STORY TITLE: CAP. 9 
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STORY

CAP. 9

by Nessunoxl
Viewed: 146 times Comments 1 Date: 14-06-2026 Language: Language

Dal primo momento che ti ho visto ti ho desiderato. Appena ho saputo che non avevi figli ho pensato: “Ecco, finalmente l’ho trovata. Lei deve essere la madre dei miei figli”. Devi sapere che avrò di sicuro altre donne, ma tu sarai sempre la mia preferita e l’unica davvero importante.»

Quanto ero cambiata, e in così poco tempo. Quello che mi aveva appena detto, da una parte mi inorgoglì, dall’altra mi provocò una punta di gelosia: avrei voluto che lui fosse mio e soltanto mio.
Restammo abbracciati a coccolarci finché non entrò la cameriera, che ci informò che da lì a poco il pranzo sarebbe stato in tavola. Mi alzai e, dopo una rapida rinfrescata, telefonai a mio marito per sapere se sarebbe venuto a casa a pranzo. Mario mi rispose che era occupato e non sarebbe venuto. Dopo una pausa di esitazione mi chiese se lui mi avesse ancora presa.

Gli risposi con franchezza, e quando volle sapere se mi fosse piaciuto e quanto, tagliai corto dicendogli che, se proprio teneva a essere consapevolmente cornuto e contento, gli avrei raccontato tutto nei minimi dettagli. Poi, con un po’ di cattiveria, aggiunsi:
«Così potrai farti una gran sega.»

Il pranzo fu piacevole e con Bedir ci fu una squisita quanto interessante conversazione che spaziò dall’economia alla filosofia. Durante la discussione più volte elogiò la mia intelligenza oltre che la mia bellezza e, a chiosa finale, davanti alla coppia filippina, disse che aveva scelto una compagna degna di lui. Confesso che quell’ultima lusinga mi fece quasi girare la testa.

Nel pomeriggio volle che mi vestissi in maniera sobria ma elegante. Lo accompagnai in alcune banche e presso noti e importanti uomini d’affari della nostra città. Fui sempre molto ossequiosa sia nei suoi confronti sia in quelli dei suoi interlocutori; a differenza di quando accompagnavo mio marito, cercavo di restare in disparte nella conversazione, intervenendo solo su esplicita richiesta.

Mentre eravamo in auto, Bedir mi disse sorridendo che mi ero comportata molto bene e che gli dispiaceva solo di non poter, così, punirmi. Quasi all’istante gli risposi che, se lo desiderava, poteva farlo comunque.

Contrariamente a quanto pensassi, la nostra meta non era casa. Fece chiamare i nostri filippini ordinando loro di preparare la cena solo per Mario; noi avremmo cenato in uno dei più esclusivi ristoranti della città. Fu lui stesso ad avvisare mio marito e poi aggiunse che, al nostro rientro, se lo desiderava, avrebbe potuto venire a guardarci mentre facevamo l’amore. Era in viva voce: sentii Mario ringraziarlo per la proposta.

Rincasammo che era notte inoltrata. Mio marito era in salotto ad aspettarci. Dopo un rapido saluto andammo tutti e tre in camera da letto. Con una punta di stronzaggine, mentre guardavo Mario, chiesi a Bedir se desiderava comunque punirmi.

Lui rispose che non ne aveva motivo, ma che potevo fargli un succulento pompino. Si spogliò e si sdraiò. Io mi precipitai a leccarlo e baciarlo: sembrava pazzesco, ma riuscivo ad arrivare all’orgasmo senza toccarmi, solo giocando con quel palo tanto grande.

Quando entrò in me, ancora una volta mi sembrò di impazzire per il piacere che provavo. Sentivo chiaramente, in ogni più recondito spazio del mio essere, la sua presenza maestosa, invadente e totalizzante. Che cazzo, fantastico. Non avrei mai neppure lontanamente immaginato di poter godere tanto.

Raggiungevo un orgasmo dietro l’altro; a volte, non appena terminava il primo, già faceva capolino il secondo. Bedir era un instancabile e insaziabile amante. Mio marito, ormai, non aveva più la forza neppure di masturbarsi: aveva chiaramente esaurito la sua virilità, eppure continuava a guardarci estasiato.

Quando Bedir mi volle alla pecorina e cominciò a martellarmi con colpi possenti e continui, persi quasi cognizione di cosa fossi e dove mi trovassi. Galoppavo per le praterie della mia fantasia, in preda a un piacere indescrivibile. Per la prima volta provai un orgasmo che mi fece piangere dalla felicità.

Mi ripresi mentre lui si muoveva ancora dentro di me. Gli dissi:
«Padrone, sei fantastico. Ti prego, sculacciami mentre mi prendi.»
Da una parte il piacere del suo enorme pene dentro di me, dall’altra il bruciore dei colpi che a mano aperta mi arrivavano sulle chiappe mi fecero sentire completamente succube, priva di volontà e totalmente sua. L’orgasmo deflagrò.

Onestamente persi la cognizione del tempo. Non so dire per quanto facemmo l’amore, so soltanto che mi sentivo sfinita, con gli occhi che quasi si chiudevano da soli. Volevo però godermi l’orgasmo del mio padrone, lo anelavo.

Eravamo nella classica posizione del missionario quando lo sentii ingrossarsi: era arrivato il momento. Mi avvinghiai con le gambe al suo fondoschiena e istintivamente cercai la sua bocca con la mia. Mi esplose dentro mentre, con la lingua, possedeva la mia bocca. Percepivo chiaramente i getti che mi riempivano: uno, due, tre, quattro, poi via via affievolendosi. È inutile dire che anch’io arrivai all’orgasmo.

Quando Bedir si distese al mio fianco ero talmente distrutta che volevo solo chiudere gli occhi e abbandonarmi. Lo sentii chiamare Mario, intimandogli di ripulirci. Solo la curiosità mi impedì di crollare.
Mio marito venne sul lettone e, senza ulteriori istruzioni, prese in bocca il superbo cazzo di Bedir, dandosi da fare per ripulirlo perfettamente. Una volta terminato, si mise tra le mie gambe: sentivo le sue dita aprirmi e poi la lingua intrufolarsi e suggere tutti i succhi del nostro piacere.
Non potei fare a meno di godere ancora.
L’ultima cosa che sentii prima di cadere tra le braccia di Morfeo fu la voce di mio marito che diceva:
«Grazie, padrone.»

Segue…

POSTED 1 COMMENTS:
  • avatar Emme222 È bellissimo.Ti prego, continua subito.

    16-06-2026 02:26:51