STORY TITLE: IL TUO TESORO SOTTO IL MIO OBIETTIVO 
logo The Cuckold
778


STORY

IL TUO TESORO SOTTO IL MIO OBIETTIVO

by Amatorepassionale
Viewed: 150 times Comments 0 Date: 19-01-2026 Language: Language

Il flash del telefono ha squarciato l'ombra della stanza per un istante, catturando il riflesso della bava lucida che colava dall’angolo della bocca di Silvia mentre, in ginocchio davanti a me, sbarrava gli occhi verso l’obiettivo. Un secondo dopo, dall’altra parte della città, il telefono di suo marito Matteo ha vibrato sul comodino, consegnandogli l’immagine cruda di sua moglie ridotta a un altare di lussuria, con le labbra gonfie e lo sguardo già perso. Non c’è bisogno che lui sia qui fisicamente; il suo respiro affannato ci arriva attraverso i messaggi vocali, una scia di eccitazione impotente che alimenta ogni mio gesto su di lei.

L’accordo era chiaro: Matteo doveva restare a casa, condannato a vivere l’incontro attraverso lo schermo, pagando il prezzo della sua assenza con la tortura visiva di ogni dettaglio. Silvia è arrivata nel mio appartamento con un impermeabile leggero e nient'altro sotto, una scelta concordata via chat per rendere lo spogliarello un rito documentabile. Ogni indumento che cadeva veniva fotografato e inviato in tempo reale: il pizzo nero che segnava la carne, la pelle d'oca che le fioriva sulle braccia, il modo in cui i suoi capezzoli reagivano al freddo e al mio sguardo. Matteo rispondeva con frasi smozzicate, implorando altri dettagli, altre angolazioni, diventando il voyeur digitale della distruzione sensoriale della sua compagna.

L’ho fatta stendere sul letto, con la luce della lampada puntata dritto tra le sue gambe. Ho preso il suo telefono e ho avviato una videochiamata. Ho appoggiato lo smartphone contro la testiera, in modo che Matteo avesse la visuale perfetta, un posto in prima fila sulla fessura di sua moglie.

Guarda bene, Matteo,

ho sussurrato, mentre le mie dita iniziavano a separare le labbra di Silvia, rivelando una mucosa turgida, quasi viola per il sangue che vi pulsava dentro. Lei ha emesso un gemito lungo, gli occhi fissi sulla piccola luce verde della fotocamera, sapendo che il marito stava osservando ogni minima contrazione del suo clitoride sotto la pressione del mio pollice.

Ho versato del lubrificante trasparente, lasciando che la sostanza densa colasse lentamente, creando riflessi pornografici sotto la luce artificiale. Silvia si accarezzava il seno da sola, seguendo le mie istruzioni, mentre io iniziavo a penetrarla con le dita, una spinta metodica che produceva un suono umido e ritmico, amplificato dal microfono del telefono. Matteo, dall'altra parte, è scoppiato in un gemito udibile:

Oddio, Silvia... guarda come ti apre... quanto sei bagnata...

. Quelle parole sono state benzina sul fuoco. Lei ha iniziato a inarcare la schiena, offrendosi con una spudoratezza che solo la consapevolezza di essere guardata dal

suo

uomo poteva darle.

Senza interrompere il video, l'ho fatta girare a pecora. Ho preso il telefono in mano e ho iniziato a filmare in soggettiva mentre il mio cazzo si appoggiava contro il suo ano, una pressione decisa che faceva sbiancare la pelle circostante. Ho inviato un breve video di dieci secondi: la punta che spariva lentamente tra le sue natiche lucide di olio. La risposta di Matteo è stata un messaggio vocale di puro delirio: era al limite, lo sentivo dal tono strozzato della voce. Ho ripreso la penetrazione, ma con una lentezza studiata, quasi crudele. Sentivo ogni fibra del corpo di Silvia vibrare attorno a me, un calore che sembrava voler risucchiare tutto. Non cercavo la velocità, ma la massima espansione: volevo che Matteo vedesse come la carne di sua moglie si tendesse fino quasi a lacerarsi per accogliermi.

Il climax non è stato uno scontro di forze, ma un crollo dei sensi. Ho posizionato il telefono sul pavimento, inquadrando dal basso, mentre sollevavo Silvia e la facevo cavalcare su di me. I suoi orgasmi arrivavano a ondate, contrazioni uterine che mi stringevano come una morsa, mentre lei gridava il nome di suo marito, un paradosso di fedeltà e tradimento consumato in diretta. Quando è scattato lo squirting, il getto ha colpito lo schermo del telefono, appannando l'immagine in un miscuglio di fluidi e calore. Ho concluso versandole il mio seme sulla schiena, scattando un’ultima foto macro: una mappa di bianco su pelle arrossata. Il silenzio che è seguito sul telefono di Matteo era il segno della sua definitiva resa. Silvia è rimasta immobile, lo sguardo fisso sul dispositivo spento, svuotata di tutto tranne che della scia lucida che le rigava il corpo.

POSTED 0 COMMENTS: