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STORY

Solo per me, il rito della resa all'ombra di Elena

by Cuck1988
Viewed: 159 times Comments 1 Date: 10-02-2026 Language: Language

Tempo di lettura: 4:15 Min.
​Personaggi
​Elena:
Sperimenta una forma di erotismo egocentrico. Il titolo

Solo per me

chiarisce che il suo piacere non è più mediato dall'atto sessuale condiviso, ma dalla propria autoerotizzazione davanti a uno spettatore impotente.
​Valerio:
Per un uomo abituato alla disciplina militare, la sottomissione è un paradosso. La gabbia di castità rappresenta la negazione fisica della sua mascolinità

guerriera

, costringendolo a trovare il piacere solo attraverso la mente e l'obbedienza.
​Capitolo 1: Il Tempio di Mistress Elena
​L'atmosfera nella taverna della villetta è radicalmente mutata. Quello che una volta era un ambiente rustico e conviviale, ora vibra di una tensione elettrica e proibita, trasformato dal tocco esperto di Elena nella sua Stanza del Piacere.
Le luci sono soffuse, regolate per esaltare i contrasti e le ombre che danzano sulle pareti. Al centro di questo regno privato domina lei, Mistress Elena, una visione di potere e seduzione oscura.
​Elena indossa una catsuit a rete che avvolge il suo corpo come una ragnatela magnetica. La trama sottile del tessuto non nasconde nulla, ma incornicia ogni sua forma, creando un gioco di

vedononvedo

che sfida lo sguardo di Valerio a restare fisso, pur sapendo che ogni battito di ciglia è un privilegio concesso.
​Ai piedi, Elena calza degli zoccoli in legno con tacco 15 cm. Ogni suo passo sul pavimento produce un rintocco secco, un clack autoritario che scandisce il tempo della sottomissione di Valerio. La fascia nera in pelle che blocca il collo del piede brilla sotto le luci soffuse, accentuando l'inarcamento estremo delle sue caviglie.
Valerio, nel suo ruolo di slave, è ai suoi piedi. La prospettiva dal basso rende la figura di Elena ancora più imponente: svettante sui tacchi altissimi, appare come una dea d'ebano e legno, pronta a tessere la trama della serata.

Guarda bene questo spazio, Valerio,

sussurra Elena, mentre il rumore degli zoccoli si arresta a pochi centimetri dal suo viso.

Non è più una taverna. Qui, la tua unica realtà è il mio piacere.


​Capitolo 2: La Negazione del Controllo
​Il contrasto tra l’aspettativa di Valerio e la realtà imposta da Elena diventa il fulcro di questa scena. Mentre lui sogna il possesso, lei stabilisce i confini della sua negazione.
​L'Umiliazione del Desiderio
Elena svetta su di lui, le gambe rese infinite dai 15 centimetri di legno e la rete della catsuit che sembra vibrare a ogni suo respiro. Con un cenno imperioso del mento, impartisce il primo comando.

Leccali. Ogni venatura del legno, ogni centimetro di pelle. Voglio sentire la tua devozione sui miei piedi.


​Mentre esegue, il respiro di Valerio si fa pesante. Nella sua mente scorre il solito copione: è convinto che questo sia solo il preludio, un gioco eccitante che culminerà nel possesso del corpo di Elena. È convinto di avere il controllo del finale.
Proprio quando l'eccitazione di Valerio raggiunge il picco, Elena interrompe il contatto. Con un movimento fluido e gelido, tira fuori l'oggetto che cambierà le regole del gioco: una gabbia di castità.
​Senza ammettere repliche, Elena lo costringe all'immobilità e serra il congegno. Il metallo freddo scatta con un rumore definitivo. La spinta di Valerio viene soffocata, compressa, imprigionata. Non ci sarà nessuna scarica per lui; solo una tensione costante e frustrante.

Pensavi davvero che questa serata sarebbe finita come volevi tu?

sussurra lei, sfiorandogli la guancia con un sorriso beffardo.

Stasera, il piacere ha una sola direzione. La mia.


