Attesa
by Mirror68Ombre e Desideri
Il fruscio della stoffa sulla pelle le fece trattenere il respiro. Paolo le sistemò la benda con un tocco lento, prolungato, quasi a voler imprimere nella sua mente il momento esatto in cui avrebbe ceduto il controllo.
«Così non puoi vedere, ma puoi sentire tutto più intensamente,» le sussurrò all’ orecchio, mentre con le dita le accarezzava la linea del collo.
Laura si morse il labbro. Era pronta.
Il materasso si mosse appena. Paolo era accanto a lei, ne percepiva il calore familiare.
Ma poi un rumore di porta, dei passi e infine un altro peso, un'altra presenza... un respiro sconosciuto, più profondo, trattenuto, carico di emozione e desiderio.
Era lui.
Lo sconosciuto.
Forse un uomo che l'aveva sempre guardata in silenzio, che l'aveva desiderata per anni, senza mai poterlo dire. Un conoscente? Un vecchio amico? Oppure qualcuno che aveva appena incontrato e scelto per lei, qualcuno di cui si fidava abbastanza da condividerla con lui?
E se fosse un uomo che aveva perso qualcosa? Un uomo lasciato dalla moglie, solo da troppo tempo?
Un brivido le percorse la schiena. Se Paolo lo aveva scelto, era perché lo meritava.
Quella notte sarebbe stata un dono per entrambi.
Laura si concentrò sul battito del cuore dell'altro, irregolare, eccitato quanto il suo.
Anche lui provava quella stessa tensione, quel piacere elettrizzante dell'ignoto.
Le dita sconosciute la sfiorarono, esitanti all'inizio, quasi timide.
Lei sorrise, voltando appena il viso verso quella presenza. Non aveva paura. Lo voleva.
Paolo le prese la mano, la strinse con forza. «Lasciati andare,» mormorò, il tono più dolce che mai.
E Laura lo fece.
Abbandonata alle mani di due uomini, uno familiare e devoto, l'altro sconosciuto ma assetato di lei, si senti più potente e desiderata che mai.
Il mistero, l'attesa, il piacere proibito... era tutto perfetto.
E Paolo, accanto a lei, sapeva di averle regalato qualcosa che avrebbero ricordato a lungo.
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