Annalisa la più troia di Pescia
by Sempre1Annalisa mi guarda e sorride, mentre il marito è occupato con gli ospiti.
Nel frastuono del locale buio, fra zucche luminose che pendono dal soffitto e maschere di streghe, fantasmi e zombie, mi avvicino e la bacio davanti a tutti.
Annalisa si lascia baciare.
Le prendo una mano e la trascino fuori, sul retro, dove ormai non c'è più anima viva.
Il vestitino corto e ampio sembra fatto apposta per essere sollevato. Le cosce fasciate da autoreggenti le danno un'aria da cortigiana d’altri tempi.
Dopo averla appoggiata al muro comincio a palparla, finchè sento il rumore di uno strappo e il tanga sottile mi resta in mano.
Ha un bel culo, la pelle eterea risalta alla luce di un lampione e mi viene voglia di sculacciarlo.
Sento un suo gemito sommesso per il bruciore improvviso che avverte alle natiche, poi proseguo e le sferzate successive la fanno trasalire di dolore e piacere, tanto che le devo tappare la bocca con una mano.
Le spinte dentro di lei si susseguono, mentre le strizzo i capezzoli.
La prendo così, finchè l'ennesima sculacciata e l'ultimo affondo la conducono a un orgasmo liberatorio.
Eccitata e addossata al muro sento la sua mano stringermi il sesso.
Si gira verso di me, con lo sguardo eccitato e i seni ormai fuori dal corpetto, si inginocchia.
Pare ipnotizzata davanti al mio cazzo che sfiora con le labbra.
Lo agguanta e comincia a leccarlo, inumidendo la cappella.
Il silenzio della notte viene rotto dalla mia voce, mi sorprendo io stesso nel sentire il mio tono perentorio ed eccitato: “Succhialo, TROIETTA prendilo in bocca e succhialo, puttana”.
I mie occhi carichi di lussuria non ammettono replica, così afferro i suoi capelli e la spingo sulla mia eccitazione.
Annalisa da brava zoccola¡. obbedisce, le sue labbra lambiscono la cappella per poi ingoia. Inarco la schiena, quasi strozzandola e lei continua nei suoi movimenti, agguantandomi i testicoli, massaggiandoli, finché schizzi del mio seme la invadono.
Godo come lei ha goduto di me poco prima.
Si alza e la addosso nuovamente al muro, mordendole il collo e avvertendo le sue unghie appuntite che mi graffiano a sangue la schiena, poi mi rendo conto che suo marito la starà cercando, quindi lascio andare Annalisa, che torni dal cornuto.
English (UK)
English (US)
Italiano
Français
Español
Deutsch
Português
Русский