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STORY

L’ovile

by toretrattore
Viewed: 118 times Comments 0 Date: 19-05-2026 Language: Language

La tempesta nel Supramonte costrinse Marco ed Elena a rifugiarsi in un isolato ovile sardo. All'interno, tra mura di pietra e travi di ginepro, il calore del fuoco illuminava tre pastori: uomini rudi, bruciati dal sole e segnati dalla solitudine della montagna. I tre squadrarono subito la coppia di città.
Elena, con i vestiti umidi aderenti alle curve, si sedette vicino al focolare. Marco si sistemò in un angolo nell'ombra. Non era spaventato; al contrario, sentire gli sguardi pesanti dei tre pastori su sua moglie gli fece battere il cuore a mille. Era un cuckold, e quel contesto primordiale era il suo scenario perfetto.
La sottomissione
Il vino rosso, forte e aspro, sciolse subito le inibizioni. Elena, leggendo l'eccitazione e l'assenso negli occhi del marito, provocò il gruppo arcuando la schiena. Il pastore più anziano le si fece vicino.
Con dita callose e decise, le sfilò il top bagnato. Elena rimase in reggiseno, i capezzoli turgidi per l'eccitazione. Dall'ombra, Marco trattenne il respiro, con la mano già sul proprio sesso eretto nei pantaloni.
Il più giovane dei tre la spinse dolcemente sul tavolo di legno grezzo dell'ovile. «Guarda il tuo uomo», sussurrò in dialetto, «guarda come gli piace.» Elena cercò lo sguardo di Marco, vedendolo tremare per il desiderio perverso di vederla esposta a quegli sguardi affamati.
Il possesso
La spogliarono del tutto, facendola mettere a carponi sul tavolo, rivolta proprio verso Marco. Il secondo pastore, un gigante, si inginocchiò davanti bagnandola con la lingua, mentre il giovane le offrì il suo sesso eretto, che lei accolse in bocca con un gemito.
L'azione divenne frenetica. L'anziano la possedette da dietro con spinte potenti e regolari che facevano scricchiolare il legno. Elena gridava di piacere, lo sguardo fisso in quello del marito. Ogni colpo dei pastori era un brivido che trafiggeva Marco, il quale si masturbava ormai apertamente nell'oscurità, estasiato dal vedere la propria donna presa da quei maschi dominanti.
«Guarda bene come ti usiamo la femmina, cittadino», grugnì il gigante, godendosi lo spettacolo della donna sottomessa.
Il culmine
Il ritmo nell'ovile divenne insostenibile. Con un ultimo affondo simultaneo, i tre pastori raggiunsero l'acme: l'anziano si svuotò dentro di lei, mentre gli altri due le bagnarono il viso e il corpo caldo.
Elena cacciò un urlo estatico e, nello stesso istante, guardandola coperta del seme di quegli uomini della terra, Marco venne violentemente, sporcando il pavimento di terra battuta, completamente appagato nel suo ruolo di spettatore.

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