HISTORIA TìTULO: Decima puntata (Tris). Ritorno ad Hammamet. Senza preservativo 
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HISTORIA

Decima puntata (Tris). Ritorno ad Hammamet. Senza preservativo

by Mark90
Visto: 333 veces Comentarios 6 Date: 13-06-2026 Idioma: Language

Il venerdì trascorse come una tranquilla giornata di assoluto relax in spiaggia. Sia la caviglia che la figa di mia moglie avevano decisamente bisogno di un po' di riposo, anche in previsione del ritorno di Youssef il giorno successivo. Durante la mattinata, Lukas e Hans passarono dal nostro ombrellone per salutarci e invitare mia moglie a fare un giro in motoscafo; con totale serenità e il sorriso sulle labbra, spiegammo loro che la notte precedente era stata bellissima, ma che doveva essere considerata un'esperienza conclusa e unica. I due ragazzi capirono al volo, ringraziarono e ci salutarono con grande rispetto.

Sempre in quella mattinata, mentre eravamo distesi sui lettini a goderci il sole, io e Sara iniziammo a confrontarci su un passo successivo per il giorno dopo: dare a Youssef la possibilità di scoparla senza preservativo. Mia moglie prendeva la pillola da anni, quindi da quel punto di vista eravamo del tutto tranquilli, e l'idea di quel contatto totale e ancora più intimo ci eccitava enormemente. Decidemmo che il sabato sarebbe stato il momento perfetto.
Sabato
Il sabato mattina, arrivati in spiaggia, trovammo come sempre tutto perfettamente pronto in prima fila. Poco dopo arrivò Youssef. Ci salutò con il suo solito sorriso solare, rassicurandoci sul fatto che sua mamma stava meglio. Poi, con un gesto molto caloroso, ci consegnò un piccolo oggetto in ceramica lavorato a mano: «Questo lo ha fatto mio papà», disse orgoglioso mostrandocelo. «È la mano di Fatima, un forte portafortuna».
Accettai quel dono stringendogli la mano, mentre Sara lo ringraziò con un bacio sulla guancia. La mano di Fatima finì sul nostro tavolino, ma l'energia che quel piccolo oggetto aveva sprigionato rimase nell'aria per tutto il giorno. Youssef era profondamente toccato dal nostro ritorno, e noi eravamo pronti a spingere il gioco oltre ogni limite precedente.
Nel pomeriggio, fu lui ad avvicinarsi al mio lettino mentre Sara si era allontanata per prendere un caffè. Abbassò la voce, lo sguardo lucido: «Capo, stasera c'è la serata tunisina con lo spettacolo e il buffet all'aperto. Tutto lo staff deve restare in servizio per l'allestimento e la sorveglianza fino a tardi, io finisco a mezzanotte. C'è una terrazza privata sopra il centro benessere, io ho la chiave perché devo ritirare i teli mare. Da lì si vede tutto il villaggio dall'alto, ma noi restiamo completamente al buio. Se vi va... vi aspetto lassù a mezzanotte e mezza».
Quando lo riferii a Sara, i suoi occhi brillarono.
A mezzanotte e mezza in punto, l'aria di agosto era ancora calda e ventilata. Salimmo le scale esterne del centro benessere, evitando le luci della piscina. Youssef ci aspettava dietro la porta a vetri; ci fece cenno di entrare in silenzio e richiuse la porta alle nostre spalle. La terrazza era spettacolare: una distesa di teak scuro con pochi lettini eleganti, sospesa tra il cielo stellato e il rumore risonante della risacca. In basso, le luci del resort brillavano animate e vivaci, ma noi, protetti dall'oscurità della parte alta, eravamo totalmente invisibili.
Sara non aveva voluto perdere tempo. Sotto un lungo abito estivo di maglina nera, non indossava assolutamente nulla. Si diresse verso il parapetto della terrazza, appoggiando le mani sulla pietra tiepida e guardando il villaggio illuminato sotto di noi. Il vento le sollevava i capelli, muovendo l'orlo del vestito.
Youssef le si avvicinò da dietro, quasi in adorazione. Le passò le mani sui fianchi, risalendo lentamente fino al petto, mentre io mi sistemai poco più indietro, sistemando lo schienale di uno dei lettini in posizione rialzata per godermi la scena. Quando lui le sollevò l'abito fino alla vita, scoprendo il fondoschiena nudo, l'eccitazione sulla terrazza divenne tangibile.
Fu in quel momento che Sara si voltò parzialmente e gli sussurrò: «Youssef. Stasera non metterlo il preservativo. Stasera ti voglio sentire sulla pelle».
