanto da soddisfare un uomo esigente come lui.
Prese poi il portafoglio e mi mise in mano un foglio da centomila lire dicendomi che era l'acconto per il lavoro che avrei potuto fare un'altra volta. Li presi ben sapendo che erano la ricompensa per avergli dato

quasi

tutto quello che aveva voluto, in quel momento mi sono sentita puttana ma soddisfatta.
Prima di arrivare gli dissi però che non volevo rivederlo fuori dal lavoro, perché amavo mio marito e ripetendo un'esperienza come quella non sapevo come la mia testa avrebbe reagito. Naturalmente anche lui fu d'accordo, aveva già raggiunto abbondantemente il suo scopo.

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  • avatar hanz Se le donne avessero la tua testa, ci sarebbero molte piu coppie felici

    08-01-2026 19:27:15

  • avatar cumbatore eccitante, bravi

    08-01-2026 13:57:43

  • avatar pierre14 Bello

    08-01-2026 12:54:13

  • avatar Tomas Bel racconto eccitante e ti fa immaginare le scene durante la letteratura

    08-01-2026 12:03:58

  • avatar Discretoporco Fantastico, vorrei che capitasse pure a mia moglie

    07-01-2026 23:32:40

  • avatar Discretoporco Fantastico, vorrei che capitasse pure a mia moglie

    07-01-2026 23:25:32