STORY TITLE: Il bull ci invita in vacanza al mare, ma la sera diventiamo sua proprietà 
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STORY

Il bull ci invita in vacanza al mare, ma la sera diventiamo sua proprietà

by Queencuckdog
Viewed: 1465 times Comments 9 Date: 10-02-2026 Language: Language

Veniamo contattati da un bull che ci manda le sue foto del fisico: veramente grosso, possente, tutto abbronzato. Ci scrive:
«Piacere Marco, volevo invitarvi qui da me, in Sicilia, per una vacanza. Sarete miei ospiti per qualche giorno. Voi sarete in una struttura e durante il giorno farete quello che volete, mentre la sera sarete miei ospiti e sarete a mia disposizione.»
Io e la Queen chiediamo altre spiegazioni per capire se fosse una bufala. Lui allora ci manda altre foto, sia del fisico sia del cazzo, un bel cazzo possente, e poi ci fa vedere anche il posto dove ci invita in vacanza. Dice:
«Penso a tutto io, vi invierò i biglietti aerei e per il resto penso a tutto io. Attendo una vostra risposta. Naturalmente sono bisex, come avete richiesto, e voglio possedere entrambi. Sarete a mia completa disposizione. Pensateci e fatemi sapere.»
Parliamo tra di noi. La cosa ci stuzzica moltissimo, l’unica nostra paura è che poi non scatti la chimica e non sappiamo cosa potremmo fare in quel caso. Quindi riflettiamo a lungo e alla fine decidiamo di provare.
Diciamo allora: «Ok, accettiamo la proposta», e iniziamo a organizzarci. Dopo qualche giorno il bull ci manda i biglietti dell’aereo per la Sicilia e ci dice:
«Io vi aspetto all’aeroporto, poi al resto penso io.»
Prima di partire ci dà delle indicazioni precise su cosa vuole che mettiamo in valigia. Dice:
«Tu, cuck, dovrai mettere in valigia la gabbietta che ho visto in foto, poi dovrai portare un lubrificante, un rasoio e una pompetta anale, qualche tutina, e il completo da cane come ho visto nelle foto del tuo profilo e devi portare anche uno strapon. Mentre la Queen dovrà portare tacchi qualche tutina da troia e costuumi da troia. Al resto penso tutto io.»
Quindi decidiamo di fare questa pazzia e partiamo. Prepariamo tutta la valigia: metto tutto quello che il bull ha chiesto. Andiamo in aeroporto sperando che ai controlli non ci aprano la valigia.
Torniamo all’aeroporto, passiamo i controlli, prendiamo l’aereo e voliamo verso la Sicilia. Mentre eravamo in volo, entrambi avevamo con cuore in gola e con l’eccitazione e il dubbio di come sarebbe andata questa avventura. Avevamo un nodo alla gola e un groppo allo stomaco. Poi arriviamo in aeroporto, scendiamo e all’aeroporto scendiamo e ci dirigiamo verso l’uscita. Ci sono molte persone in attesa e, a un certo punto, vediamo un bull: grosso, tutto muscoloso, che tiene in mano un cartello con la scritta “Queen e Cuck”. Diventiamo viola. Ci avviciniamo a lui e ci presentiamo.
Lui, molto goliardico, ride, abbraccia subito la Queen e la bacia. Poi viene verso di me, mi dà un abbraccio e due pacche sul culo. Dice:
«Benvenute, troie. Siete arrivate in Sicilia.»
Arriviamo davanti alla sua macchina e dice:
«Tu, Queen, sali davanti, e tu carica le valigie e vai dietro.»
Durante il viaggio, lui è molto spavaldo per i suoi trent’anni e inizia a chiedere quanto ci piaccia fare le porcate. Poi comincia ad allungare le mani sulla gamba della Queen e dice:
«Posso, cuck?»
Io rispondo:
«Certo.»
Lui replica:
«Certo che posso, siete a mia disposizione.»
Dopo un po’ di strada arriviamo in un villaggio sul mare, bellissimo. Lui parcheggia dietro e poi ci porta davanti alla reception e dice:
«Sono arrivati i miei ospiti.»
Alla reception c’era un ragazzo ben curato, con sopracciglia fatte e barba curata, tutto palestrato come il suo amico. A un certo punto Marco dice al suo amico:
«Dario, mi raccomando, trattami bene i miei amici, io devo andare»,
e lui risponde:
«Certo, li tratto con i guanti in lattice.»
Si mettono a ridere e capisco che il suo amico è complice e sapeva tutto.
Ci dà la chiave e ci dice:
«Vi accompagno io.»
Ci porta lungo un corridoio al piano terra, in fondo, e ci fa entrare. La camera non è bellissima ma è nella norma, con accesso sul giardino. Poi Dario ci dice:
«Questa era la camera di Marco, ora lo ospito io nella mia camera di fianco. Se avete bisogno basta che bussiate, abbiamo anche la porta comunicante»,
e sorride.
«Ora vado e buon divertimento in Sicilia.»
La Queen dice:
«Mi sa che quella porta la sera si apre e diventerai cornuto in Sicilia.»
Ci facciamo una risata e decidiamo di andare al mare, che è lì davanti a noi. Ripassiamo alla reception e chiediamo informazioni per la spiaggia. Lui ci dice:
«Giusto, Marco vi ha riservato l’ombrellone 30.»
Noi andiamo in spiaggia e vediamo che Marco fa il bagnino. Ora la situazione è chiara: lavorava lì e ci aveva ospitato nella sua stanza, evidentemente si era accordato con i colleghi. Arriviamo e lui ci dice:
«Prego, questo è il vostro ombrellone.»
Era vicino alla sua postazione. Ci accomodiamo e iniziamo a sistemarci. Dopo poco la Queen mi chiede se le spalmo la crema, ma in un attimo arriva Marco che dice:
«Ci penso io.»
Si siede sul lettino e, visto che eravamo più isolati, inizia a spalmare sui glutei, arrivando fino al buco, poi sulla schiena. Poi dice:
«Girati»,
la mette a pancia in su e continua, arriva alle tette, sposta il costume e massaggia i capezzoli, poi giù sulla pancia e sulla figa, sul clitoride, e infine giù ai piedi. Finito, viene verso di me e dice:
«Ho appena iniziato, cornuto. Vedrai che ci divertiremo.»

