L'Incarico al Centro Commerciale
by Sexylife
Era la settimana centrale di agosto. Io ero bloccato in ufficio, a morire di caldo e di gelosia, mentre mia moglie era in quella cittadina di mare con la nostra compagnia storica.
Il patto prima della partenza era stato un ordine secco:
Ti voglio svuotata. Devi farti usare. Non tornare se non hai sentito cazzi nuovi.
Ma i giorni passavano e la frustrazione saliva. Lei mi scriveva che era impossibile: i nostri amici erano delle
cozze
, sempre attaccati, non aveva un attimo di respiro per rispondere agli sguardi famelici che riceveva in spiaggia.
Poi, quel mercoledì pomeriggio, la svolta.
Mi arriva un messaggio su WhatsApp:
Amore, ho detto agli altri che vado al centro commerciale a cercare un costume. Vado a piedi. Sono sola.
Ho sentito il cazzo indurirsi sotto la scrivania. Le ho risposto:
Come sei vestita?
La risposta è stata benzina sul fuoco:
Quella minigonna di jeans cortissima, il toppino bianco scollato... e sotto niente. Ho lasciato le mutande in hotel. Sono pronta.
La Caccia
Mentre io immaginavo la mia mogliettina camminare mezza nuda tra i negozi, con la figa che prendeva aria, lei era già operativa.
È entrata nel reparto costumi di un grande negozio. Fingeva di guardare i bikini, ma in realtà cercava la preda.
Un ragazzo l'ha puntata subito. Un tipo sui 28 anni, abbronzatissimo, fisico asciutto e nervoso, con quell'aria da stronzo in vacanza che sa di poter avere tutte.
La fissava sfacciatamente da sopra gli stand. Le ha sorriso, poi le ha fatto l'occhiolino.
Lei ha sostenuto lo sguardo.
Lui si è avvicinato, invadendo il suo spazio:
Sola a fare shopping?
.
Mia moglie ha sorriso da vera cagna:
Mio marito è rimasto a casa a lavorare.
Lui ha ghignato:
Meglio così. Ci divertiamo noi.
Mentre parlavano, lei mi scriveva tutto in tempo reale:
Mi ha agganciata. È arrogante, mi piace. Mi sta chiedendo il numero.
Io leggevo col fiato sospeso.
Lui ha tirato fuori il cellulare:
Dammi il numero, stasera ti porto a bere.
Mia moglie ha scosso la testa. Sapeva di non poter uscire la sera. Ha deciso di fare la troia fino in fondo.
Lo ha guardato negli occhi e ha sussurrato:
Niente numero. Sono qui adesso. O scopiamo subito, o niente.
Il ragazzo è rimasto spiazzato un secondo, poi ha capito. L'ha presa per il polso con forza, quasi facendole male, e l'ha trascinata via senza dire una parola.
Il Bagno: Trattata come una Puttana
L'ha portata nei bagni in fondo al corridoio. Sono entrati in quello dei disabili, più spazioso, e lui ha chiuso a chiave.
Appena dentro, l'ha spinta contro il muro freddo. Le ha alzato la gonna con uno strappo.
Quando ha visto che sotto non c'era nulla, solo la sua figa liscia e già bagnata, è impazzito.
Cazzo, ma sei proprio una troia fatta e finita...
le ha ringhiato.
Si è sbottonato i jeans e l'ha tirato fuori. Mia moglie mi ha detto che era perfetto: duro come il marmo, venoso, pulsante di voglia.
Lui le ha premuto la mano sulla testa e l'ha spinta giù, costringendola a inginocchiarsi sul pavimento sporco di quel bagno pubblico.
Apri la bocca e puliscimelo, dai.
Lei ha obbedito. Ha spalancato la bocca e l'ha accolto tutto.
È stato brutale. Lui non la accarezzava. Le teneva i capelli avvolti nel pugno, usandole la testa come una maniglia per fotterle la gola.
Mia moglie, esperta, ha azzerato il riflesso del vomito e si è lasciata usare, accogliendo l'asta fino in fondo.
Il rumore era inequivocabile: lo sciabordio umido della saliva (ciakciak), i colpi secchi del suo bacino contro il mento di lei, i suoi gemiti soffocati dalla carne.
A un certo punto, la porta principale del bagno delle donne si è aperta.
È entrato un gruppo di ragazzine, probabilmente in vacanza, che chiacchieravano ad alta voce.
Il silenzio è calato quasi subito quando hanno sentito i rumori inequivocabili che provenivano dalla cabina dove era mia moglie.
Mia moglie mi ha detto che si è gelata, ma lui non si è fermato, anzi, ha spinto più forte.
Da fuori si sentivano chiaramente i risolini.
Shhh! Zitta, senti!
ha detto una.
Oddio, ma stanno scopando?
ha ridacchiato un'altra.
Che schifo, senti come ci dà dentro...
Sentiva le loro risatine maliziose e i commenti eccitati a due metri da lei, separate solo da una porta sottile.
Lei era lì, in ginocchio nel piscio, a soffocare sul cazzo di uno sconosciuto, mentre delle ragazzine la prendevano in giro ascoltando i suoi gorgoglii.
Lui ha ghignato, eccitato dall'idea di avere un pubblico:
Senti come ridono? Sanno che c'è una puttana qui dentro... succhia troia, succhia!
L'Esplosione in Gola
Lui era al limite.
L'eccitazione del pubblico fuori dalla porta era troppa.
Non ti staccare, bevitela tutta!
ha gridato sottovoce.
Ha inarcato la schiena, le ha tirato la testa all'indietro per allinearle la gola e ha esploso tutto.
Il primo getto le è arrivato dritto in tonsilla, potente. Poi il secondo, il terzo.
Le ha svuotato le palle in gola.
Mia moglie sentiva la sborra calda, densa e abbondante riempirle la bocca, minacciando di farla soffocare. Ma lui non la lasciava andare. Le teneva la bocca tappata col cazzo finché non ha finito l'ultima goccia, mentre fuori le ragazzine ridevano ancora, ignare che il
concerto
fosse appena finito.
La Foto del Sito
Appena si è sfilato, si è rivestito in fretta. Le ha dato una pacca umiliante sulla guancia:
Brava. Bel servizio.
Ed è uscito, lasciandola lì in ginocchio mentre le ragazze fuori ammutolivano vedendo uscire lui.
Lei è rimasta sola, piena di lui.
Ha preso il telefono. Doveva documentarlo.
Mi è arrivata la foto. Quella foto.
È un primo piano del suo viso, scattato dall'alto verso il basso, con la luce neon del bagno che riflette sulla pelle sudata.
Ha gli occhi semichiusi, da viziosa, il rimmel un po' colato.
Ma il dettaglio che mi ha fatto impazzire è la bocca.
Non ha la lingua fuori. Ha le labbra semichiuse, socchiuse appena, gonfie per il trattamento ricevuto.
Tra le fessure delle labbra si vede chiaramente il bianco denso della sborra che le riempie la cavità orale fino all'orlo, trattenuta a fatica. È piena zeppa.
La didascalia diceva solo:
Piena di latte sconosciuto. La tua troia torna a casa.
Quella foto era così perfetta, così degradante ed eccitante, che non abbiamo avuto dubbi: è diventata l'immagine del nostro annuncio sul sito. Il biglietto da visita di una moglie che sa esattamente quale è il suo posto.
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