SALVIAMO LA COPPIA CHE SCOPPIA
by oiboStoria vera, un po' ingrandita per farla un po' interessante.
Paolo e Giulia sono miei amici di vecchia data, sono sposati da dieci anni e non hanno figli per scelta. Con Paolo, sin da quando eravamo ragazzini, si stava sempre sui motorini a organizzare uscite con qualche ragazzetta. Oggi, a 35 anni, è pressappoco la stessa cosa: lui ha Giulia, io spesso sono solo, ma ogni tanto mi porto un'amica. Giulia ha la capacità di socializzare in due minuti con le persone e di farsi raccontare la loro vita. È molto socievole, ha un viso solare che dà sicurezza, è alta 165 cm, pesa 48 kg ed è una terza di seno. Da ragazzi era la più corteggiata del gruppo. Paolo è super sportivo, ha giocato in serie C, ma ha dovuto smettere a causa di un incidente alla gamba. Sono una coppia affiatata, ero come un fratello per loro, mancava solo che Giulia da sotto la doccia mi chiamasse per insaponarle la schiena.
Se si decideva di trascorrere una giornata al mare, appena arrivava, si metteva subito in topless e io la prendevo in giro con la solita battuta:
Ma per vedere se hai il costume che ci tocca allargarti le chiappe?
. Lei, ridendo, ci faceva una sgrullatina di culo.
Se invece si era in gruppo con altri conoscenti, il pezzo di sopra lo teneva.
Quando mi invitavano a casa loro, la trovavo sempre in desabigliè; io ero come un soprammobile.
Ma quella volta al mare, Paolo mi disse che... a voce tremante ... dovevo aiutarlo a scopare Giulia.
Rimasi basito e gli chiesi se avesse qualche problema.
«Ma è tutto a posto?», chiesi. «Ma volete fare una cosa a quattro, un triangolo? È che a Giulia una non basta più e reggere quel ritmo mattina e sera per me è impossibile. Non riesco a fargli raggiungere un paio di orgasmi.
Oggi ne è convinta. Anzi, ancora di più dopo che Giulia ha parlato con la ragazza che hai portato in gita l'ultima volta. Dopo che ha fatto l'amore con te, lei si sente appagata, Giulia no. Dovrai corteggiarla e diventare il suo amante, non vorrei che ci fossero degli estranei di mezzo.
Paolo, ascoltami. Me la farei anche ora, qui, ma c'è troppa amicizia tra noi
. E calò il silenzio.
Il pomeriggio tornammo a casa e, prima di salutarci, mi disse a mezza voce:
Rischio di perderla
. Sparii per una ventina di giorni: cercavano di contattarmi, ma lasciavo squillare il telefono senza rispondere, e se citofonavano a casa, vedevo dal video chi era e non rispondevo. Mi chiamò qualche volta anche Giulia, ma non risposi. Dopo qualche giorno, mi chiamò Agata, l'amica che gli avevo presentato e che spesso veniva con noi nelle escursioni in moto. Non mi disse nulla, ma voleva vedermi per una pizza. Spesso io invitavo lei e lei invitava me, ma era una scusa per fare sesso. Così, anche quella sera finimmo a letto e, nel mezzo del rapporto, Agata mi gelò:
Perché non vuoi scopare con Giulia?
Uscii da lei e rimasi in ginocchio sul letto, muto, per qualche minuto. Agata rideva. Mi disse:
Ma mica ti ho chiesto di sposarmi! Le chiesi….Con chi hai parlato? Non ti preoccupare, lei non sa nulla. Ho incontrato Paolo e abbiamo parlato
.
Prendendomi il cazzo in mano e sgrullandolo, gli faccio vedere che avevo perso l'erezione, le dissi:
Ecco il perché
. Agata rise, ma dai, smettila, vedrai che te lo farà diventare duro.
Non facemmo l'amore, finì lì. Agata capì e, rivestendosi, andò via dandomi un bacio sulla guancia e dicendo:
Pensaci
.
Dopo due giorni rincontrai Agata. L'avevo invitata io per un caffè al volo, volevo avere dei chiarimenti, visto che lei aveva parlato molto sia con Giulia che con Paolo.
Agata mi riconfermò che Giulia non sapeva nulla. Con lei aveva parlato quel giorno al mare dei rapporti che aveva e che erano insoddisfacenti. Dopo due ore aveva di nuovo voglia, mentre lui si sentiva spremuto come un limone.
Gli risposi subito a tono:
Insegna a Paolo a scopare
.
Agata ci fece una risatina e mi disse:
Sai quanto la ama, non la tradirebbe mai, anche se sarà una lezione
.
Chiamai Paolo e ci facemmo un altro caffè con Agata. Agata mi raccontò come Giulia veniva scopata: a Paolo non piaceva leccare la fica e non sopportava i bocchini; diceva che solo le puttane li fanno. La questione era grave, così salutai tutti e me ne andai.
