ERZÄHLUNG TITEL: La gelosia di un ciclo 
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ERZÄHLUNG

La gelosia di un ciclo

by BelMorone
Gesehen: 400 Mal Kommentare 9 Date: 18-08-2026 Sprache: Language

*I nomi usati sono di fantasia*
Il resto è tutto vero…


Marta aveva scelto il vestito con una cura che Andrea aveva notato senza commentare. Nero, semplice, aderente quanto bastava. Quando uscirono dall’ascensore dell’hotel, lei gli prese la mano.

«Se vuoi cambiare idea, dimmelo adesso.»

Andrea la guardò. «Non voglio.»

Era proprio quello a inquietarlo: non voleva.

Luca li aspettava al bar. Era affascinante senza ostentarlo, con quella sicurezza tranquilla che ad Andrea era sembrata immediatamente pericolosa. Quando Marta gli si avvicinò per salutarlo, Luca le posò una mano sulla schiena. Un gesto innocente, forse. Andrea sentì comunque una fitta di gelosia.

Marta se ne accorse.

E sorrise.

Durante il primo bicchiere parlarono tutti e tre. Durante il secondo, sempre meno. Andrea osservava soprattutto gli sguardi: quello di Luca che indugiava su Marta, quello di Marta che lo lasciava fare. Ogni tanto lei cercava gli occhi del marito, quasi a ricordargli che niente di ciò che stava accadendo era casuale.

Quando Luca le sfiorò le dita sul tavolo, Marta non ritrasse la mano.

Andrea sentì il cuore accelerare.

«Sei silenzioso», disse lei.

«Sto guardando.»

Marta inclinò appena il capo. «Lo so.»

Più tardi salirono nella suite. Le luci della città entravano dalle grandi finestre e disegnavano riflessi sul pavimento. Andrea rimase vicino alla porta mentre Marta si fermava davanti a Luca.

Per alcuni secondi nessuno fece nulla.

Era quell’attesa a essere insopportabile.

Poi Luca le accarezzò il viso e Marta chiuse gli occhi. Quando si baciarono, Andrea provò esattamente ciò che aveva temuto: gelosia, desiderio e una vulnerabilità quasi vertiginosa, tutte insieme.

Marta interruppe il bacio e guardò suo marito.

Non sembrava chiedergli il permesso. Quello glielo aveva già dato.

Sembrava chiedergli: Sei ancora con me?

Andrea annuì.

Allora lei sorrise, lentamente, e tornò verso Luca.

Andrea capì che la fantasia non consisteva davvero nel perderla. Consisteva nel sentirsi abbastanza sicuro da guardarla scegliere, provocarlo, spingersi fino al limite che avevano deciso insieme.

Marta si avvicinò ancora a Luca, ma continuò a tenere gli occhi su Andrea.

Ed era proprio quello sguardo, più di qualsiasi altra cosa, a rendergli impossibile distogliere il proprio.


Marta lasciò passare qualche secondo prima di muoversi. Sembrava sapere che l’attesa aveva su Andrea un effetto persino più forte di ciò che stava guardando.

Luca le sussurrò qualcosa all’orecchio.

Andrea non riuscì a sentirlo.

«Che cosa ti ha detto?» domandò.

Marta si voltò verso di lui. Aveva un sorriso diverso, più audace.

«Sei geloso?»

Andrea esitò. «Sì.»

Lei si staccò da Luca e attraversò la stanza fino a raggiungerlo. Gli mise le mani sul petto.

«Quanto?»

«Abbastanza da voler venire a prenderti.»

«Ma non lo fai.»

Andrea scosse lentamente la testa.

Marta gli sfiorò le labbra con le proprie, senza concedergli un vero bacio. «Perché?»

«Perché voglio vedere fin dove arrivi.»

La risposta sembrò sorprenderla. Poi nei suoi occhi comparve qualcosa di nuovo.

«Attento a quello che desideri.»

Tornò da Luca.

Questa volta fu lei a baciarlo.

Andrea rimase immobile, combattuto fra l’impulso di interromperli e quello, altrettanto potente, di non perdere nemmeno un istante. Avevano parlato di quella fantasia per mesi, sempre al sicuro nel territorio delle parole. Adesso ogni gesto la rendeva reale.

Luca la strinse a sé.

