STORY TITLE: La cabina 
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STORY

La cabina

by Apollinare
Viewed: 91 times Comments 0 Date: 06-03-2026 Language: Language

Questo racconto narra di fatti accaduti anni addietro.
A quel tempo ero fidanzato con Federica.
Eravamo giovani e spensierati ed alle prime esperienze in fatto di sesso o di approcci erotici.
In realtà io ero molto più libero mentalmente di lei, ed avevo avuto più di un esperienza ed una predisposizione per l’erotismo che mi ha sempre accompagnato nella mia vita.
Federica aveva ricevuto un’educazione cattolica di stampo molto remissivo e sessualmente colpevolizzante, e pertanto, seppur spinta da desideri voluttuosi peccaminosi, si era contenuta e ritratta, prodigandosi nell’oscuro della sua cameretta in silenziose attività masturbatorie che le allietavano le giovani notti.
Durante la nostra relazione la avevo istigata più volte, ma senza darle l’oppressione della doverosità, e senza alcun ricatto affettivo, cercando di strappare quanto più possibile dai suoi timori e dare corpo ai focosi desideri carnali che la sconquassavano interiormente.
Con il passare del tempo l’avevo man mano aperta al piacere delle mie dita sul suo clitoride, e con la dovuta pazienza le avevo dato i primi orgasmi anali, il tutto però sempre con il contatto delle mie mani, perché il cazzo era per lei un tabù ancora da superare.
Da vero tentatore, durante la masturbazione le sussurravo le più sconce fantasie sessuali, con più uomini e donne che la prendevano in modo osceno, ben sapendo che ciò la faceva eccitare tremendamente soddisfando il suo senso narcisistico.
Mentre le mie parole sibilavano serpentine alle sue orecchie le labbra della vulva si gonfiavano sempre più e si bagnavano copiosamente imperlando la folta peluria della figa di nettare delizioso e i capezzoli si sollevavano come punte di spillo succhiati avidamente dalle mie labbra.
Le mie furbe dita scivolavano poi sul suo culetto che si dischiudeva avido per essere preso in profondità, godendo della penetrazione e del cedimento dello sfintere.
Compresi ben pesto che ciò che accendeva Federica era la voglia di attirare gli sguardi ed essere desiderata sessualmente.
Il suo ardore era stato represso troppo a lungo, e i brividi di voglia le percuotevano il corpo sconquassandola con violenza.
I miei racocnti si facevano sempre più spinti e sporchi e le masturbazioni più intense. Federica mi strofinava il cazzo sempre iù avidamente ma sempre sopra i pantaloni impedendomi di sfoderare l’uccello e farlo sentire direttamente sulla pelle.
Anche quando sembrava orami pronta ad abbandonarsi completamente e godere i rimasugli dell’educazione si ripresentavano più intensi tanto da farla ritrarre.
Arrivò ben presto l’estate e Federica partì per tutto agosto con i suoi genitori e che avevano affittato un appartamento a Bibbione fino alla metà di settembre, mentre io ero rimasto in paese per studiare e prepararmi alla sessione autunnale.
Mi mancava sia la sua presenza, che il suo corpo e pensavo alla mia lingua che la sondava sulle spalle e si soffermava fra le labbra tumide e bagnate pronte a dischiudersi per ricevere la mia saliva.
Non posso nascondere che pensavo anche ai suoi orgasmi, a come godeva mentre le mie dita si alternavano nella figa fradicia e nel suo culo, come le venute si susseguivano senza interruzione infradiciando la mia mano che la penetrava simultaneamente fra le grandi labbra e lo sfintere.
A metà settembre proprio sul finire della vacanza andai a trovarla al mare, approfittando del fatto che i fratelli avevano lasciato una camera libera.
I rigorosi genitori, infatti, non mi avrebbero mai fato dormire con Federica, immaginando già di ritrovarsi la figlia ingravidata, ma ora avevo un posto letto solitario che avrebbe messo al riparo la virginale figlia dalla mie satire attenzioni.
Mi recai quindi a Bibbione e passammo un paio di giorni molto divertenti fra mare e sole e serate semi alcooliche nei vari locali.