Il ragazzo si immobilizzò, colto di sorpresa. Guardò lei, poi cercò subito il mio sguardo nell'oscurità, come a chiedere una tacita autorizzazione per quel passo estremo, per quella profanazione totale. Io mi limitai a fare un lento cenno di assenso con la testa, godendomi il battito accelerato del mio cuore.
Quel via libera fu la scintilla. Youssef non se lo fece ripetere: aprì i pantaloni, liberando il cazzo già durissimo e pulsante. Afferrò Sara per i fianchi bagnò con la mano insalivata la figa di mia moglie e affondò dentro di lei in un unico, fluido movimento.
Sara cacciò un gemito, un suono che si perse nel vento della notte tunisina, mentre con gli occhi sgranati fissava le luci del villaggio sotto di lei, godendosi l'ebbrezza di essere presa da dietro in un posto così esposto eppure protetto dal buio. Sentire quel contatto diretto, la carne contro la carne senza alcun filtro, trasformò il sesso in qualcosa di primordiale. Youssef la possedeva con colpi lunghi e profondi, mentre le mani scure stringevano la pelle chiara del suo bacino.
Dopo i primi, intensissimi minuti di quella penetrazione da dietro, decisi che era il momento di entrare nel vivo del nostro gioco. Mi sdraiai comodamente sul lettino con lo schienale sollevato e tirai fuori il cazzo, già turgido e pulsante per la scena. Sara capì al volo: senza interrompere il ritmo dei colpi di Youssef, si staccò dal parapetto arretrando con delicatezza, guidando i movimenti del ragazzo che rimase saldamente piantato dentro di lei. Si sporse in avanti su di me, mentre Youssef, posizionato in piedi dietro di lei a ridosso del lettino, continuava a pomparla da dietro con un ritmo regolare.
Sara si calò sulla mia asta, infilandosela dritta in bocca e ricominciando a succhiare con una foga pazzesca. L'impatto fu devastante. Mi ritrovai con le mani piantate tra i suoi capelli spettinati mentre lei si muoveva avanti e indietro sul mio cazzo, intrappolata in quel sandwich di carne dura. Sentivo i colpi profondi di Youssef che si ripercuotevano attraverso il corpo di Sara passare dalla sua bocca fino ad arrivare al mio cazzo, in un cortocircuito di puro istinto. Youssef, vedendoci uniti in quella posizione perfetta, accelerò il ritmo, lo sguardo fisso sulla testa di mia moglie che lavorava sul mio cazzo, esaltato da quella complicità assoluta.
Youssef era un animale e pompava Sara con decisione, Sara lo sentì irrigidirsi; si staccò un attimo dal mio cazzo e disse: «Dentro, Youssef! Sborrami dentro!».
Il ragazzo emise un grugnito sordo e spinse fino in fondo, bloccandosi contro le sue natiche. Lo vidi contrarsi ripetutamente nell'oscurità della terrazza mentre scaricava il suo sperma direttamente nel ventre di mia moglie. Sara chiuse gli occhi, un lungo brivido le corse lungo la schiena, mentre accoglieva dentro di sé il calore profondo del ragazzo.
Non appena Youssef si sfilò lentamente, ansimante, nell'oscurità potevamo solo intuire il calore di quel momento. Ma il gioco non era finito. Mia moglie, con gli occhi lucidi e lo sguardo stravolto, rimase china su di me e ricominciò a prendermi in bocca con una sfrontatezza unica. Bastarono poche e decise spinte: vederla così sottomessa al nostro delirio, sapendola completamente piena del seme del tunisino, mi tolse ogni controllo. Partì una sborrata violentissima che le riempì la bocca e le bagnò le labbra. Sara rimase immobile a raccogliere ogni goccia, ingoiando tutto con gesti lenti
Rimasero per qualche minuto solo i nostri respiri affannati a interrompere il rumore del mare. Ci ricomponemmo nel buio e in silenzio, uniti da un legame che ormai sembrava indistruttibile. Salutammo Youssef con un abbraccio caloroso e complice, e ci avviammo a piedi verso la camera, pronti a scoprire l'effetto di quello che avevamo appena compiuto.
Non appena la porta della nostra camera si chiuse alle nostre spalle, l'atmosfera cambiò di colpo. Fuori c'era stato il rischio, il vento, l'oscurità della terrazza; dentro, tra le mura rassicuranti della stanza, c'era la necessità di guardare da vicino il segno tangibile di quel segreto.