Marta lasciò che accadesse, poi guardò oltre la sua spalla.

Direttamente Andrea.

Quello sguardo era una provocazione deliberata.

Andrea serrò la mascella.

Lei sorrise.

«Non provocarlo troppo», mormorò Luca.

«Perché no?»

«Perché credo che gli piaccia.»

Marta continuò a fissare il marito. «Lo so.»

Quelle due parole colpirono Andrea più di quanto avrebbe immaginato.

Marta conosceva perfettamente il miscuglio che gli stava provocando: la gelosia, la competizione, il desiderio di essere sfidato. E sembrava intenzionata a giocare proprio su quel confine.

Si avvicinò di nuovo al marito e gli prese il viso tra le mani.

«Dimmi di fermarmi e mi fermo.»

Andrea la guardò negli occhi.

Avrebbe potuto farlo.

Invece le prese una mano e la baciò sul palmo.

«Continua.»

Marta rimase seria per un istante, assicurandosi che lo pensasse davvero.

Poi tornò a sorridere.

Fece qualche passo indietro senza lasciargli gli occhi, finché Luca non fu di nuovo dietro di lei.

«Allora guarda», disse.

E Andrea capì che quella notte la parte più intensa della loro fantasia non sarebbe stata ciò che Marta avrebbe fatto.

Sarebbe stato il fatto che lei avrebbe saputo, in ogni momento, che lui stava guardando.

Andrea non rispose subito.

Marta aveva capito che il gioco poteva diventare più intenso senza bisogno di correre. Era sufficiente rendere ogni gesto più deliberato.

Si avvicinò a Luca e gli sistemò lentamente il colletto della camicia. Poi gli passò le dita sul petto, senza smettere di guardare Andrea.

«Così?» chiese.

Andrea deglutì. «Peggio.»

«Peggio non sembra la parola giusta.»

Luca sorrise e le cinse la vita. Marta gli permise di attirarla contro di sé. La distanza fra loro scomparve e Andrea sentì quella vecchia fitta di gelosia tornare, più forte.

Questa volta non cercò di respingerla.

Marta baciò Luca sul collo.

Andrea fece istintivamente un passo avanti.

Lei se ne accorse e si fermò.

«No.»

Una sola parola.

Andrea rimase dov’era.

Marta gli rivolse un sorriso provocatorio, quasi soddisfatto di aver scoperto quanto potere avesse quel momento su di lui.

«Hai detto che volevi guardare.»

«Non ho detto che sarebbe stato facile.»

«Non deve esserlo.»

Luca le sussurrò qualcosa. Marta rise piano, poi gli passò le braccia attorno al collo e lo baciò di nuovo, più a lungo.

Andrea li osservava. Stavolta Marta non controllò immediatamente la sua reazione. Fu proprio questo a scuoterlo: per qualche istante sembrò completamente assorta nell’altro uomo.

Quando finalmente tornò a guardarlo, Andrea aveva lo sguardo acceso.

«Adesso sei geloso davvero», disse lei.

«Moltissimo.»

Marta si liberò lentamente dall’abbraccio di Luca e raggiunse il marito. Gli prese la mano e la portò alla propria vita.

«Eppure sei ancora qui.»

Andrea la strinse.

Per un attimo sembrò che il gioco fosse finito.

Poi Marta gli sussurrò all’orecchio:

«Non hai ancora visto niente.»

Si allontanò prima che lui potesse baciarla.

Andrea rise nervosamente. «Ti stai divertendo.»

«Da morire.»

«A stare con lui?»

Marta si fermò.

Quella domanda cambiò qualcosa nell’atmosfera.

Tornò davanti ad Andrea e gli sollevò il mento con due dita.

«A vedere te mentre cerchi di capire quanto riesci a sopportare.»

Andrea la fissò.

«E se scoprissi che riesco a sopportare molto più di quanto pensavi?»

Marta sorrise lentamente.

«Allora questa notte diventa molto interessante.»

Dietro di lei, Luca aspettava.

Marta fece un passo indietro.

Poi un altro.

E quando tornò fra le braccia dell’altro uomo, non distolse gli occhi da quelli di suo marito.

Questa volta fu Andrea a dirlo.

«Continua.»

«Continua.»

Marta rimase immobile per un istante, quasi volesse essere certa di aver sentito bene.