Perfetto.
«Vedo che hai già il cazzo duro, cornuto! Ti eccita che tocchi la Queen? Sei un porco. Domani vieni al mare con la gabbia, cornuto.»
Poi torna dalla Queen e dice: «Dobbiamo ingabbiare il cornuto domani, altrimenti sta sempre con il cazzo duro», e sorride.
La Queen risponde: «Sì, il cornuto va placato.»
Passiamo il pomeriggio in relax e la sera andiamo a cena. Tutto a buffet, tutto buonissimo. Mangiamo e brindiamo alla vacanza porca.
Andiamo in camera e, appena entrati, presi dall’alcol e da tutta la situazione, ci spogliamo e iniziamo a scopare. Dopo dieci minuti sentiamo bussare alla porta comunicante. È Marco che dice: «Posso?»
Apre, entra e dice: «Cosa fate senza di me?» È già tutto nudo, con il cazzo bello duro. Viene verso di me, mi prende la testa e dice: «Vai, prepariamo il cazzo che sfondo la troia.»
Io inizio a succhiare come un forsennato e lui dice: «È bravo il cornuto a succhiare.» Poi aggiunge: «Dario, vieni a sentire come succhia il cornuto.»
Arriva il portiere Dario, già nudo, più grosso e definito di Marco, con un cazzo venoso e grosso. Entra e dice: «Vieni, cornuto, fammi sentire come succhia un etero cornuto.»
Io inizio a pompare e lui dice: «Mamma mia, succhia meglio del mio compagno.» Capisco che era gay e io sarei diventato la sua troia.
Si mettono i preservativi e io e la Queen ci mettiamo a pecora, uno di fianco all’altra. Loro iniziano a pompare e, mentre godono, ci invitano a baciarci. Noi con la lingua in bocca e i cazzi dietro: godiamo tutti. Poi ci fanno girare, entrambi a gambe alte, e loro riprendono a scopare figa e culo, dicendo che siamo delle troie.
Poi Marco dice: «Visto che cane ti ho trovato?»
Lui risponde: «Sì, è fantastico.»
Marco continua: «Le prossime sere ti voglio vedere vestito da cane. Hai portato la maschera?»
Io rispondo: «Sì, certo», ansimando. Lui si eccita e sento che esplode con il preservativo dentro il mio culo, mentre Marco esce, toglie il preservativo e spruzza sulla Queen dicendo: «Ti sborro, puttana», e fa tre spruzzi, lasciandola piena di sborra.
Loro si alzano e dicono: «Per questa sera basta, ci vediamo domani.»
Poi aggiungono: «Tu, cornuto, ora puoi scopare la Queen per sentire quanto è larga. Facci sentire come sborri. E domani mattina, Queen, metti la gabbia piatta al cornuto.»
Se ne vanno e chiudono la porta. Io salgo sulla Queen, che era aperta, iniziamo a scopare e, per quanto ero eccitato, sborro subito. Si sente Marco che dice: «È già venuto il cornuto.»
Arriva la mattina. Sono eccitato e inizio a leccare la Queen, che è ancora larga. Iniziamo a scopare e lei mi dice:
«La senti com’è larga, cornuto? Dai, scopami, che poi questa sera devi stare a bocca asciutta… di figa intendo, perché sarai a bocca piena di cazzo»,
e ride.
Io pompo e alla fine sborro di brutto. Lei mi dice:
«Quanto sei eccitato?»
e ride.
Finito, vado verso il bagno e dalla porta comunicante era uscito un biglietto con scritto:
“Queen, ricordati di ingabbiare il cornuto e, appena arrivi, mi consegni la chiave.”
Ci prepariamo, andiamo a fare colazione e poi torniamo in camera a mettere il costume per andare al mare. La Queen prende la gabbia piatta e mi dice:
«Metti questa prima del costume.»
Mi metto la gabbia che mi fa sparire il cazzo, poi indosso il boxer, solo che è aderente e quindi si vede la gabbietta. Il problema è che avevo solo quelli aderenti. La Queen dice:
«Non importa, capiranno tutti che sei il mio cuck. Così le troiette in spiaggia sapranno che sei in mio possesso.»
Non potevo girare così, quindi metto un pareo che avevo preso a Ibiza e andiamo al mare. Passiamo davanti alla reception e Dario ci dice:
«Buongiorno, avete passato una bella serata ieri sera?»
e sogghigna.
a “sì sì, grazie”. Vedo che anche gli altri sogghignano: evidentemente ha raccontato quello che è successo. Rimaniamo con questo dubbio e arriviamo all’ombrellone. Arriva Marco:
«Buongiorno»,
poi porge la mano e dice:
«La chiave?»
La Queen gli consegna la chiave e Marco dice:
«Ora sei mio, cornuto. Perché hai il pareo? Togli, fammi vedere.»
Apro e dice:
«Oh, ma si vede tutto? Sei pazzo? Vuoi farlo sapere a tutti?»
e ride.
Io rispondo che ho solo questi boxer attillati e per questo ho il pareo. Lui dice:
«Mi dispiace, ma il pareo è vietato»,
e ride.
«Quindi devi stare con la gabbia a vista.»
Io mi vergognavo. Mi metto sul lettino e resto disteso per non farmi vedere. Dopo poco ritorna Marco e dice:
«Cosa fai lì disteso? Vai a prendere qualcosa da bere per la Queen, su, muoviti.»
Poi dice alla Queen:
«Non hai sete?»
Lei risponde:
«Sì, vorrei una birra.»
Io mi alzo, metto gli occhiali scuri e vado al bar. Tutti mi guardano e io mi vergogno, ma faccio finta di nulla. Prendo da bere e torno. Incrocio Marco che mi dice:
«Hai visto che ti guardavano tutti? Dai, piano piano tutti sapranno che sei un cornuto»,
e ride soddisfatto.