Passò un'altra settimana e li contattai per organizzare una giornata al mare. Andammo a Sperlonga, alla spiaggia dei Cento Scalini, e ci rimanemmo tutto il giorno, fino al tardo pomeriggio, mangiando al chioschetto una bella insalatona mista. Quel giorno ci andammo in auto. Le ragazze erano solari, forse anche troppo, secondo me. Verso le 17 decidemmo di rientrare: guidavo io, con Agata al mio fianco e Paolo e Giulia dietro. Agata ha l'abitudine di starmi letteralmente addosso quando guido, e a me piace. Mi sussurra qualcosa all'orecchio che non capisco, le dico che non ho capito e lei, alzando un po' la voce per farsi sentire anche dagli altri, ripete: «E se facessimo una cosa a quattro?»
Da dietro si sente una chiassosa risata di Giulia. «Ma che ti viene in mente?» dice Paolo. Io rimango basito. Agata sale in cattedra:
Siamo tutti insoddisfatti e non voglio morire da insoddisfatta. Secondo me, senza cercare fuori e andare incontro a tante cose, preferisco tra noi
.
Giulia scoppiò di nuovo a ridere, immaginando di giocare con il mio cazzo, mentre gli altri rimasero in silenzio.
Arrivati sotto casa, c'era la prova del nove:
Tutti da me o da te?
Ognuno a casa sua
fu la risposta di Giulia.
Dopo due giorni, mi chiamò Paolo:
Parlando con Giulia, abbiamo preso una decisione. Chiamiamo Agata e ci vediamo qui sabato
.
Quel sabato arrivò presto. Io dovevo solo presentarmi a casa di Paolo alle 19:30.
Una volta arrivato, trovai tutti e tre. Agata, nel salutarmi, mi fece l'occhiolino, mentre il saluto di Giulia fu molto caloroso. Subito dopo, suonarono il campanello: erano arrivate le pizze e le birre, tutto era stato organizzato alla perfezione.
Birra, vino e un po' di rum rendevano la serata ancora più...frizzante. Mentre io e Giulia eravamo in cucina a finire i nostri bicchieri, Paolo era sul divano a limonare con Agata. Giulia ogni tanto buttava l'occhio e sentimmo Agata dire:
Se dici che sono una puttana perché mi piace fare i bocchini, te lo mordo
. Giulia scoppiò a ridere. La presi tra le braccia e la baciai.
Ma che fai?
disse. Si sentiva ridicola con me. Poi, trovandoselo in mano, continuava a ridere.
E mo' che ci facciamo con questo?
La sollevai leggermente facendola sedere e poi sdraiare sul tavolo, le alzai la gonna, le spostai gli slip e iniziai a leccarla. Smise subito di ridere e, allungando una mano sulla mia testa, mi premeva su di lei. Era la sua prima leccata di fica. Agata smise di fare il bocchino a Giulio, sentendo come godeva Giulia. Si mise seduta sul divano, invitando Paolo a inginocchiarsi davanti a lei e a fare altrettanto. Iniziò in modo titubante, ma poi ci prese gusto. Godette anche Agata. Preso per mano Paolo, si avvicinarono al tavolo della cucina. Tenendo il cazzo di Paolo in mano, lo diresse in bocca a Giulia. Io, nel frattempo, smisi di leccarla. Dopo una lieve ciucciatina di Agata, iniziai a scopare Giulia. Godeva di continuo. Non aveva mai preso due cazzi insieme ed era bellissimo. Dopo un altro suo orgasmo, uscì da lei e con Agata mi andai a sedere sul divano. Paolo iniziò a fare sesso selvaggiamente con Giulia, che godette di nuovo. Intanto Agata aveva iniziato a cavalcarmi, portandomi all'orgasmo. Poi Agata fece cenno a Paolo e Giulia di unirsi a noi sul divano e di imitarla. Agata lucidava la cappella di Paolo, mentre Giulia, che aveva smesso da tempo di ridere, lucidava la mia, per poi tornare tra le braccia di Paolo. Per loro era la prima volta in quattro e l'eccitazione era ancora alta. Giulia corse in bagno a pulirsi la fica dalla sborra di Paolo, per poi tornare tutta profumata e invitarlo a leccarla. Lei era seduta e lui in ginocchio, Giulia godette di nuovo. A quel punto Agata, accucciata accanto a Paolo, si mise a succhiarglielo. Non potevo non approfittare di quel culetto lì davanti a me, e così scopai di nuovo Agata. Era un bel trenino, ma quando stavo per venire, mi precipitai tra le labbra di Giulia, che accettò volentieri. Paolo, nel vederla deglutire il mio sperma, venne anche lui. Io e Paolo ci demmo il cinque come segno di approvazione e lui aggiunse:
Spero che ne facciamo altri di questi incontri
. Giulia aggiunse:
Ma certo che si replica
.
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