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STORY

Una serata particolare 2

by Piere
Viewed: 189 times Comments 0 Date: 24-01-2026 Language: Language

La siedo sul tavolo del soggiorno mettendole le manette, cominciò ad arrotolare la corda alla base di un seno stringendo, diventa una palla gonfia, passo all' altro ripetendo la cosa, i seni diventano rossi poi viola e le areole si allargano, con la corda rimanente lego la sue caviglie alle gambe del tavolo. Lei mi dice: mi scoppiano le tette ma continua, le stendo il Busto sul tavolo portandole le braccia sopra la testa, è completamente bloccata. Le dico: se vuoi mi fermo, lei risponde: no continua ti prego, prendo la candela e comincio a far colare la cera calda sui suoi capezzoli, alle prime gocce urla e due lacrime scendono sul suo viso,mi fermo e lei: vai avanti questo dolore mi da alla testa...continua ti prego, colo gocce ancora sul seno, sulle ascelle scendo sull' addome e poi arrivo alla sua fica, un nuovo urlo e nuove lacrime, le gocce cadono prima sul monte di venere poi sulle grandi labbra e le ultime sul clitoride e le piccole labbra, la osservo, un rivolo di umori sgorga dalla sua fica, ansima mugula sussurrando: mi stai facendo godere con il dolore. A quel punto inizio a leccarla, si dimena mi chiede di liberarla vuole essere parte attiva ma io sadicamente le dico: non ho finito. Prendo le clip metalliche e ne posiziono una per capezzolo, nuovi urli, stringono parecchio, tette e capezzoli diventano paonazzi.
Prendo altre 2 clip e le posiziono sulle piccole labbra, altre lacrime, mi fermo? E lei: no continua, cerco uno spago e ne taglio 2 spezzoni li lego al collo di 2 bottiglie e poi alle levette delle clip lasciando dondolare le 2 bottiglie nel vuoto, le piccole labbra si allungano e diventano scurissime, passo qualche minuto ad osservarla, il suo corpo e scosso da tremiti ansima e puntando sulle spalle e sulle caviglie legate alle gambe muove il bacino cercando di simulare un a plesso, a quel punto penso che possa bastare e la libero.
Tolgo le manette, sciolgo le corde e levo le clip, si rimette in piedi barcollando sui tacchi, i suoi seni sono striati dalle corde, il corpo è cosparso di lievi bruciature dove è caduta la cera e le piccole labbra sono rossomarrone scuro lunghe almeno 3 cm più del solito, mi avvicinò ed iniziò a leccarla sui segni lasciati, apprezza ma mi dice: mi brucia!! Mi ricordo di aver visto in bagno un vecchia flacone di olio per il corpo e lo vado a prendere, cominciò a massaggiare sul seno,sul corpo, sulla inguine, chiedo se va meglio e lei: continua per favore. Mi accorgo che per lei il massaggio sta diventando piacevole, i capezzoli sono ritti e grossi, è completamente unta d' olio, mi spinge sul divano e prende il flacone dell' olio, me lo versa sul petto e sul cazzo massagiandomi. Si mette a cavalcioni su di me e si punta il cazzo sulla fica, entra senza nessuna resistenza complice l' olio.
Comincia una lunga cavalcata cambiando spesso il ritmo e ogni tanto si lascia cadere di peso imparando co violenza, mi parla dicendomi che non avrebbe mai creduto di poter godere provando dolore, che la cosa era mentale, che le piaceva essere posseduta e schiava, dopo un buon 20 minuti veniamo entrambi e ci abbandonammo una sull' altro abbracciati.
Quando ci alzammo la sborra che aveva in fica colò tutta sul pavimento e lei si inginocchiò e prese a leccarla tutta poi mi baciò i piedi, si alzò e mi baciò sulla bocca dicendomi: questa sera tua serva fino alla fine ma una volta vorrei invertire i ruoli, io risposi: vedremo.
Alla prossima serata

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