LA SUPREMAZIA DELLE CORNA
by BLACKRELAX90Martina e Andrea si guardarono a lungo negli occhi prima che lei come stabilito dalle loro regole, decidesse di concedersi all’intimo abbraccio del Bull.
Non fu affatto semplice per suo marito digerire tale visione, un colpo durissimo allo stomaco quando constatò l’esatto momento in cui la sua amata decise d’interrompere quel tenero loro incrocio di sguardi per venir abbracciata da quell’altro uomo di cui sapevano decisamente ancora troppo poco e che a dirla tutta ad Andrea a pelle non gli faceva neanche troppa simpatia nonostante fosse esteticamente carino.
Assistere al bacio in bocca tra loro fu devastante, il bull senza indugiare troppo le mise la lingua dentro.
Andrea in quel preciso istante si sentì sprofondare poiché era più che evidente l’interesse provato da sua moglie nei confronti di quel porco appena conosciuto di presenza, lui la conosceva alla perfezione e un bacio con un’intensità del genere sua moglie non l’avrebbe mai donato a chiunque.
Il bull iniziò ad entrare nel vivo del suo ruolo, lui il protagonista chiave e chiavatore di questo indecente tradimento concordato, con le sue braccia possenti l’avvolse completamente mentre Andrea si continuava a domandare per quale strano motivo si fosse autoimposto di provare quella nuova fantasia e di voler sottostare a quella terribile umiliazione.
Lo sozzone iniziò a tastare lascivamente i glutei di Martina e mentre la palpeggiava il culo ebbe cura di lanciare qualche occhiatina accompagnata da dei sorrisetti maliziosi verso il marito di lei.
La partecipazione attiva d’Andrea quel giorno non era contemplata, lui avrebbe potuto solamente rilevare come il bull si prendesse la sua donna, così guardò come venne fatta inginocchiare sul nudo pavimento per potergli succhiare meglio il cazzo.
Il cuore batteva a mille, si sentiva stordito non riusciva proprio a metabolizzare il fatto che sua moglie da lì a poco avrebbe assecondato il bull il quale beato iniziò ad abbassarsi la cerniera dei pantaloni. Il cazzo saltò fuori e le labbra delicate di sua moglie si ritrovarono sempre più vicine.
La gelosia salì alle stelle quando quel lurido verme si apprestò a far succhiare sua moglie come se fosse una baldracca, qualche anno prima non avrebbe mai permesso che avvenisse un’oscenità del genere per giunta davanti a lui però ora qualcosa era cambiato, tutta questa turpitudine gli provocava irragionevolmente delle terribili sensazioni eccitanti.
Il cazzo di quel tipo a vederlo bene era decisamente grosso un pene fuori dal comune lungo dritto e dallo spessore importante, Andrea come gli vide l’affare capì subito che non avrebbe mai neanche lontanamente potuto reggere il confronto in fatto di misure poiché si ritrovava con un coso molto ma molto più modesto il confronto in campo aperto avrebbe certamente decretato un esito impietoso.
Assistere a come quel cazzo entrava ed usciva dalla bocca di sua moglie lo tormentava, la sua lei veniva usata in quella squallida maniera e come se non bastasse il bull in quella situazione ci prese sempre più gusto e da un primo tenero approccio lento e delicato il pompino divenne molto più spinto.
Il toro afferrò la nuca di Martina ancora abbassata e con delle considerevoli spinte di bacino le impresse indelebilmente il suo membro in gola facendola gorgogliare e salivare qua e là.
Andrea si ritrovò completamente impotente a quella visione, emotivamente frammentato si sentì inutile e annullato nel profondo del suo essere maschio poiché il suo ruolo ora era subordinato al volere di quell’altro che si stava scopando e godendo l’amore della sua vita.
I colpi di cazzo dentro la bocca di Martina divennero sempre più frequenti ed ella acquiescente accoglieva al meglio delle sue capacità il membro dello sconosciuto.
Riempita ancora dal cazzo del bull lei finalmente si fece coraggio e diresse così come precedentemente pattuito, lo sguardo su suo marito per dargli prova di quanto stesse godendo, l’umiliazione fu assoluta.
Il bull compiaciuto stabilì che fosse arrivato il momento di farle finire quel lavoretto di bocca e tenendole la testa ferma spinse in profondità un’ultima volta il coso fino a che l’asta seguita dalle palle non riuscì ad entrare completamente in lei, il toro iniziava a marcare il suo nuovo territorio di piacere.
Da quel momento il bull assunse la nomina simbolica del maschio supremo, l’alfa della situazione di quel gioco scurrile che riusciva contemporaneamente ad assoggettare mentalmente il marito mentre al tempo stesso appassionatamente se ne fotteva alla luce del sole la di lui moglie.
Ad Andrea non rimase che guardare inerme e sentire i gemiti di piacere della sua donna presa da quello spocchioso ma dal cazzo inoppugnabile.
Il bull fece appoggiare sul lettino Martina per poterla sbattere più agevolmente.
Il cazzo le entrò in fica talmente bene che nella stanza si poterono udire solamente le grida di lei consumata dall’appetito sessuale.
Venne scopata da una potenza virile fuori dal comune ad Andrea nel mentre sembrava di poter impazzire per via di tutte quelle emozioni contrastanti annidate in lui e poi puntuale arrivò la sancita sborrata del toro una formidabile schizzata bianca bella abbondante che le inondò la fica pulsante.
Non completamente soddisfatto quell’insaziabile voleva prendersi anche il culo.
La fece sdraiare completamente sul letto e posizionatosi sopra di lei la fissò con la sua poderosa stazza, immobilizzate delicatamente anche le sue braccia la baciò voluttuosamente sul collo e dopo poco istanti lei si sentì spingere la punta del glande da dietro.
Un gemito fortissimo riecheggiò nell’abitazione quando il bruto la sodomizzò per la prima volta poiché a Martina sembrò che il culo le potesse esplodere da un momento all’altro tanto era grosso quel cazzo ma il bull molto abilmente riuscì a destreggiarsi nel dilatare e a farsi strada in quello stretto orifizio.
L’imbarazzo di sua moglie a poco a poco svaniva il suo corpo si ammorbidiva e lei acconsentì a farsi fare integralmente il sedere da quello abbandonandosi al più immondo dei piaceri inoltre il pensiero e la realtà nell’essere avvinghiata e in un certo senso alla completa mercé di quel viscido la stimolava decisamente, il bull dal canto suo mentre se la finiva d’inculare facendola talvolta petare le afferrò la testa ancora una volta facendo in modo che potesse osservare suo marito.
Andrea attonito non resistette, prese il suo cazzo e iniziò a segarsi quell’immagine troppo vivida gli generò una sborrata dirompente.
Martina esausta ma appagata sprofondò sul materasso, il bull trionfante per averla conquistata le assestò gli ultimi colpi di pene e le finì il culo.
Il viaggio di ritorno della coppia trascorse in un assordante silenzio.
‘’COME È ANDATA AMORE?’’ dopo una buona mezz’ora di strada percorsa ebbe il coraggio di chiederle un Andrea più titubante che mai.
‘’TU COME PENSI CHE SIA ANDATA?’’ Le fece lei scoppiando a ridere e andando a poggiargli la mano sul suo cazzo ancora durissimo.
I due sorrisero e si baciarono in bocca poi spento il motore uscirono dall’auto per la passeggiata serale sul lungo mare, era scoppiata la primavera.
Centinaia di coloratissimi uccelli dalle più disparate forme avevano temporaneamente abbandonato il nido per librarsi liberi in area e creare fantastici vortici colorati.
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