STORY TITLE: La signora in black 
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STORY

La signora in black

by eaudechatte
Viewed: 256 times Comments 1 Date: 07-06-2026 Language: Language



Allora?...Andiamo?

Era passato un mese dalla festa di Andrea, a cui avevamo partecipato, e dove era stata abusata. Sembrava non averle fatto nessun effetto, mi pungolava per farmi rispondere sull'invito che ci era stato fatto nuovamente da Andrea. Dico la verità, ero timoroso di portarla nuovamente lì in quell'ambiente. Ma lei mi incalzava tradendo una certa impazienza. Il mio timore comunque era dovuto al fatto che le feste a casa di Andrea di solito non erano specifiche, cioè non si sapeva in anticipo chi vi avrebbe partecipato. Sarebbe potuto essere possibile che ci avremmo trovato solo singoli. Una volta era successo ad una coppia nostra amica. E per partecipare comunque si doveva come al solito dare la garanzia che l'accompagnatore, mettesse a disposizione di tutti la propria compagna. E non si sarebbe potuto recedere da tale garanzia. La gelosia si lasciava nel guardaroba, appesa con i cappotti.

Allora? Dai che vuoi che sia?

mi disse con quel suo sorrisetto malizioso. Le ricordai della donna della nostra coppia amica che si ritrovò sola lì a disposizione di ben 8 uomini.

Bhe bisogna comunque provare una volta non credi?

Mi replicò. Un po' incuriosito e un po' eccitato, mi rassegnai rispondendo:

Se Sei decisa...


Arrivammo a party già iniziato. Le donne erano tutte impegnate tranne Adriana. Ci sedemmo al bancone bar ambientandoci un po' bevendo due drink. L'atmosfera era già molto calda. Mugolii, schiaffi sulle natiche, respiri in affanno, risatine, sorrisi, capelli sciolti ondeggiavano sotto i colpi ricevuti. Odore forte di sesso. Ammiravamo gli altri scambiandoci a volte baci a volte palpatine. Io abbastanza sollevato dal fatto di non doverla cedere a molti maschi. Poi entrò lui. Arrivo anche lui in ritardo al party. Quando lo vide mi accorsi che lo guardava in modo insistente e ogni tanto incrociava il suo sguardo distogliendolo. Distoglieva lo sguardo anche dal mio per non farsi scorgere di quell'inistenza. Lui era alto bello,muscoloso, asciutto. E nero, molto nero. Mi allontanai da lei con la scusa del bagno, per dare modo a lui di abbordarla. Al ritorno mi fermai sull'entrata della porta, scorgendoli che conversavano. Non volevo certo disturbarli. Vedevo lei che abbassava lo sguardo scostandosi sempre i capelli dietro le orecchie mentre sorrideva. Lui in piedi davanti a lei, che era seduta su uno sgabello appoggiata al bancone bar. Tutto intorno coppie copulavano con altri singoli. Ma loro sembravano essere soli in quell'appartamento. Vedevo lui che strusciava in modo impercettibile ciò che aveva tra le gambe sul suo ginocchio. Quel gesto provocò una risata di lei, seguita da quello che pronunciò e che io lessi ben distintamente come un WOW. Mi misi dietro la parete quasi nascondendomi in modo infantile. Li spiai da lì dietro, e vidi lei seduta sullo sgabello che veniva baciata in modo passionale, da Samba. Si vedevamo le lingue intrecciate, giocare in quei baci profondi. Si spostarono sul divano lei restò subito nuda. Rimase solo con le autoreggenti e i tacchi. Come il suo solito. La sua divisa da puttana ormai. Sul divano lui si sedette affianco a lei mentre la ricominciò a baciare con molta passione lei spalancò le gambe mettendo i tacchi sul divano. Si aprí così il suo fiore turgido. Vidi distintamente che era già molto umida senza che lui l'avesse ancora toccata. Le piccole labbra già gonfie e pronte a ricevere. Io mi sedetti proprio lì dietro lo schienale del divano. Lei mi scorse. Non consideramdomi. Lei non resisteva più evidentemente. Si avvento sulla cintura di lui armeggiando per aprirla il più velocemente possibile. Le riuscì molto bene aprire quei pantaloni. Lo aveva fatto molte volte con me. Ma non ero io quello che bramava adesso. Era quel grosso membro nero che si trovava ora tra le mani. Le scivolò dentro, mentre si guardavano negli occhi. Mentre io ero solo spettatore di quel che accadeva. Lui la pompava mentre io contemplavo da dietro lo schienale del divano. Lei sapeva della mia presenza. Ad un tratto si alzò e senza dire nulla lo trascinò conducendolo nella stanza da letto di Andrea. Io rimasi li, solo, anche se non ero solo. Li seguii a distanza. Lei mi chiudeva la porta in faccia mentre arrivavo. Girò la chiave. Rimasi li al palo. La sentivo ridere con lui. Forse di me? O forse semplicemente non ero nemmeno nei suoi pensieri ora. La sentivo gemere già. Sentivo distintamente i colpi che lui le stava assestando. Latrava come una cagna. Sentivo che veniva. La stava facendo venire, e io non potevo vedere, guardare, osservare. Li dietro la porta spiando come un sedicenne. Provai a guardare dalla serratura. Niente. Il calore della gelosia mi pervadeva, non poter essere partecipe nemmeno guardando. Accidenti! Bussai lievemente alla porta.

Non sei ammesso sussurrò lei. Stai lì ho da fare

ridendo. Sentivo parlare tra loro, mentre continuavano.

Stai lì cornuto,

disse

sai bene che quello è il tuo posto

. Scivolai con le spalle sulla porta trovandomi seduto a terra appoggiato ad essa. Le piace tormentarmi così. Lo fa sempre quando è di un altro. Le voci e i mugolii terminarono. La porta si aprì. Usci solo lui guardando me con un sorriso condiscendente, lasciando socchiusa la porta. Mi alzai. Spinsi lentamente l'anta. La vidi sdraiata sul letto, con i capelli scompigliati e stravolta. Un'altra volta. Mi sorrise. Aprendo le braccia mi invitava ad abbracciarla. Ci baciammo.

Che meraviglia

mi sussurrò.
Non iniziate mai a fare in modo che una donna diventi libertina se non siete veramente convinti, potreste ritrovarvi tra le mani una donna capace di farvi provare il tormento più brutale o la più grande e sottile delle eccitazioni che avete mai desiderato. O entrambi...

POSTED 1 COMMENTS:
  • avatar Complice Un racconto che ti trasporta direttamente in quella festa.. Ah osservare lei in tuta la sua lussuria.. davvero complimenti, cuck perfetto..!

    08-06-2026 22:41:06