Mi rimetto sul lettino, ma la birra ha fatto effetto. Dico al bull che devo andare in bagno. Con questa gabbietta è impossibile fare pipì senza schizzare, quindi mi dice che mi tocca andare in acqua. Vado in acqua e, appena esco, la gabbia è ancora più in evidenza. Sono imbarazzato ed eccitato, sento molti sguardi addosso. Appena torno, la Queen dice sorridendo:
«Si vedeva da qua che hai la gabbia.»
A un certo punto vedo Marco che parla con il tuttofare del villaggio, che stava sistemando un lampione. A un tratto vedo che il tuttofare si guarda intorno e poi gli passa delle fascette nere, quelle da elettricista. Marco le prende e, in modo furtivo, le imbosca nel suo gazebo da bagnino. Si accorge che ho visto e allora viene verso di me e dice:
«Questa sera ci divertiamo, ho un programma fantastico per voi. Non devi dire nulla alla Queen.»
Ho subito una fitta e rimango in silenzio, passando tutto il giorno a pensare a cosa avesse in mente. Passo la giornata al mare sotto gli sguardi curiosi delle persone, fino a quando arriva il dopocena.
Torniamo dalla cena, entriamo in camera e sul letto troviamo un foglio, due bende nere, la pallina da bocca, le fascette nere da elettricista, le chiavi della gabbietta e le istruzioni su cosa fare.
“Togli la gabbia al cornuto, fallo sedere sulla sedia, metti le fascette ai piedi e alle mani, poi benda e pallina in bocca. Quando hai finito, tu, Queen, ti metti al centro del letto, ti bendi e ti metti a pecora. Quando hai fatto, dici: vieni padrone.”
La Queen esegue. Io avevo già il cazzo duro. La Queen fa tutto, poi sento:
«Vieni padrone.»
Sento aprire la porta e poi inizia una musica BDSM molto erotica. Sento il padrone che dice:
«Dammi la mano destra della Queen»,
poi sento il rumore della fascetta.
«Ora la sinistra, troia»,
e un’altra fascetta.
Io avevo il cuore in gola. Non vedevo nulla, sentivo solo. A un certo punto sento il padrone che dice:
«Mi volete far morire di caldo?»
Poi sento che apre tutto e arriva l’aria dal giardino. Dice:
«Un po’ di aria.»
La musica si alza un po’ di volume e inizio a sentire la Queen che comincia a godere. Lui dice:
«Ti piace come ti lecco la figa?»
Lei risponde:
«Sì, continua.»
Dopo un po’ sento:
«Dai, dammi il cazzo, ho voglia.»
Lei:
«Dai, sei un bastardo.»
Lui:
«Zitta, troia, ora imbavaglio anche te.»
Poi inizio a sentire che la Queen emette solo suoni di godimento. C’è un attimo di pausa e poi la sento riprendere a godere. A un certo punto sono completamente nudo e sento degli spruzzi sul mio corpo: non capivo cosa potesse essere. Sento che mi cola fino al cazzo, quando improvvisamente due mani mi abbassano la benda e vedo Marco con il cazzo sporco di sborra davanti a me.
Non capivo cosa stesse succedendo. Poi lui si sposta e vedo che in camera ci sono altre cinque persone con il cazzo in tiro. La Queen stava godendo sotto i colpi di un’altra persona. Metto meglio a fuoco e riconosco due vicini di ombrellone, mentre gli altri tre erano colleghi di Marco.
Io non potevo fare nulla. La Queen stava godendo e ognuno, quando stava per arrivare all’apice, si toglieva, veniva verso di me e mi sborrava sul corpo. Subito dopo, un altro prendeva il posto dentro la Queen.