Durante le giornate in spiaggia mi ero accorto che Federica non era passata inosservata agli altri bagnanti, e ciò era comprensibile.
I lunghi capelli neri sulla pelle chiara, i seni gonfi di ventiduenne che riempivano la coppa del bikini e la vulva pelosa nera che si intuiva sotto lo slip fradicia e gonfia.
Vedevo che anche Federica non era indifferente a tali attenzioni sentendosi lusingata dal creare scompiglio in quei costumi di uom9ini maturi e per cui pensai di approfittarne per dare corpo al mio erotismo.
L’ultimo giorno suggerii a Federica di non salire a pranzo con i genitori ma di stare in spiaggia per goderci il mare.
Era una giornata molto calda per essere settembre ma la spiaggia era semivuota e stavano solo alcuni sporadici bagnanti.
Li sui nostri lettino li strinsi in uno creando un simulacro di un famigliare e facevo scorrere le mani sul suo corpo.
Lei si eccitava ad ogni minuto ..il suo respiro diventava affannato ed io carezzandola la invitavo a rilassarsi e sonnecchiare, dato che il giorno dopo saremmo tornati alle nostre montagne.
Con la coda dell’occhio vedevo questi due attempati signori che mi guardavano…per soddisfarli stringevo sempre di più il costume della Fede nelle natiche…spostandolo e dandogli la visione del suo culo scoperto.
Lei fingendo di dormire mi assecondava..amava essere vista e creare scompiglio nei più grandi di lei, come se fosse la loro bambolina
Ad un tratto le alzai oscenamente il costume fra le mie brqccia mostrando ai signori i peli della figa…neri e lunghi e impermeati di piacere.
La sentii mugolare stretta al mio corpo quando le dissi “alzati e vieni con me”.
Di rimpetto chiamai con lo sguardo id due signori che ci guardavano e li invitai a seguirci.
Li nello stabilimento c’erano le cabine dove i bagnanti posavano il gommone.
Era una cabina doppia che già conoscevo per avervi messo la mia borsa mare..dissi a Federica di aspettare e presi le chiavi.
La cabina era oramai semivuota..i bagnanti sporadici del settembre avevvamn0lasciato lo spazio sostituendosi a quelli piu presnti di agosto..
Portai dentro la Fede, lei immaginava cosa volevo e docilmente si fece condurre all’interno.
Conoscendo le sue perversioni feci avvicinare i signori che avevano visto la sua esibizione in spiaggia.
Li catechizzai però sulla porta, avrebbero potuto guardare ma non volontariamente toccare, e ciò gli andava benissimo, sarebbero entrati ad un mi cenno.
Io e Federica entrammo. Come avevo visto nei giorni precedenti c’era uno sgabello dove la feci sedere con il suo costume arancio.
Le dissi “chiudi gli occhi ora”, non era una frase a caso ma dovevo farla rilassare per superare i suoi timori.
Lei mi desiderava e mi voleva ed obbedì al mio invito.
Era divina, aveva un costume arancio e bianco con il bikini a quadretti e lo slip diverso.
La feci accomodare sullo gabello seduta ed a occhi chiusi.
Mi avvicinai a lei…iniziai a bacia re la Fede svelandole le labbra dando la mia saliva sulle sue spalle e scendendo sul collo…
La sua eccitazione montava ..ad un traTTO LA MIA VOCE INTERRUPPE O SILENZIO LE CHIESI “DIMMI QUANTO Hai VOLGIA …DIMMELO CHE LO SO CHE SEI UNA TROIETTA”
Lei si lasciò andare e mi disse “Leccami…baciami lo sai che sono una piccola porca”.
Quella fu la fra se che mi convinse.
Mi affacciai alla porta e feci entrare i due signori che attendevano distratti al Bar.
Come da accordi senza mia iniziativa dovevano solo guardare.
E cosi feci…
Federica era a cosce aperte sullo sgabello della cabina…gli occhi chiusi…mi avvicinai a lei e dolcemente le feci aprire le cosce
I sui peli neri e folti trasparivano dal costume…le mie mani9mettevano in risalto la carnagione rossa della figa bagnata mentre con la bocca spostavo il bikini per far vedere i capezzoli.
