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ИСТОРИЯ

L'arrapato

by Iltuoamante
Посмотрели: 257 раз Комментарии 0 Date: 11-10-2026 Язык:Language

Complice il caldo, le belle e soleggiate giornate, la brezza marina o quel modo di vestire estivo, le mie giornate lavorative e non, passavano sempre col cazzo duro e in tiro. Avevo preso l'abitudine di prendere i bigliettini del locale e scriverci il mio numero sopra e lasciarli sotto al piatto delle turiste. Una sera come l'altra si presentano due donne australiane probabilmente sulla quarantina, le faccio accomodare su uno dei tavoli vista mare. La luna rifletteva su quel mare piatto e cristallino che illuminava il sorriso di una delle due, rendendolo magico e provocante. Lei bionda, una statura nella media, a vista una terza di seno, un fondoschiena sporgente da cui sporgevano due gambe toniche e sode come il culetto che avrei conosciuto poco dopo. Ormai il mio corpo era lì ma la mia mente già tra le sue gambe per assaporare quel profumo nuovo e inebriante, anche gli antipasti di mare non mi davano manforte, portandomi ad immaginare i nostri organi genitali. Con il mio inglese prettamente lavorativo ma simpatico e percependo che c'erano dei ragazzi che ci provavano, completamente eccitato le dissi che quella sera sarei stato il suo ballerino perché l'avrei portata a ballare! Tra lo stupore, l'imbarazzo e lo sgomento dei colleghi e della sua amica vestita copertissima per essere in piena estate,sempre composta a tavola, la donna mi guardò dalla testa ai piedi soffermandosi sul cazzo e con un sorriso di chi già sapeva come sarebbe finita, mi disse che sarebbe passata prendermi a fine turno. Notte ormai inoltrata, io super eccitato che corro avanti e indietro per finire al più presto, sento dei colleghi esclamare, ma chi è quella troia? Mi volto e vedo lei una Troia ,vestita con una maglietta ricamata bianca e una gonnellina che una minigonna al confronto sarebbe una gonna al ginocchio, due tacchi altissimi che tenevano le sue gambe in tensione mettendo quel suo culo ancora più in mostra. Fatale furono quelle scale infinite dove ogni passo accompagnato dal rumore di quei tacchi si infrangeva nel silenzio, attirando l' attenzione e regalando l'emozione di vedere quel culo che era suggestivo come quella luna piena, che non esitai a stringere con un sorriso da

ebete

mentre lei sorrideva e parlava anche se io capivo e vedevo una sola cosa. Passammo la notte in una discoteca del posto dove tra drink balli sfrenati e tanti ragazzi che ci provavano, l' eccitazione non ebbe più limiti, tra baci roventi dove le nostre lingue si intrecciavano e si scambiavano la nostra saliva,le nostre mani ormai irrefrenabili si toccavano e si prendevano a vicenda , lei si gira strofinando il culo quasi nudo per quella gonnellina, sul mio cazzo duro che si vedeva e sentiva anche nel pantalone. Mi prese per mano e con uno sguardo e un sorriso da Troia mi fece cenno di uscire , non riuscimmo ad attraversare neanche la spiaggia centrale, che me la ritrovai a pecora senza parlare che aspettava il mio cazzo tra gli sguardi di qualche raro passante dato l'orario, fu così che sotto quella magica luna, la scopai con tutta la mia foga. Ogni colpo sempre più forte , la testa si conficcava quasi nella sabbia tra gemiti di piacere sempre più forti e intensi fin quando non sborrai rilasciando tutto il mio piacere sia dentro che fuori di lei. Pensando che non l'avrei mai più rivista, ci salutammo con un semplice ma ancora eccitato sorriso, anche perché scopammo alla grande ma non ci capivamo.
Il giorno dopo io ancora con quel sorriso da

ebete

soddisfatto in ritorno per il giorno di riposo, sul traghetto stracolmo di turisti e non, alla visita delle nostre bellezze naturali, il mio sguardo si incrocia con quello della troia di quella notte , sempre insieme a quell' amica composta e sgomenta. I nostri sguardi diventano più intensi, anche lontani sembrava di poterla toccare e scopare, mi fece un sorriso stupendo e un cenno con la testa per seguirla, passammo tra i passeggeri increduli, chiedendo alle persone di spostarsi per vederci poi entrare nel bagno. Un bacio passionale che fece scomparire all' istante quel bellissimo profumo di un bagno di un traghetto stracolmo e in alta stagione. Confermandosi una grandissima Troia, non perse tempo in convenevoli o preliminari, mi bagnò solo il cazzo pronunciandosi in un' inizio di un pompino e subito me la ritrovai a gambe aperte tra la tazza del wc appoggiata con le mani contro il muro, dopo essersi alzata il vestitino sporgendo il suo culo e allargando le gambe di più per aprirmi la vista alla sua figa, il mio cazzo già durissimo bagnato dalla sua lingua che aveva giocato con il mio glande rosa e lucido prima che lo divorasse nella sua bocca famelica cospargendolo di saliva, per poi sentirlo entrare nella figa dolcemente e scivolare sempre più dentro e giuro che non c'era bisogno neanche di sbatterla con forza perché le onde e il movimento del traghetto mi sbattevano loro nella sua figa sempre più violentemente, fin quando non sentii un getto prepotente colare sulla tavola del water con la stessa forza con cui quel getto spinse anche il mio cazzo fuori. Lei più che in balia del mal di mare era in completa balia del cazzo, che subito se lo ficcò in bocca prendendolo tutto fino a farselo arrivare in gola, così l' afferrai per la testa tenendola stretta con la fronte contro la mia pancia il mio cazzo fino in gola e iniziai a spingere sempre di più come se stessi scopando la sua figa ma in realtà le stavo scopando la bocca, lasciandomi andare ad una copiosa sborrata non preannunciata, che iniziò a colare ai lati della sua bocca perché aveva ancora il mio cazzo dentro, facendola tossire e venire quasi quel conito di vomito che in questi casi è la migliore riconoscenza e gratificazione al lavoro svolto.

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