Una visione che mi ha fatto sborrare per quanto ero eccitato. Dopo molto tempo la Queen era sfinita, quando arriva l’ultimo che si toglie e viene verso di me e si svuota tutto in faccia. Ero completamente imbrattato.
Improvvisamente vedo che Marco torna dalla Queen, mentre gli altri vanno via senza farsi sentire. Marco si mette dietro la Queen, taglia le fascette, la libera, le toglie la benda e le dice:
«Guarda il cornuto com’è imbrattato.»
Lei non credeva ai suoi occhi. Marco le dice:
«Visto, troia? Quelle sono sei sborrate di cazzi, compreso il mio.»
La Queen capisce subito e dice:
«Sei un porco, non so nemmeno chi mi ha scopato.»
E Marco risponde:
«Tranquilla, lo sa tuo marito. Ha visto tutto e si è sborrato addosso da solo per quanto era eccitato. Ma hai goduto anche tu, troia. Guarda che lago qui sotto… puttana.»
Poi aggiunge:
«Ora lavatevi, troie.»
Siamo sul letto. La Queen mi dice:
«Sai quanto ho goduto con sei cazzi duri? Ho colato tutta la sera. Ma chi mi ha scopato oltre Marco?»
Io rispondo:
«Due sono quei due vicini di ombrellone, quei due porci che ti guardavano. Poi il tuttofare e quello etero della reception.»
Lei dice:
«Sì, mi è piaciuto godere con sei cazzi… bravo, cornuto. Ma quanto eri sborrato. Ti piace essere umiliato. Marco mi ha detto che domani ha una bella serata per te. Ora dormiamo, che ho la figa gonfia e sono stanca, ma ho ancora voglia di cazzo. Questo non ti preoccupa?»
Poi mette una mano sul cazzo e dice:
«No, ti eccita, cornuto.»
La mattina, solita routine, e si arriva al mare. Io con la solita gabbietta, per far vedere che continua la mia sottomissione. Appena arriviamo all’ombrellone, i due vicini porci si avvicinano e dicono alla Queen:
«Piacere, noi ci siamo solo sentiti ma non ci siamo presentati. Complimenti per la sua figa, ci ha fatto godere molto.»
La Queen risponde:
«Beh, anche voi», e ride.
Nel frattempo arriva Marco e dice:
«Vedo che avete fatto le presentazioni.»
Loro subito dicono:
«La Queen ci ha detto che l’abbiamo fatta godere.»
Marco risponde:
«Quindi è da rifare.»
E la Queen, da troia, dice:
«Ovvio. Vero, cornuto, che posso prendere tutti questi cazzi?»
Io, in imbarazzo, annuisco.
«Il cornuto è silenzioso perché lui non ha preso il cazzo»,
e Marco ride.
I due subito chiedono:
«Perché, lo avete inculato?»
E Marco risponde:
«Certo, la prima sera Dario lo ha battezzato. Ora tocca a me»,
e ride.
Marco viene chiamato e dice:
«Ci vediamo più tardi, al massimo questa sera.»
La giornata passa con i due maiali che spalmano la crema alla Queen e si divertono a invitarla a fare il bagno. Vedo che escono sempre con il cazzo gonfio: sicuramente si strusciavano nel suo culo.
Arriva il dopocena e io sono preoccupato per quello che potrebbe succedere. Arriviamo in camera e troviamo le istruzioni:
«Tu, cuck, devi preparare il vestito da cane completo, anche con la coda. La Queen si deve vestire con una tutina a rete e sopra una minigonna e una maglia a maniche corte, con tacchi alti. Mentre il cuck sarà vestito con bermuda e maglia. Una volta pronti andate al centro del villaggio, c’è la discoteca: lì vi aspettano i vostri vicini di ombrellone. Loro sanno cosa fare.»
Noi ci vestiamo. La Queen è super erotica, alta e figa, mi fa tirare il cazzo. Pronti, la Queen dice:
«Vediamo come ci divertiamo questa sera. Tu mi sa che continui a essere umiliato, come ti piace…»
e ride.
Andiamo al centro. I due avevano un tavolo a bordo pista, la pista era già affollata. Loro ci salutano, mettono la Queen in mezzo, poi ordinano una bottiglia e iniziamo a bere. Il brindisi è sempre alla Queen, e quelli intorno a noi sentono: erano tutti quelli del mare. Io sono combattuto tra eccitazione e vergogna. Alla seconda bottiglia iniziamo a perdere i freni inibitori ed ecco che scatta il piano.
I due dicono:
«Ora la Queen deve andare a ballare in modo erotico davanti a noi, e sorride solo a noi.»
Lei si alza e va in pista, inizia a muoversi in modo erotico. Io sono eccitato ma non so il piano dei due. Dopo dieci minuti mi dicono:
«Ora vai a ballare vicino alla Queen e aspetta…»
Io vado a ballare, eccitato, senza sapere cosa abbiano ideato. Dopo qualche minuto tutti ci guardano. I due fanno un brindisi e vengono in pista, poi, davanti a tutti, si mettono in mezzo a noi e ballano con la Queen, mentre mi mettono in disparte davanti a tutti. Io mi vergogno, vedo le facce della gente: c’erano mariti che avrebbero pagato per essere al posto dei due.
A un certo punto uno mi prende per un braccio e mi dice:
«Ora chiedi le chiavi alla Queen della camera e vai in camera. Davanti a tutti. Noi rimaniamo con la Queen.»
Io chiedo le chiavi alla Queen, che le aveva in borsetta. Me le porge e mi saluta. Loro mi salutano e mi dicono:
«Vai via e guarda come ti guardano tutti.»
Io me ne vado e vedo gli sguardi di disprezzo delle donne e, invece, quelli degli uomini che avrebbero voluto essere al posto dei due. Vado in camera e trovo Marco.
«Eccolo il cornuto. Dai, vestiti da cane.»
Mi vesto e poi dico che devo andare in bagno. Lui risponde:
«Sei matto? In bagno il cane ci va fuori.»
Esce sul cortile, guarda se c’è qualcuno e mi fa segno. Io, a quattro zampe, vado vicino a una pianta, alzo la gamba come un cane e faccio pipì. Lui mi fa tornare dentro e mi dice:
«Mettiti sul letto. Ora, mentre aspetto un messaggio, ti sfondo il culo.»
Lo lubrifica e poi inizia a pompare.
«Dai, cornuto, godi.»
Dopo poco inizio ad ansimare e godere. Non finiva mai. Mi dice:
«Dai, segati, cornuto.»
Io mi sego mentre lo prendo nel culo. Lui dice:
«Chissà cosa farà la Queen…»
A un certo punto arriva una chiamata. Marco prende il telefono e apre la chiamata. Sento gemiti. Mi mette il cellulare davanti alla faccia e vedo la Queen sopra al cazzo di uno dei due.
«Senti, cornuto?»
Marco fa vedere che mi stava inculando e loro dicono:
«Cornuto, senti ora come gode la troia.»
Vedo che uno dei due appoggia il cellulare sul mobile davantia al letto, poi sale sul letto e inizia a bagnare il culo della Queen. Dopo poco entra: lei gode e ansima. Una doppia penetrazione la sta facendo colare. Marco dice:
«Basta, ha visto troppo. Ora fate quello che vi ho detto»,
e chiude.

