CINQUANTA SFUMATURE DI....MARRONI.....
Avendo poco tempo per leggere durante l’anno, di solito mi dedico a questo durante le ferie, divorando libri di ogni genere. Un anno mia moglie compro questi tre libruncoli sulle sfumature e mi invitò a leggerli perché sicuramente mi sarebbero piaciuti.
Uno lo leggo, il secondo fatico a finirlo il terzo non lo prende neanche in mano.
Hanno avuto un grandissimo successo, li ho visti in mano a molte signore che quasi li esibivano con un celato sorrisetto sulle labbra.
E leggendo le recensioni, la prima cosa che mi viene in mente è quanto sono costate queste ultime, perché ne parlano come una svolta epocale della narrativa.
Perché sicuramente stiamo parlando non di un bel libro, ma di una grossa e riuscitissima operazione di marketing.
Ma gli autori di topolino avrebbero fatto meglio sia come costruzione della storia che come lessico.
Monotoni, ripetitivi, scontati, banali, dove ti accorgi che la ricerca su internet di notizie varie in merito, ha fatto la parte da leone, persino il nome del protagonista è stato rubato da quello del famoso 9 settimane e mezzo, Mr.Grey, il nome di lei preso da un noto sito BDSM di qualche annetto fa.
Ma la cosa che balza più al’occhio è la diversità è la diversità con cui sono stati scritti, alcune incongruenze delle storie, errori, discrepanze che fanno pensare, ne sono convinto, che la furba giornalista ha usato dei ghost writer per gli altri due libri.
Come sono convinto in assoluto che se storielle del genere le avesse scritte uno sconosciuto e non una nota giornalista, non avrebbero avuto lo stesso successo e la stessa pressante campagna mediatica.
Non sono neanche da prendere come lettura leggera e divertente, in quanto la monotonia e la ripetizione a nausea di certe scene, con descrizioni semplicistiche e banali, la fanno da padrone, non riesce neppure per un momento a creare quel phatos, quella leggera angoscia, quella paura dell’ignoto che una situazione del genere dovrebbe provocare.
Eppure ne sono stati venduti milioni di copie, a fronte di una campagna televisiva esagerata e hanno fatto anche i film che sono anche peggio dei libri ma sono stati un successo commerciale senza precedenti.
Forse a molti sono piaciuti perché si parla di un tema “alla moda”, infatti dopo il film, abbiamo visto comparire sui vari siti nick name che richiamano direttamente la serie, tutti i padroni e master dell’ultima ora sfruttano la cazzata, che più banali non si può, noi che siamo un pochino più “scafati” sul tema, ci viene proprio un ghigno amaro sulla bocca.
Poi la protagonista che da imbranata cascatrice nel primo libro, diventi improvvisamente una spietata ed efficiente killer nel terzo libro, merita solo il pollice verso.
Giudizio finale: tavanata galattica!
Max
Uno lo leggo, il secondo fatico a finirlo il terzo non lo prende neanche in mano.
Hanno avuto un grandissimo successo, li ho visti in mano a molte signore che quasi li esibivano con un celato sorrisetto sulle labbra.
E leggendo le recensioni, la prima cosa che mi viene in mente è quanto sono costate queste ultime, perché ne parlano come una svolta epocale della narrativa.
Perché sicuramente stiamo parlando non di un bel libro, ma di una grossa e riuscitissima operazione di marketing.
Ma gli autori di topolino avrebbero fatto meglio sia come costruzione della storia che come lessico.
Monotoni, ripetitivi, scontati, banali, dove ti accorgi che la ricerca su internet di notizie varie in merito, ha fatto la parte da leone, persino il nome del protagonista è stato rubato da quello del famoso 9 settimane e mezzo, Mr.Grey, il nome di lei preso da un noto sito BDSM di qualche annetto fa.
Ma la cosa che balza più al’occhio è la diversità è la diversità con cui sono stati scritti, alcune incongruenze delle storie, errori, discrepanze che fanno pensare, ne sono convinto, che la furba giornalista ha usato dei ghost writer per gli altri due libri.
Come sono convinto in assoluto che se storielle del genere le avesse scritte uno sconosciuto e non una nota giornalista, non avrebbero avuto lo stesso successo e la stessa pressante campagna mediatica.
Non sono neanche da prendere come lettura leggera e divertente, in quanto la monotonia e la ripetizione a nausea di certe scene, con descrizioni semplicistiche e banali, la fanno da padrone, non riesce neppure per un momento a creare quel phatos, quella leggera angoscia, quella paura dell’ignoto che una situazione del genere dovrebbe provocare.
Eppure ne sono stati venduti milioni di copie, a fronte di una campagna televisiva esagerata e hanno fatto anche i film che sono anche peggio dei libri ma sono stati un successo commerciale senza precedenti.
Forse a molti sono piaciuti perché si parla di un tema “alla moda”, infatti dopo il film, abbiamo visto comparire sui vari siti nick name che richiamano direttamente la serie, tutti i padroni e master dell’ultima ora sfruttano la cazzata, che più banali non si può, noi che siamo un pochino più “scafati” sul tema, ci viene proprio un ghigno amaro sulla bocca.
Poi la protagonista che da imbranata cascatrice nel primo libro, diventi improvvisamente una spietata ed efficiente killer nel terzo libro, merita solo il pollice verso.
Giudizio finale: tavanata galattica!
Max
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