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STORY

La nascita della Queen (inconsapevole)

by queenofgang1
Viewed: 135 times Comments 2 Date: 07-10-2026 Language: Language

PREMESSA

Prendete questi racconti come volete, che siano reali, di fantasia o al 50 e 50, romanzati esaltandone i dettagli o ridimensionandone il contenuto. Non sarò io a rovinarvi la fantasia, quindi immaginate ciò che più vi intriga…

La nascita della Queen
A 18 anni iniziai come cameriera in un noto ristorante della mia città. Ero timida e timorosa, ma con tanta voglia di mettermi in gioco. Avevo appena chiuso la storia con il mio primo amore (un ex narcisista, geloso e possessivo), quindi mi dividevo tra depressione ed euforia. Vedendomi triste, lo chef mi propose – o meglio, ordinò – di aiutarlo in cucina per un po'. Accettai volentieri: mi piaceva stargli vicino e imparare il mestiere. Non so come sia successo, forse per la sua maturità o per la sua parlantina, ma iniziai a confidarmi. Gli dissi che avevo paura di iniziare una nuova relazione fatta di privazioni, ma che temevo anche la solitudine. Gli confessai anche che, fino ad allora, non ero mai stata a letto con nessun altro. In quel momento notai un bagliore nei suoi occhi, a cui sul momento non diedi peso, ma che compresi solo col senno di poi.
Un giorno, mentre pulivo la cucina durante una delle nostre solite chiacchierate, esordì dicendo:

Hai una Ferrari e la tieni parcheggiata in garage? Mica è un cimelio! Sei giovane, devi divertirti

. Man mano le nostre conversazioni si fecero più intime: lui ribadiva che non avevo un

contachilometri

in mezzo alle gambe e che fino a quel momento, evidentemente, non avevo mai provato la vera passione “essere scopata come una puttana”mi diceva …Le sue parole erano una provocazione continua che mi eccitava la mente, un'istigazione puramente sessuale. Nel modo in cui mi stuzzicava i pensieri c’era il fascino del proibito: quell'uomo mi incuriosiva, soprattutto per il suo essere sfacciatamente “porco” senza nascondersi.
E quel brivido, alla fine, arrivò. Un giorno ero china sul lavandino a lavare i piatti, quando lui mi arrivò da dietro. Si chinò bloccandomi la gamba e spostandola per aprirsi un varco, dicendo:

Non spostarti, devo solo prendere una pentola sotto il lavello

. In quel movimento passò la mano sui miei leggings, toccandomi in mezzo alle gambe. Quel tocco provocò in me una scarica improvvisa di adrenalina ed eccitazione, una tempesta di sensazioni che mi fece bagnare all’istante. Lui se ne accorse subito ed esordì dicendo: “Ti bagni facile”.
Divenne ancora più audace la seconda volta: infilò le mani direttamente dentro i miei leggings e iniziò a masturbarmi. Io lo lasciavo fare perché lo volevo, ma restavo in silenzio, trattenendo i gemiti per non farmi sentire dai colleghi fuori. Più del contatto fisico, era la mente a essere completamente intrigata. Non erano tanto le sue dita a eccitarmi, quanto il brivido del proibito: la paura costante di essere scoperti da sua moglie, dai figli o dallo staff, l'adrenalina di una vera e propria tresca con il capo. Mi metteva a gambe aperte sui tavoli della cucina e mi leccava per ore. All'epoca non capivo che la mia mente era già andata oltre il piacere fisico, spingendo il mio corpo a pretendere di più. Da lì in poi iniziai a frequentare vari coetanei come scopamici: mi appagavano fisicamente, ma mi lasciavano insoddisfatta perché mancava quel brivido mentale. Riuscivo a ritrovarlo solo in situazioni altrettanto rischiose, come quando scopavo nei bagni delle discoteche o sui cofani delle macchine fuori dai locali, mentre la gente passava a pochi metri.

La caccia al brivido era appena cominciata… (continua)

POSTED 2 COMMENTS:
  • avatar Macho è quel brivido che cresce quando cè l'improbabile incontro che. viviamo anche per un tempo breve

    09-10-2026 07:50:06

  • avatar SheandI Alla ricerca di emozioni che ci fanno dare un senso alla vita... e ci fanno sentire ed essere liberi.

    09-10-2026 06:31:31