Poi il suo sorriso cambiò.

Luca le cinse nuovamente la vita e lei si lasciò attirare contro di lui. Andrea vide la mano dell’altro uomo scivolare lungo la sua schiena e fermarsi sui fianchi. Marta non fece nulla per impedirglielo.

Anzi, gli si avvicinò ancora.

Andrea sentì lo stomaco stringersi.

Marta lo conosceva abbastanza da capire immediatamente cosa stesse provando.

«Guardami», disse.

Andrea obbedì.

Lei baciò Luca lentamente, senza fretta. Questa volta non c’era più l’incertezza dei primi minuti. C’era intenzione.

Quando si separarono, Marta aveva il respiro più rapido.

Andrea se ne accorse.

E fu proprio quel dettaglio a colpirlo più di tutto.

«Ti piace», disse.

Non era una domanda.

Marta lo fissò da pochi metri di distanza.

«Vuoi davvero che ti risponda?»

Andrea annuì.

Lei lasciò passare qualche secondo.

«Sì.»

La gelosia arrivò immediata.

Andrea abbassò lo sguardo, poi tornò a fissarla.

Marta gli si avvicinò e gli prese il viso fra le mani.

«Era questo che volevi sapere, no? Non volevi che fingessi.»

«No.»

«Allora non fingere neanche tu.»

«Sono geloso.»

«Lo vedo.»

«E mi eccita esserlo.»

Marta sorrise.

Gli diede un bacio breve, quasi tenero, in netto contrasto con tutto il resto.

Poi gli sussurrò:

«Allora fidati di me.»

Si allontanò.

Luca le tese la mano.

Marta la prese.

Questa volta, però, invece di rimanere nella stanza, si diresse verso la porta della camera da letto.

Andrea la seguì con gli occhi.

Marta arrivò sulla soglia e si voltò.

Per la prima volta quella sera, Andrea non riuscì a capire se lo stesse invitando a seguirla oppure no.

«Marta…»

Lei appoggiò una mano allo stipite.

«Tu resti qui.»

Quelle parole gli tolsero il fiato.

«Era questo il gioco, Andrea.»

Luca entrò nella stanza.

Marta rimase sulla soglia ancora qualche secondo.

«Puoi fermarmi.»

Andrea la guardò.

Poi scosse la testa.

Marta sostenne il suo sguardo.

«Dillo.»

Andrea impiegò qualche secondo a trovare la voce.

«Vai.»

Lei sorrise.

Entrò nella camera e lasciò la porta socchiusa.

Andrea rimase solo nel salotto della suite, con il cuore che batteva troppo forte e quella sottile apertura davanti a sé.

Per qualche istante ci fu soltanto silenzio.

Poi sentì la risata soffocata di Marta provenire dalla stanza accanto.

E capì che la parte più difficile del gioco era appena cominciata.





EINGEFüGT 9 KOMMENTARE:
  • avatar coppiamaturarm Che sia vero o no,sembri piu il marito che l altro x cpme sei riuscito a interpretsre.i tormenti e il " gioco" nella coppia. Bravo

    19-08-2026 17:33:09

  • avatar cazzo83dotato Complimenti per la descrizione e le parole utilizzate

    19-08-2026 15:54:57

  • avatar joli4550 Si percepisce il fondamentale cordone ombelicale che deve esserci nella coppia con gioco cuck! Complimenti. Dai un'occhiata al nostro annuncio

    19-08-2026 14:14:03

  • avatar Dantebull Complimenti per sintassi e contenuto....

    19-08-2026 10:41:28

  • avatar Griffa Scritto benissimo gli ha fatto capire in cento modi che non voleva più,l'ha portata lui nel mondo,lei gli ha chiesto l'unica cosa che lui non poteva darle, fermarla....l'ha punito,se l'avesse fermata avrebbe avuto il modo per rinfacciarglielo tutta la vita

    19-08-2026 06:24:49

  • avatar Linguaquente Bellissimo

    19-08-2026 05:39:21

  • avatar Ramerino59 Intrigante, vero, ben scritto. Insomma un bel racconto, bravo!

    19-08-2026 01:24:11

  • avatar Ramerino59 Inserisci un commento:

    19-08-2026 01:12:37

  • avatar ziomax Bellissimo. Adesso però il resto

    18-08-2026 23:06:50