Io dico:
«Cosa hai in menteete porco?»
Lui continua a scoparmi e mi dice:
«Ora, cornuto, la devono portare giù nuda per le scale di emergenza, così hanno l’ordine e, se vedono qualche marito sul balcone, devono fermarsi e scoparla a pecora.»
Io dico:
«Sei un porco.»
Lui risponde:
«Lo so, ma tutti devono sapere quanto sei cornuto… e lei quanto è troia. Naturalmente a qualcuno oggi al mare ho detto che ci sarebbe stato uno spettacolo.»
«Sei un porco.»
«Sì, tu un cornuto… senti, sta facendo le scale. Si è fermata. Chissà, ci sarà qualche spettatore.»
Dopo un po’ sento che arrivano. La Queen è su di giri e mi dice:
«Cornuto, sempre con il culo aperto. Lo sai che i signori mi hanno scopato insieme? Poi mi hanno portata giù tutta nuda e per le scale mi hanno scopato davanti a delle persone che stavano sui balconi. Li ho fatti divertire. Sei contento, cornuto?»
Io rispondo:
«Siete dei maiali.»
Poi la Queen dice:
«Marco, tu non mi scopi? Ho ancora voglia del tuo cazzo.»
Sento che esce, sfila il preservativo, ne mette un altro e inizia a pompare la Queen davanti ai nostri vicini, che diventano ancora duri. Io inizio a segarmi come un pazzo, mentre loro sono dentro la Queen in tutti i buchi: uno spettacolo che mi fa sborrare subito. Dopo un po’ sborrano anche loro.
Siamo tutti esausti e andiamo a dormire, dopo che anche questa sera la Queen è stata spanata e io sono stato spanato e sputtanato.... continua
Se anche tu vuoi realizzare una fantasia come questa c'è T.G. scrivici