​Capitolo 3: Spettatore dell'Estasi
​Elena si siede su una poltrona al centro della stanza, allargando leggermente le gambe. La catsuit a rete offre un accesso diretto e crudele alla sua intimità. Sotto lo sguardo sbarrato e impotente di Valerio, lei inizia a toccarsi.
Le sue dita si muovono con ritmo esperto, esplorando se stessa con una lentezza calcolata per tormentarlo. Valerio è costretto a guardare, a pochi centimetri da lei, mentre il corpo di Elena sussulta e si inarca per un piacere che lui non può né toccare né condividere.
​Con un movimento fluido, Elena estrae un plug anale in acciaio lucido, che brilla sinistro sotto le luci soffuse. Valerio sgrana gli occhi: non l'aveva mai vista fare una cosa del genere. È un territorio nuovo che lo destabilizza completamente. Elena lo inserisce con una lentezza studiata, mantenendo lo sguardo fisso in quello di Valerio. Inizia a masturbarsi con una mano, mentre l'altra lavora sul plug, stimolando la propria zona anale con una spregiudicatezza che lo manda in corto circuito.
​Per Valerio è troppo. Cerca di accorciare le distanze, i suoi muscoli si tendono, le mani cercano freneticamente di afferrare le gambe di Elena. Mugola, cerca di chiederle con lo sguardo di liberarlo, convinto che la propria foga possa convincerla a cedere.
Non c'è traccia di cedimento nei suoi occhi. Mentre continua la sua stimolazione, Elena solleva un piede e, con la base pesante dello zoccolo, lo respinge con forza contro il petto, inchiodandolo a terra.
​La Negazione Assoluta

Stai fermo,

sibila lei, con la voce incrinata dal respiro affannoso ma carica di autorità.

Non hai ancora capito? Il fatto che io stia godendo davanti a te non è un invito. È la tua condanna. Tu non sei il protagonista, Valerio. Sei solo l'arredamento che mi guarda mentre raggiungo l'estasi.


​Capitolo 4: L'Atto di Resa
​Il culmine della tensione esplode in un momento imprevedibile. Elena si inarca, il corpo teso nella catsuit mentre il piacere la attraversa, strappandole un gemito soffocato. Dopo qualche istante di silenzio, si ricompone; i suoi occhi brillano di una luce nuova.
Si china su Valerio, ancora inchiodato al suolo. La sua voce non è più tagliente, ma bassa e magnetica.

Hai lottato tutto il tempo contro quel metallo, Valerio. Ora smetti di lottare. Voglio che ti arrendi così profondamente da lasciare che il tuo corpo risponda solo al suono della mia voce. Voglio che raggiungi l'apice lì dentro, ora, senza che nessuna mano ti sfiori. Solo con la mente. Solo per me.


​Valerio la guarda incredulo. Sembra un ordine impossibile. Ma l'intensità dello sguardo di Elena crea un corto circuito. Lui chiude gli occhi, concentrandosi solo sul calore di lei, sul ricordo del plug, sul rumore dei suoi zoccoli.
​Il Miracolo della Sottomissione
Contro ogni logica fisiologica, la tensione accumulata rompe gli argini. Valerio sussulta e, con un gemito strozzato, cede. Incredibilmente, la gabbia non è più un ostacolo, ma il contenitore di un rilascio mentale e fisico totale.
Restano immobili, avvolti dallo stupore. Il silenzio è rotto solo dai respiri affannati. Elena si scosta una ciocca di capelli, sinceramente colpita dalla devozione assoluta del suo uomo.
​L'atmosfera cambia istantaneamente. La Mistress svanisce, lasciando il posto a Elena. Con gesti lenti e inaspettatamente dolci, libera Valerio dalla gabbia. Lo pulisce con delicatezza, mormorandogli parole di elogio per il

bravo ragazzo

che è stato.
Valerio, svuotato eppure colmo di una strana pace, ritrova le forze. Si alza e, nonostante l'altezza di lei sui tacchi, la solleva tra le braccia. Lei abbandona la testa sulla sua spalla. Mentre le luci si spengono, Valerio la porta su per le scale verso la camera da letto. La battaglia è finita; rimane solo il riposo di chi si è dato tutto

POSTED 1 COMMENTS:
  • avatar Monello70 quando fai "copiaincolla" , cerca almeno di TAGLIARE le parti inutili!

    10-02-2026 22:02:14