I due uomini anziano guardavano. I loro slip iniziavano a mostrare l’erezione, vigorosa per l’età di una giovane troietta aperta e pronta. La mia bocca baciava Federica e le mie dita si insinuavano sul bottoncino del clitoride duro e gonfio, i peli della figa erano suda ti del piacere.
Federica percepiva la presenza di altri oltre a me ma era estasiata che la vedessero nella sua essenza di puttana e la giudicassero come divina…il suo corpo era tirato e la figa bagnata e vogliosa.
La mia lingua insinuava sui suo capezzoli quando da bravo istrione feci appoggiare i due signori con il petto lungo le pareti della cabina.
Dissi a Federica di non aprire gli occhi e la condussi verso di loro.
L’odore della salsedine misto al profumo della fifa riempiva la cabina.
La portai per mano verso gli appoggiati alla parete.
La pelle bronzea emanava il profumo della crema solare e dei giorni passati ad abbronzarsi.
Con la mano la feci abbassare…e questi lasciarono alle loro caviglie gli slip.
Presi la testa della Fede la portai verso il loro culo.
Non aveva mai assaggiato uno sfintere ma l’odore del sudore e la situazione la inebriava,,,tre persone due vissute ed un giovane la omaggiavano del loro desiderio e la f9iga a quella sensazione pulsava senza ritegno.
Le avvicinai la lingua al culo de primo signore e le dissi “Lecca”
Senza alcuna rimostranza Federica iniziò a leccare il culo mettendo il naso fra i peli argentei e dando grosse lappate sul buco aperto del 60 enne
Mentre leccavo al mia mano le strofinava il clitoride fradicio ancor più eccitato dagli epiteti di troia e vacca che provenivano da sopra, mentre la sua lingua scopava il buco del culo del primo uomo.
Lo stesso trattamento fu riservato al secondo.
Era chiaro che avevo detto che mai avrebbero potuto penetrarla.
L’odore di cazzo e di culo leccato inumidiva le narici di Federica quando questi sai girarono e mostrarono i loro cazzi eccitati.
Presi la Fede per i capelli e portai la sua bocca verso quei cazzi.
Lei prima titubante non trovava resistenza dall’odore di urina mista a liquido preseminale ed inizio ad aprire la bocca.
Dietro di lei il mio pene le sbatteva sulla figa oramai un lago e sul culo.
I cazzi dei due signori si alternavano fra le sue labbra dilatate mente il mio la riempiva da dietro nella figa pelosa e sordidamente fradicia.
La incitavo con le frasi “Ti piace amore…lecca fammi vedere quanto sei troia”
Federica trovava soddisfazione n questi uomini che la desideravano e rappresetavano le sue fantasie..da vero sborratoio.
Io la desideravo era la mia donna e cosi le spingevo alternativamente il cazzo nella vulva sempre più fradicia e due dita nel culo mentre lei con la bocca si alternava sul cazzo dei due signori abbronzati che apparofittavan0o di quelle giovani labbra.
Godeva delle palle…leccava i peli grigi fino alla gola mentre io tenendole le anche con il mio cazzo grosso e duro le sconquassavo l’imene facendola godere.
Ad tratto il primo si liberò dalla sua bocca venendogli sul viso e da poco ance il secondo invece le riempi le labbra…
Federica alla vista della sborra proruppe in un orgasmo animalesco rimanendo accasciata con il sapore dello sperma che colmava le fauci ed il viso.. Eccitato dai suoi mugolli animaleschi le sborrai in figa riempiendola e lasciando lo slip bianco da quanto ero venuto.
Rimanemmo tutti e quattro in silenzio riprendendoci ognuno dalle sue venute.
Congedai in fretta i due signori ed avveduto che non vi fosse altra gente io e Federica andammo a ripulirci sotto la doccia dello stabilimento.
Asciugati andammo a raggiungere i suoi genitori e poi tornammo con i bagagli al paese non dimenticandoci mai di questa avventura.








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