POSTED 9 COMMENTS:
  • avatar cpcicciolina Bel racconto molto eccitante e soprattutto realistico....ci vorrebbe anche un album fotografico dedicato...come un foto racconti....ti ho scritto su tg ma non visualizza? Ciao

    12-02-2026 16:27:11

  • avatar Discretoporco Semplicemente stupendo, cosa darei per vivere un esperienza cosi

    12-02-2026 15:57:23

  • avatar LibertinoXX Tutto meraviglioso. Complimenti.

    12-02-2026 04:32:40

  • avatar apertatutto anche io vorrei provare con mia moglie un po ritrosa da ammaestrare

    11-02-2026 16:50:34

  • avatar Alexneri La Queen è davvero una troia meravigliosa ed insaziabile e tu un povero cornuto

    11-02-2026 15:54:03

  • avatar Darios Molto bella la situazione, stupenda la discesa per la scala d'emergenza...della troia . Anche il cornutone ha goduto...ottimo

    11-02-2026 12:04:25

  • avatar escanio73 Bel racconto complimenti

    11-02-2026 08:48:09

  • avatar coso Io vorrei andare in un villaggio e farmi scopare la moglie, lei ignara e non predisposta ma la vorrei umiliata e usata peggio della tua queens se il "prezzo" fosse.. Alto.. Ne varrebbe la pena.. Ma purtroppo credo resterà solo una fantasia

    11-02-2026 00:30:31

  • avatar pierre14 Bello!

    10-02-2026 23:00:55