Senza dire una parola, andai verso l'interruttore e accesi la luce forte del lampadario principale, rinunciando alla complicità delle lampade soffuse. Volevo vedere tutto con la massima, spietata chiarezza.
Sara si posizionò al centro della stanza, ancora totalmente elettrizzata dall'esperienza, con i capelli spettinati e l'abito nero sporco di sperma. Sapeva esattamente cosa stavo cercando e l'adrenalina la rendeva incredibilmente sfrontata. Si avvicinò al letto matrimoniale e si sdraiò a pancia in su, allargando lentamente le gambe e sollevando i lembi del vestito fin sopra la pancia, offrendosi totalmente alla mia ispezione.
Mi avvicinai e mi inginocchiai sul bordo del letto, proprio in mezzo alle sue cosce spalancate. Sotto la luce vivida della stanza, lo spettacolo era pazzesco. La sua figa, incorniciata dal pelo curato, era completamente dilatata, arrossata e lucida, ancora scossa dalle contrazioni del piacere appena vissuto. Avvicinai il viso a pochissimi centimetri, respirando l'odore forte del sesso e della sborrata del tunisino che si mischiava ai suoi umori. Con le dita della mano destra aprii delicatamente le labbra della sua figa, spingendomi leggermente all'interno per osservare la profondità di quella profanazione. A quel tocco, un residuo di sborra scivolò fuori, bagnando le mie dita. Il seme di Youssef, abbondante e denso, colava ancora dalle sue labbra, scivolando in piccoli rivoli candidi che rigavano la pelle chiara dell'interno delle cosce, creando un contrasto micidiale.
Sara inarcò leggermente il bacino sul materasso, guardandomi dall'alto con gli occhi lucidi e un sorriso carico di una malizia assoluta. Era fiera di mostrarsi così, marchiata dal seme di un altro uomo sotto i miei occhi, consapevole che quella visione stava portando il mio cervello al punto di fusione.
«Guarda cosa mi ha fatto...» mi sussurrò con il fiato corto, mentre io continuavo a fissare quel liquido bianco che riempiva la sua figa. «Mi ha riempita tutta, amore. Sono tutta sua... e tutta tua».
Ma l'eccitazione e la sfrontatezza di Sara non si fermarono lì. Mentre le mie dita erano ancora bagnate del loro sesso, lei fece una smorfia deliziosa, un misto di sottomissione giocosa e provocazione pura. Si girò lentamente sul fianco, poi a pancia in giù, sollevando il sedere verso di me e girando la testa sul cuscino per guardarmi negli occhi. Con un dito si accarezzò lentamente l'ano, mostrandomelo stretto sotto la luce forte del lampadario.
«Amore...» mi sussurrò con una voce che era una supplica carica di vizio. «Hai visto come mi ha fatta? Hai visto? Ti prego... la prossima volta devi permettergli di farmi il culo. Voglio che Youssef mi prenda anche da dietro, voglio sentire il suo cazzo scuro lì dentro... ti prego, amore, dimmi di sì, fallo fare alla tua troietta...».
Quelle parole, pronunciate mentre il seme del tunisino le colava ancora tra le gambe, mi mandarono completamente in corto circuito. La fissai con il fiato mozzo, febbrilmente elettrizzato da quel livello di sfrontatezza, e avvicinando la bocca al suo orecchio le risposi con un filo di voce tremante: «Sì... sì, amore mio... glielo consegno io il tuo culo, te lo faccio rompere da quel cazzo nero...». Rimasi a lungo a guardarla, con le dita bagnate, prima di sdraiarmi accanto a lei e stringerla in un abbraccio totale, sentendo il battito dei nostri cuori che correva all'impazzata verso nuovi, oscuri confini.

Añ CASEADE 6 COMENTARIOS:
  • avatar Neil Anche il passaggio: la caviglia e la fica avevano bisogno di riposo non è male 😁

    15-06-2026 19:47:43

  • avatar Ship1960 Molto molto eccitante.Soprattutto quando lei dice ora sono sua......

    15-06-2026 15:47:35

  • avatar Neil Lei che dice che vuole dargli il culo e il marito che acconsente.. fa godere..

    14-06-2026 23:15:11

  • avatar Neil Beh ragazzi.. questa è roba che fa godere... Il racconto ha ritmo, va in crescendo e la conclusione è in un dialogo da orgasmo..

    14-06-2026 23:03:05

  • avatar Axel1975 Complimenti!

    14-06-2026 22:06:42

  • avatar Attila Eccitante al massimo...non ho resistito...mi sono dovuto segare...aspetto il seguito...quando cederai il culo di tua moglie al tunisino

    14-06-2026 21:20:20